Quaderno 41 - Maria Santissima 1984

QUADERNO 41

1 1984

Maria Santissima

1. L’umanizzazione di Dio si è compiuta nella Vergine. Ha concepito nel corpo, ma anche nello spirito e nel cuore. Ci rappresenta Gesù. Come nei lineamenti fisici, così in quelli spirituali. “Filippo chi vede me…”2; così chi vede Maria, vede Gesù. I quindici misteri appartengono a tutti e due. Maria non partecipa all’unione ipostatica, ma la rasenta. La sua unione col Padre, il Figlio e lo Spirito Santo è del medesimo ordine. Non è stato uno strumento che

1 All’inizio di questo quaderno don Pietro inserisce il seguente indice, attribuendo a ciascuna argomentazione una lettera di riferimento, che apporrà puntualmente nel margine superiore del foglio all’inizio di ogni trattazione.

Indice 1) Maria Santissima A 2) Maria Madre B 3) Immacolata C 4) Annunciazione D 5) Visitazione E 6) San Giuseppe F 7) Nascita di Gesù G 8) Presentazione H 9) Ritrovamento I 10) Vita pubblica L 11) Compassione di Maria Santissima M 12) Agonia nell’orto N 13) Flagellazione e Incoronazione O 14) Via Crucis P 15) Morte in Croce Q 16) Risurrezione R 17) Ascensione S 18) Pentecoste T 19) Assunzione U 20) Regalità di Maria Santissima V 21) Obbedienza di Gesù Z 22) Fede A-A 23) Speranza A-B 24) Carità verso Dio A-C 25) Carità verso il prossimo A-D 26) Il Rosario A-E 27) Prudenza A-F 28) Fortezza A-G 29) Pazienza A-H 30) Povertà A-I 31) Gioia A-L

2 Cfr Gv 14,9. usato poi si butta via. Gesù le ha lasciato la sua luce: Specchio di giustizia; Vergine potente. La vita cristiana è vita in Gesù per mezzo di Maria. Dal Padre Maria ha ogni potenza, dal Figlio ogni saggezza, dallo Spirito Santo tutto l’amore.

2. Figlia e collaboratrice del Padre; Sposa dello Spirito Santo. Esercita col Padre la paternità del Padre, la prolunga con Lui e la compie nei confronti del Figlio suo terreno che è altresì il Figlio suo eterno. È Sposa dello Spirito Santo perché è lui che la copre della sua ombra3. Verginità offerta a Dio, colomba dello Spirito Santo: “Tu sei bella, amica mia, tu sei bella e non c’è macchia in te. […]. Un giardino sei, sorella mia, sposa, un giardino chiuso, una fonte sigillata” (Ct 4,7-124).

3. Madre del Verbo Incarnato. Sede della Sapienza. Il Cristo è la Sapienza di Dio anche come uomo. Maria è Regina della creazione di cui Cristo è Re: essa lo è al titolo di Seconda Sapienza. “Il Signore mi ebbe con sé dall’inizio delle sue opere ecc...” (Pr 8,22-29). Sono parole apparentate con il Magnificat5. Non c’è nell’universo opera più bella di Maria. Non c’è una incarnazione più perfetta della Sapienza. Non c’è creatura più saggia nelle perfezioni del suo essere, del pensiero, degli affetti.

4. Maria nella storia della salvezza. “Facciamo l’uomo ecc...”6; l’unico uomo in cui la sua immagine non è stata deformata è Gesù. E come si può parlare di Lui senza riferirci alla Madre del “più bello tra i figli degli uomini”7? In tal modo Maria è annunciata e preparata. Nuova Eva8. Aurora del sole9. In Abramo saranno benedette tutte le nazioni10 perché dalla sua stirpe nascerà Maria. Rinnovate le promesse in Isacco, Giacobbe, Davide. Profezie e figure: Isaia (una Vergine11); Michea (Betlemme12). Figure: Eva (piange Abele); Sara (avvertita da una angelo13), Rebecca (madre dell’erede14); Rachele (tomba segna il luogo della nascita15); Maria (salva

3 Cfr Lc 1,35. 4 Cfr Ct 4,7-12 5 Cfr Lc 1,46-55. 6 Gen 1,26. 7 Cfr Sal 45 [44], 3. 8 Titolo attribuito per la prima volta a Maria da Giustino (Cfr Giustino, Dialogo con Trifone, n. 100). 9 Cfr Ct 6,10. 10 Cfr Gen 22,18. 11 Cfr Is 7,14. 12 Cfr Mi 5,1. 13 Cfr Gen 18. 14 Cfr Gen 25,21-24. 15 Cfr Gen 35,19. Mosè16); Debora (vittoriosa17); la figlia di Iefte (acconsente18); Anna (Samuele19), Giuditta20, Ester21. Arca di Noè22, l’arcobaleno23, roveto ardente24 (verginità nell’amore), la verga di Aronne (fiorita per miracolo25), arca dell’alleanza (fatta di legno incorruttibile e porta la legge26), la torre di Davide27, il trono d’avorio di Salomone28, il giardino chiuso29, la fontana sigillata30, la nube di Elia31, la porta chiusa di Ezechiele32.

5. Predicare l’incomprensibile ricchezza racchiusa nella Vergine, far capire fino a qual punto ella è nostra. “Finché non avremo conosciuto Maria e non abbiamo dato il cuore, resteremo nelle tenebre perché è in lei e solo per lei che si può ottenere lo Spirito Santo” (Bloy).

6. Maria non ha concepito e generato il Cristo solo in maniera fisica, ma anche spirituale. Ora noi siamo creati in lui. Il Cristo totale è tutta la cristianità. Perciò Maria ci ha tutti concepiti e generati in Lui. “Io vi partorisco, finché sia formato in voi Cristo” (Gal 4,1933). La Vergine dà alla luce lo stesso Figlio di Dio in persona: ella entra nella sfera eterna della grandezza di Cristo, ha una dignità senza confronti, entra nell’ordine dell’unione ipostatica. La Santissima Trinità per presentare Gesù al mondo non ha voluto far senza della Vergine, e continua ogni giorno nella Chiesa ad agire così.

7. La grazia in Maria. Pienezza. Ha avuto inizio con l’immacolato concepimento e si è completata nella gloria. Una continua santificazione: ad ogni momento non ha fatto che aumentare. Non è solo la più perfetta che si possa immaginare, è la vita di Gesù in Maria. Dall’Incarnazione la sua presenza, la sorgente della grazia, ed ella ha avuto in proporzione alla dignità alla quale era stata chiamata, alla missione che le era assegnata. La grazia di Gesù passando per Maria ricade su di noi.

16 Cfr Es 2,1-9. 17 Cfr Gdc 4. 5 18 Cfr Gdc 11,36. 19 Cfr 1Sam 1. 20 Cfr Gdt 12. 13. 21 Cfr Est 3,8-12; 8,3-8. 10-11). 22 Cfr Gen 7. 23 Cfr Gen 9,12-17. 24 Cfr Es 3,1-6. 25 Cfr Nm 17,16-26. 26 Cfr Es 25,10-22. 27 Cfr 2Sam 5,6-12. 28 Cfr 1Re 10,18-20. 29 Cfr Ct 4,12. 30 Ibidem. 31 Cfr 1Re 18,41-45. 32 Cfr Ez 44,1-2. 33 Cfr Gal 4,19. 8. La partecipazione di Maria all’ordine stesso dell’unione ipostatica ci rivela come è piaciuto alla Provvidenza divina disporre di questa ammirabile creatura più di quanto non abbia fatto con altre. E la pienezza di grazia unita a questa grandezza di essere ci insegna che la Santissima Trinità si è riservata di abitare in questa Vergine con una intimità senza confronti e di agire in lei con tutta la forza dei doni soprannaturali.

9. Maria merita per il genere umano più di quanto hanno potuto fare i più grandi servi di Dio. Per la sua estensione, essendo novella Eva, interessa tutta l’umanità. Per la sua profondità, interessata da l’inizio alla fine. Credere che la Vergine è madre nostra nella grazia divina significa che Maria ottiene effettivamente la nostra vita in Cristo, cioè ottiene da Dio che la grazia ci sia comunicata; realmente e personalmente contribuisce ad assicurare la nostra esistenza, il nostro sviluppo in Cristo, la comunicazione della vita della grazia e la nostra elevazione spirituale.

10. Le parole di Maria. Sette espressioni così piene di spirito di vita, di forza e di santità che da sole bastano a giustificare tutto l’incanto della devozione. Due all’Angelo34, due a Elisabetta35, due al Figlio Divino36, una ai servi alle nozze di Cana37.

34 Cfr Lc 1,34; Lc 1,38. 35 Cfr Lc 1,40; Lc 1,46-55. 36 Cfr Lc 2,48; Gv 2,3. 37 Gv 2,5.

Maria Madre

1. Madre di Gesù e con ciò stesso la madre di tutti coloro che in Cristo e per Cristo sono diventati figli di Dio. Una funzione e missione di «Madre universale», nuova Eva, madre della nuova umanità. Gesù il nuovo Adamo (Cfr Rm 5,12–21; 2Cor 5,17; Ef 2,10 ;4,23).

2. Profonda conoscenza del posto che Dio le ha affidato nella storia della salvezza. La sua vicinanza a Gesù. Ha portato in sé e ha dato a noi il Figlio stesso di Dio mediatore della nuova alleanza. Gen 3,1–7; 9-15. Arca dell’alleanza: ha contenuto il Figlio di Dio, la Legge eterna e increata, la Legge nuova e perfetta tra Dio e l’umanità. Es 25,1-2. 8-18. 20-22 (Costruzione dell’arca).

3. Gen 2,7-9. 16-23; 3,20. Creazione della donna. Eva madre dell’umanità della prima creazione. Maria voluta da Dio come strumento vivo e libero per dare la vita umana al Verbo di Dio e per dare la vita divina agli uomini. Questo fatto costituisce il centro del mistero di Maria. Essa è «la madre» ossia colei in cui la perfezione della maternità trova la sua più alta realizzazione. Come Madre del Figlio di Dio acquista una dignità massima, come Madre nostra ci diventa carissima.

4. Vergine Madre dell’Emmanuele. Is 7, 10-17. Maria strumento scelto da Dio in modo degno di Dio, della sua sapienza e della sua bontà. L’ha voluta santa e l’ha voluta vergine, un prodigio grande senza precedenti: una vergine darà alla luce un figlio e questo figlio sarà Dio con noi. Maria è un segno grande e meraviglioso che Dio dà al suo popolo. Segno più mirabile del roveto ardente38 o della nube e della colonna di fuoco39 o dell’acqua scaturita dalla roccia40. La maternità divina ci dice a quali grandezze Dio ha elevato l’umanità redenta, la verginità il grande valore delle cose celesti e eterne che ha preparato per noi e che intende comunicarci fin da questa terra.

5. Madre del Messia. Is 9,1-6 (Populus qui habitabat41). Maria partecipa come Madre in modo unico e preminente delle sue prerogative messianiche. Egli è sovrano, Maria sarà regina; è “Consigliere ammirabile”, Lei Madre del buon consiglio; “Dio forte”,

38 Cfr Es 3,1-6. 39 Cfr Es 13,21-22. 40 Cfr Es 17,3-6. 41 “Il popolo che camminava…” (Is 9,1). Signora potentissima; “Padre per sempre”, Madre del Figlio di Dio; “Principe della pace”, Regina della pace; “…sulle spalle la sovranità”, Regina del mondo.

6. Madre del Salvatore. Is 11,1-5; 12, 1–6 (Requiscet42). La salvezza che opera Gesù supera tutti i prodigi antichi. Nuovo Mosè libera dalla schiavitù e ci dà la terra promessa. Maria è chiamata a collaborare e diventa esempio a operare per la salvezza dei fratelli. Ha collaborato con la libera e amorosa accettazione, personale partecipazione a un piano che prevedeva la morte di Gesù e la sua stessa passione (una spada43).

7. Madre amata e sposa. Ct 2,8-16. Dio ha stretto un patto d’amore. Nessuno è stato fedele come Maria; rappresenta e riassume in sé tutta la risposta d’amore dell’umanità a Dio. Perciò è detta sposa. Alleanza d’amore, mai peccato. Salmo 44. Celebra le nozze del re visto come figura del grande Re, il Messia. Al suo fianco è descritta la sposa di lui, la regina. Assunta ha partecipato pienamente della gloria. È Madre grande e potente. Invocarla con grande fiducia.

42 “Si poserà” (Is 11,2). 43 Cfr Lc 2,35.

Immacolata

1. “La legge fatta per tutti non è per te” fu detto a Ester44. Lo specchio non può essere appannato. Un terreno fetido non è luogo per la colomba. È suo Figlio che l’ha creata. Donna vestita di sole45. Redenta per anticipazione. È il punto verginale dell’umanità. Giglio bianco non solo nel fiore ma dall’origine.

2. Non purità negativa, un vuoto, ma una pienezza. E su di essa poggia la missione di Maria Corredentrice e Mediatrice. È illibata per noi, come per noi è Madre. Piena di grazia per suo Figlio e per noi.

3. Perché immacolata Gesù trovò un tabernacolo degno di sé, un sancta sanctorum. Gesù vuole nei nostri cuori degli altri tabernacoli quando riceviamo l’Eucaristia. Siamo equiparati all’Immacolata. Di lei è detto: tota pulcra46. Esaminiamo la purezza d’animo prima della Comunione.

4. L’immacolato concepimento rende bella Maria ed è il primo segno della vocazione e il principio della grazia che le faranno un’anima immensamente materna e la spingeranno alla più completa abnegazione per noi. È il fiore di tutto il genere umano. È la speranza e la salvezza. È la porta di Oriente attraverso cui è venuta a noi la gloria di Dio: “… e la Terra risplendeva della sua gloria” (Ez 43,2).

5. Chi potrà dire che cosa è una creatura non toccata dal peccato originale che vive in unione con Dio? Dio vi stabilisce una incomparabile dimora; la Santissima Trinità trova le sue delizie nello stare in quella fanciulla (cfr Pr 8,31). Non ha difetto, è lo splendore. Tanto soprannaturale unito a un naturale così squisito. Sembra attirare il cielo sulla terra, come gli angeli. Continua ascesa. In noi dal peccato alla santità. In Lei dalla grazia dell’Immacolata. Fede più di Abramo (Beata quae credidisti47), speranza vivissima, carità meravigliosa. La Presentazione e la sua consacrazione dall’infanzia.

6. Figura di Maria che Immacolata sconfigge Satana è Giuditta: Gdt 15,8- 10. 14; 16,1-5. Maria il nostro aiuto contro il nemico.

44 Cfr Est 4,1f. 45 Ap 12,1. 46 “Tutta bella sei, o Maria” (Cfr BREVIARIO ROMANO, Festa Immacolata Concezione, Secondi Vespri, Antifona al primo salmo). 47 “Beata colei che ha creduto” (Lc 1,45).

Annunciazione

1. “Allora io dissi: Eccomi. Vengo, o Dio, a fare la tua volontà”48: il fiat di Gesù. Il fiat di Maria. L’Agnello immolato fin dall’origine del mondo. Il Verbo idealmente si è fatto carne dall’eternità, ab aeterno si è fatto carne in Maria. Maria è la novella Eva, associata al novello Adamo, l’anti-serpente. Il Figlio di Dio donerà a sua Madre trent’anni; l’ammetterà alla comunione del suo pensiero; le donerà potere sul proprio cuore. Da questa vicinanza alla Divinità, ella ne attinge i caratteri di santità, di benignità, di grandezza. È dal principio che l’Onnipotente ha compiuto in lei grandi cose. La sua immacolata concezione, la sua pienezza di grazie, il compimento di tutte le sue virtù, il saluto che il cielo le rivolge, la sua maternità divina cui è legata la parte di corredentrice e mediatrice. È la Madre che Dio ci destina dall’alto del suo infinito.

2. Fino allora nell’umile mestiere di fare il pane. L’angelo le propone il Pane del Cielo. Gli farà un corpo e ce lo donerà. Eva aveva creduto al tentatore. Maria crede alla Parola dall’alto. Fiat. Ci genera. Riceve il cielo, diventa il cielo animato.

3. Che cosa avrà provato? Se Giovanni Battista all’avvicinarsi a Gesù trasalì di gioia49, Lei cosa avrà esperimentato? La sua prima adorazione, quando certa del suo Tesoro, si concentra ardentemente in sé per stringerlo a sé. Esercita un sacerdozio anche a nome di tutti.

4. Come Adamo Gesù nasce da una terra vergine. Dio non voleva neppure che si toccasse l’Arca Santa per eccellenza. Vergine delle vergini.

5. L’Incarnazione è fatta per la Redenzione. La maternità divina di Maria si trasforma in maternità di grazia.

6. La presenza reale del Figlio di Dio si fece sentire primariamente e in maniera efficacissima sulla Vergine già così santa. “Noi dobbiamo credere che nel concepimento di Cristo la perfezione di Cristo si è riversata sulla Madre” (San Tommaso).

48 Cfr Eb 10,7. 49 Lc 1,41. Se ogni cristiano deve rivestirsi di Cristo, in questa consacrazione che è l’Annunciazione come Maria si deve essere trasfigurata e trasformata in Cristo! (“Grandi cose ha fatto”50). Ella lo porta, ma egli la conduce. Non formano che un tutto uno (virtus de illo exibat51).

7. L’Annunciazione è il momento in cui Maria diventa Madre di Dio. Gli ultimi avvenimenti non aggiungeranno nulla alla sua dignità, la più alta che sia concessa a una creatura. Entra nell’ordine dell’Incarnazione.

8. Anche prima dell’annunciazione possedeva la grazia; dopo l’avrà in tutte le sue ricchezze e segna il momento in cui la Vergine-Madre è completamente trasformata nel suo Figlio. Possiede Cristo prima degli altri e per gli altri.

9. La collaborazione di Maria al dono; è la sua ora. “Nulla le sarebbe valso concepirlo secondo la carne se non lo avesse concepito spiritualmente. Fu più beata per aver creduto” (Sant’Agostino52).

10. Per la sua verginità Maria attirava irresistibilmente il Verbo di Dio: ella gli creava un posto in mezzo a noi, lo faceva in certo senso partecipare nell’Incarnazione.

11. Is 40,1-5. Consolamini, consolamini ecc…53. È l’ora attesa, è il momento nel quale la terra può rispondere solo con il silenzio, con l’adorazione, con l’eucaristia perenne. Mistero di potenza e di condiscendenza, di santità e di misericordia.

12. Questo atteggiamento di Maria che permette a Dio di entrare in noi e salvarci è atteggiamento di fede nella parola di Dio, di umiltà, di disponibilità. Sono le condizioni indispensabili perché noi siamo salvati. Maria è l’esempio più perfetto.

13. Pensiamo alla possibilità che nella nostra vita si presenti l’Angelo di Dio portandoci un annuncio. Pensiamoci ogni giorno. Dio vuole qualche cosa da noi, a volte una piccola cosa, a volte una grande. Posso dire anch’io: “Ecco l’ancella del Signore”54?

50 Lc 1,49. 51 “… da lui usciva una forza che sanava tutti” (Lc 6,19). 52 Cfr SANT’AGOSTINO, De Sancta Virginitate, 3, 3. 53 “Consolate, consolate il mio popolo…” (Is 40,1). 54 Cfr Lc 1,38.

Visitazione

1. Gesù ha preso possesso di Maria e la conduce all’opera comune. Chiunque lo riceve ha la missione di farlo conoscere. Gesù è Salvatore: dato a sua Madre, fa di lei subito un apostolo e la porta all’opera dello Spirito che è Spirito d’amore. Va da Elisabetta per annunciarle il segreto meraviglioso che è nelle sue viscere e portargliene le benedizioni. Cum festinatione55: non si differisce ciò in cui si mette tanto amore. Ha il cielo e porta gioia.

2. Elisabetta si trovò davanti al primo tabernacolo, gioì e fu piena di Spirito Santo56. “Benedetta sei tu”57. A differenza di tutte le madri, Maria è in precedenza cosciente di tutto. Glorifica perciò Dio. L’ancella ha l’aspetto di regina, è madre delle genti, del nuovo Israele. Dio ha fatto grandi cose.

3. La visita è l’inizio di un dialogo di fede, di preghiera partecipata. Ogni famiglia è chiamata a parteciparvi.

4. La visita è segno della grande fede di Maria vera figlia di Abramo. È segno della sua carità. Il Magnificat58 ci fa conoscere la sua anima e la sua spiritualità che è nutrita della parola di Dio che riecheggia quasi in ogni parola, è piena di fiducia, ispirata alla umiltà e all’amore della povertà, è pervasa di speranza. Entriamo così nei segreti della sua vita di preghiera e di colloquio con Dio. Intonare a suo esempio la nostra preghiera.

5. È proprio della natura della Vergine il fare delle visite; visitare gli uomini è addirittura diventato per lei una funzione. Viene a visitarci spesso, come se fossimo suoi amici, suoi parenti prossimi. La Visitazione è per sempre la festa di questo atteggiamento di totale dono di sé, che è proprio di Maria. Viene a visitarci portando Gesù nascosto in lei per aiutarci nelle nostre necessità più urgenti, più quotidiane, più banali: necessità di lavoro, di doveri di stato, di relazioni. Maria viene a visitarci: forse non ci abbiamo mai pensato. Ci visita spesso, tutti i giorni. Visite innumerevoli, semplicissime, personalissime.

55 “… in fretta” (Lc 1,39). 56 Cfr Lc 1,41-42. 57 Lc 1,42. 58 Lc 1,46-55. Non si tratta di un pensiero pio, ma di una meravigliosa realtà. Maria è presente nella nostra vita: conosce, vede, si preoccupa, ama, chiede, interviene.

San Giuseppe

1. La sua ora. Ora di angoscia e di trepidazione. Ora anche dell’obbedienza e della missione. La consumazione del loro amore si fa in Gesù. Là confluisce la loro mutua tenerezza (Leone XIII). Non appartengono più l’uno all’altro ma a Lui. La missione: Lei, Madre della Chiesa; Lui, Patrono e custode della Chiesa. Ha dato il nome a Gesù59. Ha avuto tanto rispetto e amore da Maria, deve avere pure il nostro, e la nostra gratitudine.

2. Anche Giuseppe come Maria ha la spiritualità del «sì»: la preoccupazione di fare la volontà di Dio.

3. “Vedi, tuo padre ed io, angosciati, ti cercavamo”60. Parola che rivela l’unione dei due sposi, la tenerezza di Maria per Giuseppe. E quanto è bello questo titolo di padre dato a Giuseppe. Egli ne aveva diritto. È Maria che lo dice.

4. Giuseppe è un’anima tutta di Dio, in Dio. Vive la sua meditazione, la sua preghiera, il suo lavoro, il suo riposo con l’amore di chi trova in tutto l’occasione di fare la volontà di Dio. Nella gioia di dare e in quella di ricevere. La sua missione era quella di vegliare su Gesù e l’ha compiuta fino in fondo.

5. Nel Vangelo Giuseppe soffre e agisce, ma non parla mai, è essenzialmente l’uomo del silenzio, del nascondimento, dell’umiltà. Anche il Signore svela i suoi misteri nel silenzio, nel sonno.

6. Fuga in Egitto. Questo ordine improvviso. Strano: colui che è la salvezza e la vita è cercato a morte e per impedire tanto male bisogna fuggire e in Egitto. Niente è pronto per un viaggio e in un deserto. Quali mezzi per il sostentamento? Cosa diranno amici e parenti per una scomparsa così rapida? Giuseppe umile è semplice e obbediente. Possiamo immaginare quali disagi per il cammino: il cibo, l’alloggio, la sistemazione. Quali sofferenze per Giuseppe per le tribolazioni di Gesù e di Maria.

59 Cfr Mt 1,25. 60 Lc 2,48.

Nascita a Betlemme

1. Natale: il primo giorno del mondo redento. Sicut sidus radium, profert Virgo Filum61. Nascita verginale. Il primo sguardo di Maria ai lineamenti del figlio. La sua estasi, la sua tenerezza, il suo annientamento, il suo amore, la sua educazione.

2. Caro Iesu, caro Mariae62. L’Eucarestia ci porta qualcosa della Madonna. “Venite mangiate il Pane, bevete il vino che vi ho preparato”63.

3. Is 9,1-6: Populus qui ambulabat…64 Maria viveva la speranza e l’attesa di Israele, conosceva queste profezie. “Rorate, caeli, desuper ecc…”65 (Is 45,9).

4. In questi primi passi della missione di Cristo in mezzo a noi vediamo il posto che occupa Maria. È veramente lei l’incaricata di diffondere e distribuire Gesù in questo mondo. La Vergine si applica con semplicità, ma regalmente alla sua opera di misericordia: con gesti materni e regali insieme ella fa l’elemosina a tutti e la sua elemosina è Cristo. Maria fa fronte a tutto per il bene e la gloria di tutti con ardore e gentilezza e con mirabile abbandono. Non risparmia né tempo né fatica, rinuncia alla sua tranquillità, alla sua solitudine, alla gioia che proverebbe nel restare sola col suo bambino, poiché comprende che lo deve dare a chi lo richiede e a chi ne ha bisogno.

5. Michea 5,1-6. “E tu, Betlemme”. Gesù è il liberatore del suo popolo. Madre viva e presente alla nostra vita per un aiuto concreto e forte.

6. Maria aveva cantato l’amore di Dio per le cose povere e umili. Alla nascita di Gesù lo Spirito Santo l’istruì ancora sul valore della povertà. La sua vita fu tutta di grande povertà, ma forse mai questa povertà fu così grande e così sentita dal suo cuore di madre come a Betlemme. Dobbiamo essere figli e discepoli di Maria e amare le cose semplici, umili e povere.

61 “Sicut sidus radium, profert Virgo filium, pari forma – Come una stella genera un raggio, così la Vergine genera il Figlio di eguale bellezza” (Sequenza per la festa della Presentazione del Signore al Tempio, Laetabundus). 62 “La carne di Gesù è la carne di Maria” (SANT’AGOSTINO, Liber de Assumptione B.V.M., cap. 5. PL 40, 1145). 63 Cfr Pr 9,5. 64 “Il popolo che camminava…”. 65 “Stillate, cieli, dall’alto”. 7. Quando Dio è sconcertante. «La salvezza di Dio» in una mangiatoia di animali. Dio tornerà in forma gloriosa alla fine dei tempi. Adesso viene a noi allo stesso modo di Betlemme nell’umiltà e nella povertà. E sono i poveri che lo accolgono, quelli che hanno il cuore abbastanza puro per riconoscere i segni di Dio. Oggi nel nostro mondo è sempre Natale. Dio viene sotto i segni sconcertanti dei sacramenti specialmente dell’Eucarestia. Viene negli avvenimenti o sotto l’umile condizione dei poveri. Riconoscerlo.

Presentazione

1. Gesù è presentato come possesso del Padre suo. Gesù si offre; Maria lo offre e ci offre tutti con lui. Le membra con il Capo. La Regina degli Angeli diverrà Regina dei martiri.

2. “Ora lascia”66: la comunione come Viatico. “Segno di contraddizione e rovina”67: i sacrilegi.

3. Come nell’Annunciazione c’è un invito cui Maria dà una risposta eroica. Viene attraverso Simeone. Un mistero di morte incombe sul Figlio e la Vergine aderisce ogni istante a questo mistero. Comincerà subito: dovrà fuggire.

4. Gesù ci ha salvato mediante il mistero pasquale. Maria più di tutti lo ha vissuto. Madre dei dolori ha realizzato la profezia di Simeone. Il dolore non può mancare nella vita di un uomo e meno che meno nella vita di un cristiano. Capire la funzione del dolore, santificarlo. Imparare la fortezza e la pazienza.

5. Nell’Antico Testamento il Tempio era per eccellenza il luogo della presenza di Dio, dove si accorreva per contemplare il suo volto (Sal 42,3: in montem sanctum tuum68). Il mistero del tempio sta per compiersi in Gesù. Il vero tempio dove avviene l’incontro sarà il Corpo di Gesù (Gv 2,19-21: “Distruggete questo tempio e in tre giorni ecc…”), la Chiesa comunità dei fedeli (1Cor 3,10-17: “Non sapete che siete tempio di Dio ecc…”), il cuore e il corpo di ognuno di noi (1Cor 6,19: “O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo…”; Rm 8,11: “E se Cristo è in voi… per mezzo dello Spirito che abita in voi”69).

6. Simeone non allude soltanto alle sofferenze di Maria, ma annuncia la prova della Chiesa segno di contraddizione. La sua legge è proseguire “il suo pellegrinaggio fra le persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio” (Lumen Gentium, 8). Accogliere Gesù Cristo, vivere nella Chiesa, fare del proprio corpo un tempio di Dio esige delle scelte terribili.

66 Lc 2,29. 67 Cfr Lc 2,34. 68 “… al tuo santo monte” (Sal 43 [42], 3). 69 Cfr Rm 8,11.

I tre giorni nel Tempio Nazaret

1. Maria sapeva di appartenere ai misteri. “Perché hai fatto questo?”70. I procedimenti di Dio e del suo Figlio si impongono a lei pure senza annunci preliminari. Gesù appartiene già agli altri. Sarebbe già venuta l’ora?

2. Nazaret prolunga Betlemme nella sua povertà e nella sua ombra. Qui non pastori credenti o Magi, qui una famiglia come le altre, il lavoro di Giuseppe, il lavoro di Maria, le solite faccende domestiche. Sembrano che abbiano lo scopo di nascondere Gesù, non di farlo apparire. Vita semplice in creature ammirabili. Vi regna la santità. Il luogo dove Gesù fu amato come non mai, il luogo dove Gesù forma l’anima di sua madre e di suo padre. Il grande silenzio. Unione di cuori, attaccamento al dovere, fedeltà alla volontà di Dio, pazienza, donazione agli altri.

3. Egli crescerà in sapienza e grazia presso Dio e gli uomini sotto lo sguardo e per la cura di questa donna. Si stenta a crederlo, sapendo chi Egli è. E anche Maria è stupita di vederlo così sottomesso a lei, con tanta delicatezza e per tanti anni, al punto di voler tutto imparare e ricevere da lei. “Gesù - dice Padre Lagrange – ha ricevuto molto da Maria e da Giuseppe e questo è un mistero che noi siamo impotenti a penetrare”.

4. Maria con la stessa premura con cui si è preoccupata di mostrare Gesù si preoccupa di nasconderlo. Però in questo periodo Gesù non cessa di meritare per noi: Egli non cessa di essere il nostro Salvatore, né sua Madre di essere la Madre nostra. Gesù consacrandosi specialmente a Maria e Giuseppe ha operato la parte più dolce e più alta della sua opera: la santificazione di questi due esseri che saranno così grandi nel suo regno.

5. Era in tutto ad essi sottomesso71. Per Maria si tratta di prepararci il pane della vita, ricevuto dal cielo per farne un giorno un’Ostia, il nutrimento per i figli Noi apriamo la bocca per ricevere il pane preparato da lei.

6. Quando Giuseppe viene avvisato che può rientrare in Israele purché si nasconda in un piccolo paese, Maria comprende la ragione. Deve stare

70 Cfr Lc 2,48. 71 Cfr Lc 2,51. nascosto: se si rivela è perduto. Vi è la morte e morte di croce, lo sapeva. Basta pensare alla tristezza che l’ha invasa quando lo perdette nel Tempio. Sarà ora? Spingerlo nella vita pubblica significa precipitare gli eventi. Sembrerà che Gesù stesso se ne lamentasse: la mia ora non è giunta72.

7. “Non compresero”73. Vissero nella fede più pura e più perfetta. Anche la nostra deve essere vita di fede. Fidarci di Dio anche quando i fatti della vita sembrano assurdi. Credere a Dio, al suo amore; fidarsi di lui anche quando non capiamo assolutamente nulla è uno dei più perfetti atti di amore.

8. “Era loro sottomesso”74. Il miracolo dell’infanzia e della adolescenza di Gesù sta proprio nel fatto che non vi sono miracoli, perché tutto avviene come nei figli degli uomini. La sottomissione di Gesù fa la grandezza di Maria e di Giuseppe. È un fanciullo che allevano, ma tale fanciullo è il loro Dio. Gesù cresce: Maria e Giuseppe ingrandiscono con lui sotto lo sguardo del Padre. Questa unità nella crescita è la storia della Santa Famiglia.

9. “Si misero a cercarlo”75. In quel momento vissero un atteggiamento spirituale essenziale per la venuta del suo Regno e del Signore. L’Antico Testamento mostra un Dio che non si trova immediatamente, ma si manifesta soltanto a chi cerca il suo volto (Sal 26,8: De te dixit cor meum: “Exquirite faciem meam!”76). I Patriarchi cercarono di scoprirlo attraverso il suo disegno nella storia. Poi attraverso la Legge. Dopo l’esilio per mezzo dell’obbedienza alla sua volontà (Is 55,6: “Cercate il Signore, mentre si fa trovare…”; Ger 29,14: “Mi lascerò trovare da voi…”). Ora la ricerca di Dio e del suo Regno deve essere al centro della nostra vita, attraverso la Parola, la liturgia e gli avvenimenti. Esige una fede che si incarna nella vita (la perla); una fede adulta che sia capace di superare il silenzio e l’assenza di Dio.

72 Cfr Gv 2,4. 73 Lc 2,50. 74 Cfr Lc 2,51. 75 Lc 2,44. 76 “Di te ha detto il mio cuore: Cercate il suo volto” (Sal 27 [26], 8).

Maria e la vita pubblica di Gesù

1. Il giorno del distacco: il silenzio, la bottega è vuota, viene a meno la sicurezza umana. La missione materna continua è finita. Così apparentemente. Ma l’opera della Corredentrice non conosce arresti.

2. Maria Vergine sacerdotale sarà ufficialmente presente alla manifestazione del Salvatore il primo giorno77 per presentarlo al mondo e l’ultimo78 per presentarlo a Dio, mediatrice accanto all’unico mediatore Gesù Cristo. Ma in questi giorni Gesù in un certo senso non le appartiene più. Sfugge alla sua obbedienza, non è più suo, ma tutto dedito alle cose del Padre suo e alle nostre. La Madre per ritrovarlo dovrà mescolarsi alla folla e umiliarsi79.

3. Cana: ambiente per il «segno» che Gesù dà su preghiera della Madre80. Nell’Antico Testamento i rapporti tra Dio e il suo popolo erano descritti in termini di amore sponsale. L’Incarnazione è la festa di nozze tra la divinità e l’umanità. Il banchetto eucaristico è il segno lasciato da Gesù della sua Pasqua e della nostra salvezza. E questo si compie per mezzo di Maria. La sua preghiera a Cana equivale al fiat dell’Annunciazione. Nei piani di Dio, Maria è strumento per la sua manifestazione al mondo, per la sua venuta a noi, per la salvezza. Ai piedi della Croce, dove Cristo unirà per sempre con il segno dell’acqua e del sangue Dio e l’uomo in alleanza perfetta e eterna, è presente Maria.

4. Maria partecipa alle contraddizioni di cui è oggetto Gesù. Mc 6,1-6: “Non è costui il figlio di Maria?”81. Maria è la più docile discepola, quella che più fedelmente ne ha ricopiato la vita, assimilato lo spirito. Questa è la più autentica grandezza di Maria. Imitarla.

77 Lc 2,16. 78 Gv 19,25. 79 Cfr Mc 3,32; Gv 2,12. 80 Cfr Gv 2,1-11. 81 Mc 6,3.

La Compassione di Maria Santissima

1. L’Incarnazione si è completata nella Redenzione. È stato necessario che Cristo soffrisse e morisse. Per mezzo della Passione l’uomo ha conosciuto tutta l’amicizia del suo Dio ed è stato per ciò stesso spinto maggiormente ad amarlo. Nella Passione Cristo ci ha lasciato l’esempio più grande e più commuovente di obbedienza, umiltà, costanza, giustizia e di tutte le altre virtù necessarie alla salvezza. La Vergine offre l’assistenza e la partecipazione più perfetta. Con la stessa generosità e con la stessa dedizione, che aveva già consacrato al servizio dell’Incarnazione, ha cooperato al mistero del Cristo sofferente. “Colei che piange”82. Vergine dei sette dolori. Stiamo ai fatti: profezia di Simeone, storia della Passione. Maria soffre per causa nostra e in questi dolori ci genera. Il presentimento: acuto e doloroso, la tocca al vivo e non la lascia più. Le antiche profezie, Simeone, gli avvenimenti della prima infanzia, Innocenti83, fuga in Egitto84. Si unisce sempre più interiormente a Gesù, si impegna, sempre di più con lui alla nostra salvezza. Ella comprende ciò che fa soffrire Gesù, vede gli scopi che si propone e, siccome in causa siamo noi, ella si tormenta e si offre con Gesù per noi. Attua in sé il mistero di Gesù ad un grado di profondità e di intimità che appartiene solo a lei, perché è Madre e come tale legata al suo Figlio con dei privilegi del tutto singolari di essere e di grazia. Nella Redenzione come nella Incarnazione sta in un ordine a parte e il suo merito non può essere paragonato a quello di nessun altro. I più grandi nella Chiesa, come gli stigmatizzati, possono aiutarci a comprenderla ma non possono uguagliarla. È estremamente vero che Maria ha sofferto per noi in maniera insigne e completato in tal modo in tutta la sua persona in ore tremende e eroiche ciò che mancava alle sofferenze del Cristo per il suo corpo che è la Chiesa (Col 1,24).

2. Gesù per tutto il tempo della vita ha avuto sempre la sua morte davanti agli occhi. Il suo animo è stato dominato da tale previsione. “Versava lacrime con vere grida ecc…”85 (Eb 5,7). Fino all’agonia nell’Orto. La Trasfigurazione non fa che spingerlo di più.

82 Titolo del libro di Leon Bloy indicante la Vergine de La Salette. “Celle qui pleure” è presente nella biblioteca di don Pietro. 83 Cfr Mt 2,16-18. 84 Cfr Mt 2,13-15. 85 Cfr Eb 5,7. Ora il merito di Maria consiste nell’aver sposato con una straordinaria adesione di tutto il suo essere il doloroso destino del Figlio. Non solo presente nelle ore più difficili, ma partecipa con cuore di mamma. “Potete bere il calice […] ed essere battezzati?” (Mc 10,38). Maria ha realizzato in pieno.

3. Tutte le membra sono unite al Capo e tutte sono configurate a Lui nelle sue sofferenze e nella sua morte. Il rapporto di rassomiglianza si crea e si conserva per mezzo dei Sacramenti e specialmente del Battesimo e dell’Eucarestia e per mezzo della fede e della carità che ci portano a identificarci con il nostro Salvatore e ad unire i nostri stati ai suoi stati. “Guadagniamo Cristo”86 (Fil 3,8. 10). E tutto il resto è spazzatura. Ecco perché la Vergine più di qualunque altro ha vissuto in sé “gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù” (Fil 2,5). Ha rinunziato a se stessa, ha preso la sua croce (Lc 9,23-24). Questa superiorità nella partecipazione proviene dal fatto che è Madre. L’affinità tutta particolare che l’ha unita all’esistenza e alla grazia del Figlio, l’ha inabissata con Lui nelle profondità della Passione. Non ha bisogno di sacramenti. Lei è stata in un contatto meraviglioso con l’umanità di Gesù che è all’origine di tutte le grazie. Aderisce a suo Figlio con tutta la fede e l’amore particolare che nutre per Lui. Forma uno stesso spirito e cuore, per questo la sua compassione è grande. Gesù per morire la vuole vicina e ci mostra come è associata a Lui nella salvezza del mondo. È la Vergine che genera la cristianità nel Cristo. Madre eroica si offre allo spaventoso travaglio di concepire e di riavvicinare in Cristo tutto il divino e tutto l’umano. Gesù dà alla Madre tanta parte della grazia e dell’amore che è in Lui. Chi potrà comprendere i sentimenti che sono nel Cuore di Maria nel mistero della Compassione? Ella compie già gli atti della sua mediazione universale.

4. La Madre nostra si immedesima a tal punto con Gesù nei grandi atti della nostra penitenza che non può vedere morire Gesù senza avere contemporaneamente la miseria del genere umano e la misericordia di Dio. Gesù è colui che toglie i peccati e la Vergine coopera oltre ogni dire a questo riscatto e a questa soddisfazione. Si drizza con tutte la forza contro il peccato per la salvezza del peccatore. La sua sofferenza per il peccato! La sua santità originale le dà grandi capacità e la fa partecipare alle grandi tenebre del suo Figlio. I due grandi cuori di Gesù e di Maria vogliono salvarci a tutti i costi, ci amano fino all’impossibile. Tutta la cristianità riconoscerà in Maria una grande capacità di convertire i peccatori che le deriva dalla sua maternità di grazia e dal merito acquisito al momento della Compassione.

5. Il Figlio di Dio non è venuto per distruggere la sofferenza ma per soffrire con noi.

86 Cfr Fil 3,8. Dio non ha risparmiato a Maria tristezza e prove. E per il fatto di avere sofferto sarà in grado di venire in aiuto a tutti quelli che saranno sottoposti alla prova. Il suo coraggio è stato meraviglioso. Il «sì» che ha pronunciato per tutto il tempo della Compassione le ha dato tanto merito da renderlo più facile per tutti i cristiani. Grazia di accettazione e di trasfigurazione. La sofferenza non solo mezzo di espiazione ma di redenzione e di santificazione. “Soffrire con Gesù per essere glorificati con Lui” (Rm 8,1787).

6. Gesù e Maria un solo essere completamente immolato a Dio. “Ha dato se stesso per noi oblazione e ostia di soave odore” (Ef 5,288). Tutta la sua vita, tutte le sue opere sono offerta di amore, ma particolarmente le ore tremende della Passione. Fino all’ultimo respiro. Maria è presente e partecipa. Legata al sacerdozio del Figlio si unisce strettamente.

87 Cfr Rm 8,17. 88 Cfr Ef 5,2.

L’agonia di Gesù nell’orto

1. In Maria la tenerezza e la compassione hanno una profondità che attinge al sovraumano. Penetra in ciò che l’Agonia contiene. Anche lei si associa alla volontà del Padre. Comprende la tragedia del peccato, l’inutilità della Passione per certe anime. La tremenda umiliazione e dolore di Gesù, l’indifferenza spaventosa della folla.

Morte in Croce

1. Ciò che spinge il Salvatore è la sua antica amicizia per noi. Nel vero olocausto al quale sta per offrirsi Gesù sarà consumato letteralmente dal fuoco della carità. Tutta la sua vita una prova di questa amicizia simile a quella di un amante, dello sposo per la sua sposa. A ciascuno di noi Gesù può dire: “Io ti sono più amico di questo o di quest’altro perché ho fatto per te più di loro…”. Buon Pastore. Vigna mistica (Gv 10,11-17; 15,1-8). Ciò che ha fatto per tutti l’ha fatto per ciascuno, mentre dormivano nel nulla prima della loro nascita, nel peccato dopo la loro nascita.

2. Gesù ha voluto che vicino alla Croce ci fosse sua Madre perché noi comprendessimo il suo ruolo nel mistero della nostra salvezza. Per questa sua partecipazione (dall’Incarnazione alla morte e resurrezione) Maria è diventata causa della nostra salvezza, madre del Cristo totale, madre della Chiesa. Ha preso parte alla «pasqua» così dobbiamo fare noi per salvarci e salvare.

3. Fin dal Battesimo Gesù ci ha caricato della sua Croce, segnata sulla fronte e sul petto. Questa sofferenza non lo deve abbattere ma attraverso l’amore lo deve introdurre in una stretta intimità con Cristo su l’esempio della Madonna, per una fecondità ecclesiale.

La Croce

1. Gesù con la sua Croce vive per noi; parla, tu l’ascolti. Ci invita a seguirlo al Calvario. Devi morire a te stesso, liberarti dell’uomo vecchio, liberarti di tutto ciò che è terrestre, animale, mortale. Sbarazzarsi di tutto l’umano, per essere finalmente tutti interi del divino. Cessare di vivere a sé, per vivere a Dio. Non voltarti indietro come la moglie di Lot89.

2. Devi incominciare ad amare la sua passione, a bere al suo calice, a mescolare le tue lacrime alle sue, il tuo sangue al suo. Non volere sapere altro che Gesù e Gesù Crocifisso (1Cor 2,2). La scienza del Crocifisso. Bruciare del suo fuoco, essere battezzati del suo battesimo (Lc 12,49- 50).

3. Gesù si è immolato per la Chiesa. Anche tu per salvare le anime, per amore. (Pollien 408 sq.)

4. Imparare il volere della sofferenza (Salvifici doloris90). “Completo nella mia carne ecc…” (Col 1,24). Vicino a Gesù c’è sempre sua Madre. Maria con l’intera sua vita dà testimonianza al Vangelo della sofferenza. In Lei numerose e intese sofferenze, concatenate. Fede incrollabile. Contributo alla redenzione. Perché Madre è destinata a condividere la missione di Gesù. Subito ebbe conferma: Betlemme, Simeone, fuga in Egitto, vita nascosta. Vicende della vita pubblica: Calvario. Partecipò alla morte redentrice, raccolse le parole e la missione. Presenza. Compassione. Valore della sofferenza. Gesù attraverso il Cuore di Maria vuole penetrare nell’animo di ogni sofferente. A prezzo di indicibili sofferenze Maria ci porta l’amore di Gesù. Le sette parole udite e vissute da Maria.

5. “Ecco tua Madre”91: è come un’annunciazione, è come un fiat; sono come le parole: “Questo è il mio corpo”92. “Questo è tuo figlio”93; sono dette in senso assoluto.

89 Gen 19,23-26. 90 Cfr GIOVANNI PAOLO II, Lettera apostolica Salvifici doloris, (11 Febbraio 1984). 91 Gv 19,27. 92 Mt 26,26. 93 Gv 19,26.

Risurrezione

1. È Cristo glorioso presente nella Messa. Viene ad annunciarci ed applicarci la sua morte. Il nostro desiderio è del Paradiso perché è Lui che ce lo ha assicurato: “Vado a prepararvi un posto” (Gv 14,2). Ma vorremmo entrare senza la Croce, non disfarci della dimora terrena (cfr 2Cor 5,4). Se Lui è morto per noi perché dobbiamo morire anche noi? Nella Messa è presente nella sua gloria e non ci separa da Lui che lo spessore delle apparenze sacramentali, e vorremmo fare come la Maddalena e supplicarlo di mettere fine a tutte le nostre miserie. Ci ripete: Noli me tangere94. È ancora tempo di fede e della via. Gesù non lascia toccare che le sue piaghe. Non viene a noi che con la sua Croce. Egli interpone la sua Croce tra lui e noi; più ci stringe, più la Croce penetra: “Sono crocifisso con Cristo” (Gal 2,20).

94 “Non mi trattenere” (Gv 20,17).

Ascensione

1. Quando Gesù parla della sua partenza ci commuove. Non respira che la sicurezza, la gioia, la pace, la vita. Non lascia dubbi sul venire meno della sua presenza sensibile, ma afferma con grande chiarezza che l’altra maniera di essere presente, la maniera intima e spirituale, si rafforzerà. Non ci lascia orfani “perché io vivo e voi vivrete […]. Conoscerete che io sono nel Padre e che voi in me e io in voi” (Gv 14,18-21). È il momento da Lui scelto per dimostrare che “ogni potere gli è stato concesso in cielo e sulla terra”95. Tutte le nazioni gli appartengono e anche tutti i secoli. Una specie di onnipotenza gli permette di dominare il tempo e lo spazio, di essere con noi sempre e dovunque, l’unico pastore, il pane vero che dà la vita, la vite, Colui che contiene in sé tutti i suoi come Egli è contenuto in Dio (Gv 17). Le sue innumerevoli apparizioni durante i quaranta giorni hanno dimostrato come Egli è vivo e come si preoccupa di loro. Con l’Ascensione l’attaccamento tra Cristo e i suoi diventa più mistico e anche più intimo. È l’attaccamento che Gesù stesso aveva più volte sollecitato quando diceva: “Voi ancora non sapete unirvi a me per pregare, non sapete pregare in mio nome. Voi sarete così completamente identificati in me che qualunque cosa domanderete al Padre mio nel mio nome Egli ve lo concederà. Il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi questa gioia” (cfr Gv 16,24; Gv 16,22-23).

95 Cfr Mt 28,18.

Pentecoste

1. La Madre di Gesù resta sulla terra per custodire la Chiesa nascente. Tutto è ancora così piccolo, così delicato, così debole in questa Chiesa bambina! Una presenza luce, dolcezza, forza. Riscalda, santifica, affretta la venuta dello Spirito Santo. La sua preghiera soprattutto circonda, protegge, feconda, consacra i lavori e le prove, le pene e le gioie, la vita e la morte. La Pentecoste inaugura ciò che possiamo chiamare la vita pubblica della Vergine. Ha in cuore tutta la pace, tutta la gioia dell’Ascensione.

2. Maria è Madre della Chiesa, Madre del popolo di Dio (Concilio Vaticano II, 21-11-196496). Maria è ancora figura e immagine della Chiesa. Come Maria la Chiesa genera alla vita divina con la parola e i sacramenti. La Chiesa è vergine, sposa innamorata e fedele di Cristo, oggetto del suo amore tenerissimo di sposo. Come Maria la Chiesa è «sacramento», segno e strumento di salvezza; per suo mezzo Cristo continua a svelare al mondo il mistero di Dio e a comunicare la vita. La nostra devozione a Maria si fonde con la nostra devozione alla Chiesa. Non è possibile comprendere e amare Maria fuori di questa prospettiva. Maria e la Chiesa si illuminano a vicenda. (Satt. p. 160)

96 Cfr PAOLO VI, Discorso di chiusura della III sessione del Concilio Vaticano II, 21 novembre 1964, n. 30.

Assunzione

1. Maria se avesse scelto, avrebbe scelto la morte di Gesù. È morta d’amore perché solo di amore era vissuta. Uno degli slanci d’amore verso il suo Gesù l’ha staccata dalla terra. La sua carne non doveva vedere la corruzione perché vas electionis97, perché esente dal peccato originale, perché Regina delle Vergini, perché a lei fu affidato il corpo di Gesù nell’Incarnazione, a lei è affidato il Corpo Mistico. L’immacolata non deve conoscere il sepolcro.

2. “Per me infatti il vivere è Gesù e il morire un guadagno”98. “Cristo sarà glorificato nel mio corpo, sia che io viva, sia che io muoia” (Fil 1,20). Senza dubbio è prima di tutto l’amore per Gesù e il desiderio di essere con Lui che spinge a forza la Vergine verso il Cielo. Ma è anche l’amore per noi: le membra del Corpo Mistico si sono moltiplicate, e Maria restando nel mondo non basta a tutte.

3. Gesù trasforma immediatamente, per renderlo simile al suo corpo glorioso, il corpo della Vergine. È giusto che colei che ha dato la vita al Verbo Incarnato sia chiamata prima di tutto e subito dopo Lui a rivestirsi d’incorruttibilità e d’immortalità (cfr 1Cor 15,52-56). Un’eccezione come quella dell’Immacolato Concepimento richiede il privilegio dell’Assunzione.

4. Ap 21,1-6 (“Vidi un cielo nuovo”). La Gerusalemme celeste dove già Maria rallegra la città dei beati, la rappresenta e la personifica tutta. Qui in terra tendiamo come pellegrini verso questa famiglia di Dio. Maria è già là e i nostri cuori si rivolgono a lei con struggente nostalgia. Desideriamo giungere in patria, «arrivare a casa» (Cfr 2Cor 5,2-8; Fil 1,23). Tensione escatologica. Parusia: il Signore viene con i Santi e al primo posto Maria. E il pensiero di Maria in Cielo ci riempie di gioia, veglia su di noi, è segno di speranza e di consolazione. Pensare spesso al Cielo dove Maria vive e ci attende.

5. “Io ritengo infatti che le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà essere rivelata in noi” (Rm 8,18). “Se veramente partecipiamo alle sue sofferenze, per partecipare anche alla sua gloria” (Idem, 17).

97 “Vaso di elezione”. 98 Fil 1,21. “Ma nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi perché anche nella rivelazione della sua gloria possiate rallegratevi ed esultare” (1Pt 4,13). “Diventandogli conforme nella morte, con la speranza di giungere alla risurrezione dei morti” (Fil 3,10-11). Questi sono testi scritturistici che illuminano la verità dell’Assunzione: essi ci assicurano infatti che nella misura in cui partecipiamo alle sofferenze del Cristo, parteciperemo alla sua gloria. Quando la Chiesa parla della Immacolata ci mostra colei che più di ogni altro è stata salvata. E nell’Assunzione colei che prima di tutti è stata ammessa, anima e corpo, a far parte della Vita e della Gloria.

6. “Apparve un portento grande nel cielo” (Ap 1299). Maria, in corpo e anima nel cielo, è segno per la terra “di sicura speranza e di consolazione” (Lumen Gentium, 68). L’Assunzione proclama che il nostro corpo è salvato ed è degno di stare presso Dio. La povera carne che taluni adorano e altri odiano; proprio una della nostra stessa.

99 Cfr Ap 12,1.

La Regalità di Maria Santissima

1. Più cristiana di tutti i cristiani deve essere più gloriosa di tutti insieme. Per le sue virtù fu l’ornamento della terra, ora è ornamento del cielo. Liberata dal tempo appare nelle dimensioni perfette della sua celeste e umana maternità. Maria glorifica il cielo e la sua gloria non fa che «uno» con quella del Cielo.

2. È in Paradiso non per abbandonarci ma per proteggerci da più in alto, intercedere più da vicino. Diventata Regina è Madre più che mai. Dio ci vuol dare tutto per mezzo di Maria. Membro associato alla Trinità, si definisce “onnipotenza supplichevole”100. La condizione è la confidenza: riconosciamola, crediamo.

3. Maria in cielo continua ad essere Madre nostra dopo esserlo stata in maniera così sublime sulla terra. Cerchiamo Maria, ma cerchiamola dove si trova. La sua maternità non può venire meno e passando da questo mondo all’altro ha preso le sue proporzioni definitive. Novella Eva, Madre del nuovo Adamo e a Lui inseparabilmente associata sulla terra, è divenuta in cielo un grande essere insieme con Lui. Regina della gloria accanto al Signore della gloria.

4. Ella è la prima «a destra» per eccellenza. È giusto che partecipi all’onore del Cristo nella stessa proporzione con cui ha partecipato alle sue sofferenze101. Quando Gesù promette ai suoi discepoli che li farà potenti nel suo regno pensiamo che cosa farà per Maria. Ha partecipato alle umiliazioni di Gesù, è incoronata “di gloria e di onore”102, innalzata con lui al di sopra anche degli angeli e partecipe della sua sovranità; Regina Madre accanto al Re suo Figlio (Eb 2,5-13). La donna dell’Apocalisse (12,1-6).

5. L’onnipotente intercessione di Maria. Poiché ha così bene riempito il tempo, non c’è da meravigliarsi che riempia l’eternità. Si attribuiscono a Maria tutte le prerogative della Sapienza eterna. Ha la gloria di Gerusalemme: Surge, illuminare … Jerusalem103 (Is 60,1-5). Questa incoronazione di gloria, frutto e ricompensa di un immenso merito, offre a questa Regina delle capacità in certo senso di onnipotente

100 Cfr BEATO GIACOMO ALBERIONE, Maria Regina degli Apostoli, Società San Paolo, 1954. 101 Cfr Mc 10,35-40. 102 Cfr Sal 8,6. 103 “Alzati, rivestiti di luce…”. intercessione in favore dei suoi figli. Se Gesù ha voluto avere la Madre sua accanto a sé nell’eternità subito e molto prima della fine dei tempi, è perché contribuisce con Lui ad aprirci i cieli, a prepararci il posto. Ove si trova il capo è necessario si trovino le membra; ove si trova la madre è necessario si trovi chi è stato generato.

6. L’Incoronazione di gloria, benché sollevi molto in alto in Cielo la Madre nostra, la lascia tuttavia in intima unione con noi. Questo stato di completa glorificazione crea una specie di sovreminente adattamento nei nostri riguardi. Ci offre il più largo e il più facile accesso a Lei. È una maestà che attira: piena di bontà, d’amabilità, di compassione, di misericordia. Vede in Dio tutti i suoi figli e tutti li ama. Può pensare continuamente e distintamente a tutti i suoi figli. Gode della visione di Dio al più alto grado dopo Cristo. L’Apocalisse dice che il “Figlio dell’uomo ha gli occhi come una fiamma di fuoco” (Ap 1,14). È lo sguardo che non possiamo sfuggire, la scienza che scruta le reni e i cuori. Maria associata alla gloria di Cristo partecipa anche di questo sguardo penetrante e dominante, può vederci tutti insieme e ciascuno in particolare. E questo sguardo è pieno di misericordia e la sua fiamma è di tenerezza. Nella nostra fede c’è una rivelazione luminosissima: “Dio è amore”; “Colui che non ama, non ha conosciuto Dio”. L’amore è una presenza di Dio, è Dio reso in qualche modo sensibile; “Se ci amiamo, Dio abita in noi” (1 Gv 4,8. 12. 16). Gesù è la vivente incarnazione del suo amore: “Lui ha amato noi e ha mandato il suo Figlio” (idem 10). E chi è entrato in questo Cielo, se non Maria? “Madre del bell’amore” (Sir 24104). Nell’Immacolata Concezione ci è apparsa come un gran cuore, poi quel che ne ha fatto l’Annunciazione fino all’Assunzione. Accordando il suo cuore al ritmo stesso del Cuore di Gesù, la Vergine ci ama immensamente. “Supera ogni conoscenza”105. La spinge continuamente verso i suoi figli della terra. Siamo sicuri di essere amati da Lei. Tutto ci dimostra che nessuna madre ha tanto cuore come lei. In Dio è vigilante. In lei si trovano tutte le misericordie e tutte le consolazioni (cfr 2Cor 1,3). Alma Mater, Alma Virgo106. È una grande e divina cosa essere così concepiti e generati in sinu Mariae107. Ci ama come le stesse membra del Figlio suo. Come Maria partecipa dell’onnipresenza di Cristo, partecipa anche della sua onnipotenza. Vi è nel seno della Vergine un’immensa riserva di vita. “Regina, che puoi ciò che tu vuoi”108. Gloriosa intercessione.

104 Nella NOVA VULGATA: “Ego mater pulchrae dilectionis et timoris et agnitionis et sanctae spei – Io sono la madre del bell\'amore e del timore, della conoscenza e della santa speranza” (Sir 24,24). 105 Ef 3,19. 106 “Madre eccelsa, Vergine benigna”. 107 “Nel seno di Maria”. 108 DANTE ALIGHIERI, Paradiso, canto XXXIII, v. 34-35. Maria sarà in perpetuo colei che distribuisce il Figlio di Dio, la mediatrice di tutte le grazie che sono in Lui, lo strumento attivo della divina misericordia, la tenera Madre di cui Dio si serve per abbracciare tutti i suoi figli, il grembo in cui li forma alla vita eterna. La mediazione di Maria è il frutto di questa intercessione universale fondata sul suo merito singolare. La sua intercessione è la sua azione. Dire che Maria intercede significa dire che agisce. Con la sua preghiera e con l’azione propriamente detta Ella non solo non ci dimentica mai, ma è sempre in preghiera per noi. “La sua stessa gloria si fa supplichevole” (Liturgia). La sola sua presenza è una continua perorazione. Maria è tutta in preghiera e ci avvolge tutti nella sua preghiera. Meglio di Onia e di Geremia (2Mac 15109). Le nostre preghiere Maria le rende accette e le presenta a Dio aggiungendovi tutte quelle che non riusciamo a formulare. Al nostro Magnificat aggiunge il suo. Ella prega dal profondo del suo cuore. Sa e agisce. Ella ha influenza nei consigli e decreti divini. La Chiesa le attribuisce le prerogative della Sapienza (Sir 24; Pr 8,14-17. 30-36). Siamo bambini piccoli, molto piccoli di fronte a Dio. Abbiamo bisogno della Madre. Tutto quanto abbiamo di buono lo riceviamo da Lei. Cristo Re, Maria Regina. In questo mondo e nel Purgatorio. Alcuni luoghi sono stati da Lei scelti e le sono più cari. Consacrare a Lei noi stessi, i nostri gruppi, le nostre Parrocchie. La sua forza contro l’Inferno è invincibile. Terribilis ut castrorum acies ordinata110.

7. Figura della potente intercessione di Maria è Ester che salva il suo popolo (Est 3,8-12; 8,3-8. 10-11). Fiducia nella sua preghiera: è mediatrice, è distributrice delle grazie. Potenza e bontà.

8. Ap 7,9-12; 21,9-14. 22-27. Dio ci ha creati per condividere con noi la sua gioia infinita. Per questo ci ha fatto esistere e ci ha comunicato la sua vita. Il fine della nostra vita è questa nostra immensa ed eterna gioia che costituisce la gloria di Dio. Sapere che Maria nostra Madre e i nostri fratelli sono già partecipi delle gioie di Dio è per noi grande motivo di consolazione. La speranza illumina di gioia la nostra vita terrena. Lavoriamo e soffriamo con entusiasmo.

109 2Mac 15,12-16. 110 “Quae est ista, quae progreditur quasi aurora consurgens, pulchra ut luna, electa ut sol, terribilis ut castrorum acies ordinata? – Chi è costei che sorge come l\'aurora, bella come la luna, fulgida come il sole, terribile come schiere a vessilli spiegati?” (Ct 6,10).

L’Obbedienza di Gesù al Padre

1. L’obbedienza è stile dell’essere e della vita di Gesù Cristo. È talmente costitutiva del suo essere e operare che si può dire che Gesù è la stessa obbedienza. “Ecco vengo per fare, o Dio, la tua volontà” (Eb 10,5-7). Si è fatto uomo per sperimentare l’obbedienza estrema quale prova del suo amore assoluto al Padre. Costituisce il sacrificio nuovo e definitivo per la remissione. È un’obbedienza personale, cosciente e libera; accetta. “Per quella volontà noi siamo stati santificati” (Eb 10,10). “Avendo offerto un solo sacrificio per i peccati, si è assiso alla destra di Dio” (cfr Eb 10,17). Tutta la vita plasmata dall’obbedienza. “Chi di voi può convincermi di peccato?” (Gv 8,46). Fino all’agonia (Mc 14,33-36; Lc 22,41-48) e al grido sulla croce (Mc 15,37). Termina con la preghiera fiduciosa (Lc 23,46).

2. “Tutto è compiuto” (Gv 19,30) significa: Gesù muore dopo aver compiuta l’opera realizzata in obbedienza al Padre (cfr Gv 14,31; 17,4). “Come per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti” (cfr Rm 5,18-19). A “una genia di ribelli” (Ez 2,3-5), all’infedeltà al patto, deve affamarsi l’obbedienza. Il punto di partenza con Abramo che lascia la terra111, che è disposto a sacrificare suo figlio112. “Perché hai obbedito alla mia voce, ogni benedizione; saranno benedette tutte le nazioni della terra” (Gen 22,18). Abramo diventa il tipo del vero credente, il padre (Rm 4,11-18; Gal 3,6-18). La vera discendenza di Abramo è Gesù (cfr Gal 3,16). Gesù ha percorso tutti i gradini della scala dell’obbedienza, dall’Incarnazione (Eb 10,5-7) fino alla morte in croce (Fil 2,8), sino alla consumazione estrema di sé nell’amore per il Padre e per gli uomini (Gv 13,1). Gesù ha superato le tentazioni (sta scritto) riponendo interamente la fiducia nel Padre. In Lui si è realizzato il patto, l’alleanza nuova, la creazione nuova (Ap 21,1); il dialogo.

111 Cfr Gen 12,1-6. 112 Cfr Gen 22,1-19.

La Fede

1. La chiave per comprendere la figura di Maria ce la dà il vangelo di Luca: Maria la Madre del Signore, la eletta di Dio per eccellenza e per questo proclamata «beata» attraverso i secoli, è “beata perché ha creduto”113; la grazia di Dio ha scelto Maria come Madre del Salvatore (vale a dire, nel chiamarla all’evento culminante della storia della salvezza: “Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio, nato da donna”; Gal 4,4) e la risposta totale di fede, speranza, amore con cui Maria ricevette la grazia della sua elezione contribuì in modo del tutto singolare alla salvezza del mondo. Maria fu così la prima che credette e sperò in Cristo, la prima che lo seguì dalla sua venuta nel mondo fino alla sua morte e risurrezione: una priorità che non è puramente temporale, ma qualitativamente suprema. L’esistenza cristiana è rimasta configurata in Maria in maniera insuperabile nella sua adesione a Cristo e nella partecipazione alla sua missione salvifica: in sintesi, nella sua dedizione a Cristo e con Lui agli uomini.

2. La venuta del Salvatore nel mondo si realizzò in Maria nella sua fede e nella sua maternità verginale. Un ruolo singolare e decisivo. Fu l’unica persona umana che per elezione divina intervenne in tale evento e, attraverso la risposta della sua fede, accolse la Parola personale di Dio, il dono supremo di Dio all’umanità, la presenza personale di Dio nella storia. Nel momento cruciale della storia della salvezza, in cui s’istaura la nuova e eterna Alleanza, l’umile vergine di Nazaret (personificazione dei «poveri» che credono e sperano) è sola con la sua fede e la sua disponibilità senza riserve di fronte alla imprevedibile grazia e fedeltà rivelate dal Dio dell’Alleanza. Il Concilio Vaticano II sintetizza così114: a) Il fatto dell’Incarnazione si è compiuto con il libero consenso di Maria: è cooperazione perciò alla redenzione. b) Accetta il piano salvifico senza riserva, sottomettendosi incondizionatamente ai disegni di Dio circa la vita di Gesù, consacrandosi alla sua persona e alla sua opera. c) Maria fu resa consapevole dalla sua speciale santità che la sua libera risposta a Dio doveva essere incondizionata: Maria fu esente dal peccato, perché accettasse senza riserve il progetto salvifico di Dio sull’umanità. d) La sua collaborazione si identificò con l’accettazione piena (nel suo cuore e nel suo corpo) alla Parola personale di Dio.

113 Lc 1,45. 114 Cfr Lumen Gentium, 52-62. 3. L’atteggiamento di Maria in Cana è descritto da San Giovanni come la pienezza di una fede che crede in Gesù prima che Egli compia il suo primo miracolo (Gv 2,3. 5-11). Gli Apostoli e tutte le persone la cui fede in Gesù è menzionata nel Quarto Vangelo incominciarono a credere in Lui dopo aver esperimentato il suo potere sovrumano115. Ma ciò di più nuovo e significativo non sta solamente nel fatto che Gesù accetta l’intervento di Maria e opera così il suo primo segno (il segno del «vino nuovo», dell’Alleanza nuova e della vita nuova) ma nelle parole sorprendenti: “Non è ancora giunta la mia ora”116. È la prima volta che si parla dell’«ora» di Gesù. Si riferisce alla sua morte-resurrezione. (“Non era ancora giunta la sua ora” Gv 7,30; idem 8,20. “È giunta l’ora che la sia glorificato il Figlio dell’uomo. Se il chicco di grano ecc…” Gv 12,23-27; idem 13,1). Il significato delle parole di Gesù è dunque: “Ancora non è giunta l’ora”; quando verrà la morte e la resurrezione (evento culminante della sua missione salvifica), Maria sarà unita a Gesù e avrà parte in quell’evento. E in effetti San Giovanni (che in tutto il resto del suo Vangelo non nomina mai Maria) la pone sulla scena di nuovo ai piedi della Croce «nell’ora di Gesù»117.

4. La fede di Maria è un «sì», un eccomi: è una fede piena di fiducia e di speranza. È ricerca umile e premurosa della volontà divina. Questa fede semplice e pura possiamo cantarla con le parole della lettera agli Ebrei 11,1-40. “Per fede noi sappiamo che i mondi furono formati”118. Maria per fede intravvede quale nuova creazione sarebbe venuta dall’Incarnazione. “Senza fede è impossibile piacere a Dio” (Eb 11,6). Maria fu la più gradita a Dio per la sua fede e la sua speranza. “Per fede Noè […] costruì un’arca” (v. 7). Maria arca della salvezza, il prototipo e la promessa della Chiesa nella quale ci salviamo. “Per fede Abramo […] partì” (v. 8). Maria con fede ancor maggiore obbedisce e accetta di partecipare all’esodo della croce. “Per fede Abramo […] offri Isacco” (v. 17). Maria accoglie Gesù e lo offre fino all’altare della croce.

5. La Vergine si è sempre fidata di Dio anche quando umanamente sembrava assurdo credere. a) La sua Verginità insieme alla sua maternità. b) L’andata a Betlemme. Il disegno della grotta. c) L’umiltà e il nascondimento di Nazaret prolungato. d) A Cana credette al miracolo. e) Le tenebre della Passione. f) L’attesa della risurrezione.

115 Gv 2,11. 116 Gv 2,4. 117 Cfr Gv 19,25. 118 Eb 11,3. Esempi, ma tutta la sua vita fu pura fede.

6. La prima virtù da ricopiare deve essere la fede. Tanto più sarà solida questa roccia, tanto più alto potrà essere l’edificio. “Beata, perché hai creduto”119. Bisogna «vivere di fede». “Gesù gli disse: Se tu puoi! Tutto è passibile per chi crede. Il padre del fanciullo rispose ad alta voce: Credo, aiutami nella mia incredulità” (Mc 9,23-24). La fede deve essere l’anima di tutte le opere che altrimenti sarebbero vuote e meccaniche. La fede ci fa superare paure e preoccupazioni, prove, dolori, malattie, prove spirituali e morali. Fede da spostare le montagne120. Fede senza dubbi: “Uomo di poca fede, perché hai dubitato” ha detto Gesù a San Pietro che camminava sull’acqua (Mt 14,31). La Fede è oscura perché deve essere meritoria. È un raggio tenebroso, caliginis divinae radium121 (Pseudo Dionigi). La Fede deve crescere, deve essere anelito. Il mistero della fede è espresso bene dall’affamato e dall’assetato: “Come il cervo ecc…” (Salmo 41122); “L’anima mia ha sete di Te, come la terra arida che attende la pioggia (Salmo 142123). La Fede deve essere operosa: “Che giova se uno dice di avere la fede, ma non ha le opere?” (Gc 2,14). Solo così si vince: “Questa è la vittoria che vince il mondo: la nostra fede” (1Gv 5,4).

7. Crede alle parole dell’Angelo. “Che mi sia fatto secondo la tua parola”124. Non dice: secondo la parola di Dio. La sua fede non esclude l’intermediario di cui Dio volle servirsi. Quantunque così intima con Dio, quantunque introdotta presso la divinità in una alleanza superiore a quella dell’Angelo, non si avvale della sua eccellenza per congedare colui che è inferiore a lei. Egli non è che un rappresentante, un servo; ella è la figlia unica al di sopra di tutti, la sposa preferita, la madre eletta. Non importa. L’Angelo è l’organo ed ella lo ascolta; l’Angelo è l’inviato ed ella lo ammette. Segno della vera fede. Oh, come Maria condanna coloro che pretendono giungere a Dio direttamente e fare meno degli intermediari stabiliti da Dio. No! La vera fede non disprezza gli involucri di cui Dio riveste la sua parola; sa rispettare i vasi, entro ai quali la Verità depone le sue prove. Sembrino pure questi messi inferiori a noi, lo siano in realtà, ciò non scandalizza né arresta l’anima di fede.

119 Cfr Lc 1,45. 120 Cfr Mt 17,20. 121 “Raggio dell’oscurità divina”. 122 Sal 42-43 [41-42], 1. 123 Cfr Sal 63 [62], 2. 124 Lc 1,38. O Maria, per il merito della tua fede ottienimi questa semplicità, sincerità ed umiltà di fede. Fa’ che io aderisca alla Chiesa come tu hai creduto all’Angelo.

La Speranza

1. “La speranza non inganna perché l’amore divino si è diffuso nei nostri cuori per lo Spirito Santo che ci fu dato” (Rm 5,5)125. La speranza è la virtù che ci fa desiderare Dio come bene supremo, la vita eterna e i mezzi per raggiungerla. Virtù necessaria per costruire; che non succeda: “… cominciò ad edificare e non poté portare a termine” (Lc 14,30126). Basata sulla bontà di Dio: “L’amore delle altre creature non progredisce e quindi annoia, o se progredisce non sazia, o se sazia non basta” (San Bonaventura127). Guida al «Desiderato»; l’anima dà la scalata al Cielo: di tappa in tappa, dal visibile all’invisibile, dalla creatura al Creatore, fino all’amplesso beatificante del Sommo Bene. “Attendendo quella beata speranza che è l’apparizione gloriosa del grande Dio e Salvatore Gesù Cristo” (Tt 2,12- 13128). “Il Signore ci ha rigenerato ad una speranza più viva, mediante la resurrezione di Gesù Cristo da morte, ad una eredità incorruttibile, purissima, inalterata, riservata nei cieli per voi” (1Pt 1,3-4129).

2. Maria esempio fulgido di speranza. Ha superato le prove della maternità, Giuseppe, Simeone, Egitto. Smarrimento. Ha superato l’ora delle tenebre: i momenti della Passione; Gesù catturato, davanti ai tribunali, flagellato, coronato di spine, crocefisso. Ha superato l’attesa dopo l’Ascensione. “Fu un miracolo continuato che Maria abbia potuto vivere separata dal suo Diletto” (Bossuet). (Esempio di Sant’Ignazio e di Sant’Agnese, Profili p. 60).

3. Imitare la speranza della Vergine. La speranza ci unisce intimamente a Dio staccandoci dai beni sensibili. Dà pace e conforto. È principio di feconda operosità: “Mi sono privato di tutto e tutto tengo in conto di spazzatura, allo scopo di guadagnare Cristo” (Fil 3,8). Vincere le tentazioni di avvilimento e di disperazione e di malinconia: “Tutto posso in Colui che mi conforta” (Fil 4,13); “Non cadrà un

125 Cfr Rm 5,5. 126 Cfr Lc 14,30. 127 SAN BONAVENTURA, La Triplice Via ovvero l’incendio d’amore, I, n. 15. 128 Cfr Tt 2,12-13. 129 Cfr 1Pt 1,3-4. capello”130; “Perché sei triste anima mia e perché mi conturbi? Spera nel Signore, perché lo loderò ancora…” (Sal 42131). “Non sono paragonabili le pene di questa vita alla gloria futura che sarà manifestata in noi” (Rm 8,18). Gaudens gaudebo in Domino ecc…132 (Is 61,10). Nostra conversatio in caelis est133. Cupio dissolvi et esse cum Christo134. Ad te, Domine, levavi animam meam… custodi animam meam et erue me; non erubescam, quoniam speravi in te135. Orazione a Sesta e a Nona nel giovedì della prima settimana.

130 Lc 21,18. 131 Cfr Sal 43 [42], 5. 132 “Io gioisco pienamente nel Signore…”. 133 “La nostra patria è nei cieli” (Fil 3,20). 134 “Desidero essere sciolto da questo corpo ed essere con Cristo” (Fil 1,23). 135 “A te, Signore, elevo l’anima mia […]. Proteggimi, dammi salvezza; al tuo riparo io non sia deluso poiché in te ho sperato” (Sal 25 [24], 1. 20).

La Carità verso Dio

1. “Chi non ama non ha conosciuto Dio perché Dio è carità (1Gv 4,7). La carità è radice, forma e fine delle altre virtù (San Bonaventura136). La vita divina della Santissima Trinità è donazione d’amore. E tutta la creazione è opera di amore. La Redenzione è la manifestazione più grande dell’amore. Natale, Croce, Eucaristia.

2. La Vergine Maria fu amata di un amore meraviglioso da Dio: dal Padre come figlia, dal Figlio come madre, dallo Spirito Santo come sposa. Ella ricambiò con tutta la perfezione di cui è capace un cuore. Esente da ogni forma di egoismo e di amor proprio il suo Cuore fu preparato perfettamente, che nessuna lingua umana o angelica potrà mai dire. “Chi mi separerà dall’amore di Cristo?” (Rm 8,35). Maria e l’Eucaristia.

136 SAN BONAVENTURA, Breviloquium, p. 5, c. 8.

La Carità verso il prossimo

1. Nessun cuore fu più acceso d’amore per noi del Cuore di Maria. A somiglianza del Padre “non risparmiò suo Figlio, ma per tutti noi lo diede all’abbandono e alla morte”. Rinunciò a suo Figlio e prese come figli noi peccatori.

2. “Va’ e fa’ tu pure lo stesso”137 è il comando dato da Gesù dopo il racconto della parabola. Amore vero del cuore, amore soprannaturale. Nei pensieri, parole, giudizi, nella mitezza, comprensione, aiuto, sacrificio.

3. “Noi sappiamo di essere passati dalla morte alla vita perché amiamo i nostri fratelli. Chi non ama è nella morte” (1Gv 3,14138). Il servizio del prossimo è un frutto dell’unione con Dio. Dio è bene che si comunica dentro di sé e fuori di sé. Quanto più partecipiamo di Dio somma Bontà, tanto più sentiamo il bisogno di comunicarlo. Maria è vissuta a nostro servizio.

137 Cfr Lc 10,37. 138 Cfr 1Gv 3,14.

Il Rosario

1. “La Sacra Liturgia non esaurisce tutta l’azione della Chiesa” (Sacrosanctum Concilium139). Marialis cultus140 (1974): è una sintesi del Vangelo, è “una preghiera evangelica incentrata sul mistero dell’incarnazione redentrice”141; la ripetizione litanica dell’Ave Maria diviene lode incessante a Cristo. Una preghiera contemplativa dove si meditano i misteri della vita del Signore, visti attraverso il cuore di Colei che al Signore fu più vicina. Pregare il rosario è contemplare con Maria il Signore incarnato, crocifisso e risuscitato per la nostra salvezza. È la fede di Maria che la preghiera del Rosario ci induce ad assimilare per vivere il mistero di Cristo. Maria chiamata ad assumere il peso di un compito quale Dio non aveva imposto e non imporrà mai più ad alcuna creatura; questa dimensione ci sospinge a chiedere a questa eccezionale pellegrina della fede la grazia di fissare il mistero di Cristo con i suoi occhi di credente in modo che Cristo viva veramente in noi.

2. Nell’attesa dello Spirito Santo gli Apostoli e i discepoli “perseveravano uniti nella preghiera con Maria, Madre di Gesù” (At 1,44). Il posto unico che Maria occupa nella prima comunità cristiana illumina tutta la preghiera della Chiesa indicandone una condizione essenziale. Maria insegna a “conservare le parole nel cuore”142 come faceva lei. Il Rosario ci dispone ad ascoltare la Madonna ed imitala per conoscere i misteri del Regno: “Venga il tuo regno”143. Compendio di tutto il Vangelo144, il Rosario preghiera della Chiesa non può essere che “il Vangelo con Maria”.

3. Il Rosario non deve essere una recitazione noiosa e meccanica, un cicaleccio, ma la Parola di Dio ascoltata e meditata alla scuola della perfetta orante. Dio ha iniziato il dialogo con noi; dobbiamo imparare a metterci con Maria in ascolto; il Vangelo con Maria.

4. Chiesa popolo di Dio, popolo della lode divina. Entriamo con il Battesimo: è il nostro giorno più importante. Popolo sacerdotale, società della lode divina. “Siete una stirpe eletta ecc…” (1Pt 2,9).

139 Sacrosanctum Concilium, 9. 140 PAOLO VI, Esortazione Apostolica Marialis Cultus, (2 febbraio 1974). 141 Marialis Cultus, 46. 142 Cfr Lc 2,19. 51. 143 Mt 6,10. 144 PIO XII, Lettera Philippinas Insulas all\'Arcivescovo di Manila: AAS 38 (1946), p.419. Questa visione della Chiesa si integra mirabilmente in una visione più ampia, quella della creazione. “Il mondo è stato creato per la lode di Dio” (Vaticano I145). Tensione profonda anche della creazione inanimata (Bibbia, Salmi). “I fiumi battano le mani, esultino insieme le montagne” (Sal 98146). La Chiesa innalza questa lode e quella dell’umanità è una missione. Il lavoro stesso deve essere lode: “Abbiate dominio” (Gen 1,28147). Particolare necessità della preghiera: si pone al centro della funzione sacerdotale dell’uomo, ne è l’espressione più importante. Il tipo perfetto dell’orante è Cristo. La Chiesa il popolo della divina lode, soprattutto nella liturgia realizza il regale sacerdozio. Il Rosario è una preghiera per compiere quella funzione essenzialmente sacerdotale, in unione con la liturgia il «Salterio della Madonna»148.

5. È una preghiera evangelica con Maria. Tutte le sue parole derivano dal Vangelo. E ha un’anima: è lo sforzo di meditazione e di contemplazione del mistero. Pregare in spirito e verità149. Il Vangelo è la Buona Novella della vittoria di Gesù. “Il Regno di Dio è vicino” (Mc 1,15). Una preghiera evangelica deve riferirsi al Regno: cioè l’iniziativa divina, il dispiegarsi dell’intervento di Dio nella storia. Nella preghiera dobbiamo occuparci di questo aspetto del mistero: “Venga il tuo regno”. La preghiera come occupazione distinta dalle altre occupa un posto importante nella vita e attività di Gesù. Sono indicati alcuni momenti in cui Gesù inizia e termina la preghiera. Dopo uno: “Signore insegnaci a pregare”150. Spesso si prolungavano per buona parte della notte e anche per tutta la notte (Mc 1,35; Lc 6,12) e che in certi periodi la preghiera rappresentava una parte notevole della attività di Gesù (Lc 5,15 ss). Preghiera inseparabile da questa attività, dall’annuncio del Regno di Dio. Si mette in preghiera quando sta per compiersi un avvenimento importante e sta per compierlo Lui. Al momento del Battesimo (Lc 3,21), prima della scelta degli Apostoli (Lc 6,12), quando si trasfigura (Lc 9,28). Ottiene la conversione di Pietro (Lc 22,32); prima della Passione (Lc 22,41; Gv 17). Il Rosario è preghiera evangelica soprattutto perché vi è il Pater che è la preghiera che dà senso a tutte le altre. Incorporati a Cristo, la preoccupazione centrale della nostra esistenza deve essere quella di Gesù: “Il mio cibo è di fare la volontà ecc…” (Gv 4,34; cfr Gv 5,30), “Ho compiuto l’opera che mi ha dato da fare (idem 17,4).

145 Cfr Dei Filius, De Deo rerum omnium Creatore, canone 5: DS 3025. 146 Sal 98 [97], 8. 147 Cfr Gen 1,28. 148 Termine utilizzato per indicare il Rosario. 149 Cfr Gv 4,23. 150 Lc 11,1. Il Pater è il riassunto degli insegnamenti di Gesù sulla preghiera (Lc 11,13) e riassunto della preghiera di Gesù. Non una formula comoda e suggestiva, ma ci consegna la sua preghiera. Dopo il Pater preghiera perfetta vi è l’Ave Maria che ci fa entrare nel mistero della paternità divina e della nostra adozione. Come si è interiorizzato il Regno nella cristiana orante per eccellenza, che ha fatto proprio il Pater a un livello irraggiungibile dagli altri, in lei la preghiera di Gesù si è riversata pienamente. Al momento dell’Incarnazione il «Regno di Dio» è Dio che vuole entrare e l’uomo gli deve aprire. Maria tiene il posto dell’umanità intera; “Figlia di Sion” annunciata dai Profeti (Sof 3,14; Is 52,1; Zc 9,9). “Rallegrati ecco il tuo Re viene a Te”151. Il «sì» non solo a essere Madre, ma ad essere «Madre del Re». Il consenso si esprime come preghiera. La realizzazione del Regno è prima di tutto frutto della sua preghiera. Maria ancora in atteggiamento di preghiera assiste allo sviluppo del mistero: “Conservava tutte queste cose nel suo cuore” (Lc 2,19. 51). Poi la sua preghiera affretta l’ora di Gesù, e si vede il suo potere divino. Preghiera nella prima comunità cristiana nella Pentecoste che illumina tutto l’avvenire della preghiera della Chiesa. Agli inizi ha pregato con Maria, deve restare in comunione con lei in tutto lo sviluppo. Pregare significa pregare con Maria Madre di Gesù. Essa guida i discepoli. Aiuta a conservare e meditare i “misteri del Regno”152. Come realizzare una comunione maggiore con Maria che ripetendo le parole tratte del Vangelo? È una preghiera tutta filiale che ci pone all’unisono con lei.

6. Senza la meditazione il Rosario rischierebbe di diventare una vera ripetizione. Ma diventa una dissociazione tra la parola e il pensiero di modo che mentre si recita l’Ave si pensa ai diversi misteri? Vi sono i quattro momenti della preghiera: la lettura orante, la meditazione, la preghiera propriamente detta, la contemplazione. I quattro momenti si succedono nei modi più vari; infatti si intrecciano e si fondono continuamente. Inoltre la preghiera evangelica suppone uno sforzo, una lotta costante. Bisogna lottare per trovare il tempo di raccogliersi, per alimentarla e farla penetrare nella realtà della vita. Nel Rosario non si tratta di fare due cose contemporaneamente. La meditazione parte dall’ascolto e precede la preghiera. E diventa l’esultanza della contemplazione. “E allontanatosi di nuovo, pregava ripetendo le medesime parole” (Mc 14,39). Ripetere le parole con convinzione e semplicità. Riposarci in qualche parola sacra. E poi sboccia nella visione di “Dio, tutto in tutti”153: il «Gloria al Padre».

151 Zc 9,9. 152 Cfr Mt 13,11. Ci fa contemplare la gloria della Trinità e ce ne rende partecipi: come è in se stessa dall’eternità, «in principio»; come si riflette dal Cristo nella Chiesa «ora e sempre»; come invaderà tutto, noi e il mondo «nei secoli dei secoli» (Ap 19,1-7).

153 1Cor 15,28.

La Prudenza

1. Saper scegliere i mezzi. “Siate prudenti ecc…” (Mt 10,16); “Che giova all’uomo ecc…” (Mt 16,26); “Stolto questa notte stessa” (Lc 12,20); “Vegliate, pregate…” (Mc 14,38). Prudenti per sé, prudenti per gli altri. Virgo prudentissima: nell’Annunciazione, nei misteri dell’infanzia, nel saper custodire il segreto, nella preziosità del silenzio. “Come un albero piantato ecc…” (Salmo 1154).

2. Bisogna essere prudenti: prevedendo: “Chi di voi, volendo innalzare una torre ecc…” (Lc 14,28-30). Con la circospezione, con la cautela, con la fortezza, con il consigliarsi (direzione spirituale). Rifiutare, la prudenza della carne, la passionalità.

154 Sal 1,3.

La Fortezza

1. “Nessuno sarà incoronato, se prima non avrà legittimamente combattuto” (2Tm 2,5155). Necessità del superarsi e del combattere: “Stretta è la porta” (Mt 7,13- 14); “Il Regno di Dio si acquista con forza e i violenti se ne impossessano” (Mt 11,12156). “Portando sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo” (2Cor 4,10). “Non sapete che coloro che corrono nello stadio ecc…” (1Cor 9,24). Segreto per essere forti: la confidenza. Diligam te, Domine157 (Sal 17); “Senza di me non potete far niente” (Gv 15,5); “Tutto io posso in Colui che mi dà forza” (Fil 4,13). Bella premunt hostilia, da robur158. “Il forte armato…”(Lc 11,24); “Prendete l’armatura di Dio ecc…”(Ef 6,11- 18); “Il vostro avversario, il diavolo ecc…” (1Pt 5,8). Davide. “Questa è la vittoria che vince il mondo ecc…” (1Gv 5,4).

2. Maria: turris davidica159. Immacolata (“…porrò inimicizia”160). Vittoria sempre, superamento delle prove e delle terribili sofferenze. Ha vinto anche per noi, come Giuditta161. Suo aiuto nelle tentazioni. San Bernardo: Respice Stellam162. Vincere la pigrizia, la pusillanimità, il rispetto umano, le debolezze del cuore (Santa Giovanna Chantal).

155 Cfr 2Tm 2,5. 156 Cfr Mt 11,12. 157 “Ti amo, Signore, mia forza” (Sal 18 [17], 2). 158 “… bella premunt hostilia: da robur, fer auxilium – … ostili assalti premono, dà tu forza ed ausilio!” (Cfr SAN TOMMASO D’AQUINO, Inno O salutaris Hostia). 159 “Torre di Davide” (Cfr Litanie lauretane). 160 Gen 3,15. 161 Cfr Gdt 12. 13. 14. 162 “Guarda la Stella” (Cfr SAN BERNARDO, Preghiera Respice Stellam, Voca Mariam – Guarda la Stella ed invoca Maria).

La Pazienza

1. Esempio di Giobbe. Il dramma per ogni uomo. “Chi vuol venire, prenda la croce” (Mt 16,24). Storia della Chiesa, storia di pazienza. “La pazienza vi è necessaria, perché adempiendo la volontà di Dio possiate ricevere la ricompensa” (Eb 10,36). Il susseguirsi delle cose contrarie, il perdere le cose che ci hanno dato soddisfazioni: le amicizie, le comprensioni, i successi. Pene del corpo, pene dello spirito.

2. Le prove cui fu sotto posta Maria. Durante l’infanzia di Gesù. I suoi dolori, le incomprensioni, le prove di ogni genere. La sua mirabile virtù.

Povertà

1. “Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù ecc…” (Col 3,1-2). Esempio di Gesù, il suo insegnamento. Esempio della Madonna.

Gioia

1. Come può esserci se dobbiamo portare la Croce e questa vita è piena di miserie? Dei roveti spinosi i fiori, la vite potata produce. La tristezza nasce con il peccato.

2. Il cristianesimo è buona novella, annunzio ai pastori163. Gesù asciuga le lacrime e dà gioia. Non turbetur cor vestrum164 (Gv 14). Le parole degli Apostoli. Pax Christi165 (Col 3,15-16); Gaudete166 (Fil 4,4). Fonte della gioia: Dio è il tutto, ci ha dato Gesù, la sua […]167, la sua vita, la ricchezza della sua grazia, il mondo è opera della sua Provvidenza, la vita eterna.

3. Virgo gaudiosa. “Rallegrati”168. Visitazione. Nascita. Pastori. Magi. Resurrezione. Assunzione.

4. Noi superare i vani piaceri, le ricchezze, la vana gloria. Superare le vane tristezze, le malinconie, gli avvilimenti. I grandi motivi di gioia.

5. La gioia non è solo una ricompensa ma un dovere: bisognerebbe che i cristiani proclamassero in faccia al mondo che possiedono il segreto gigantesco della gioia.

163 Cfr Lc 2,10. 164 “Non sia turbato il vostro cuore” (Gv 14,1). 165 “La pace di Cristo regni nei vostri cuori…”. 166 “Rallegratevi”. 167 Parola non comprensibile. 168 Cfr Lc 1,28.

La Confessione. Penitenza

1. Solo Gesù può rimettere. “Figlio ti sono rimessi i tuoi peccati” (Mc 2,5). Lo ha esercitato per tutta la sua vita. Ha dato il potere alla Chiesa, che fu svolto in modi diversi. Oggi è dettagliata e segreta. Richiede disposizioni precise. Non è un meccanismo per la produzione della grazia, ma è un avvenimento salvifico, un incontro con Cristo. È convertirsi, fare penitenza in senso evangelico. Non un fatto isolato e sterile, ma una forza di grazia, un dinamismo divino che pervade, penetra e trasforma la vita.

2. La Parola annuncia la penitenza-riconciliazione. “Piacque a Dio di fare abitare in Gesù ogni pienezza e per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose, rappacificando con il sangue della sua croce, cioè per mezzo di lui, le cose ecc…” (Col 1,19-20); “Tutto viene da Dio che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo ecc…” (2Cor 5,18-21). Liturgia della parola è proclama di riconciliazione, non semplice annuncio riformativo, ma è un «far memoria» in senso biblico, dunque un attualizzare nell’ascolto vivo della fede e nell’esperienza forte della preghiera liturgica il mistero della riconciliazione mirabile operata dal Padre con l’invio del Figlio e il dono del suo Spirito. 1984

(1) Esercizi Spirituali alla Comunità della Risurrezione Sant’Ilario, 16-17-18 Agosto 1984

Introduzione. Gv 11. La risurrezione di Lazzaro169. “Se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto”. La presenza di Gesù porta i prodigi e le grazie. È la logica del «Verbo Incarnato». La particolare presenza di Gesù negli Esercizi. Quanta fede occorre nella sua parola e nel suo amore. È per noi! Come mettere le necessarie disposizioni. L’aiuto della Madonna. Alla base della nostra devozione vi sono tre verità. È Madre di Dio: la nostra venerazione e la confidenza nel suo potere. È Madre nostra e mediatrice. La sua intercessione: il chiamarla dappertutto, per la preghiera, la meditazione, la devozione eucaristica, per vincere le stanchezze e le tentazioni. È modello perfetto di ogni virtù. Madre amabile. Dobbiamo impegnarci molto: nel silenzio, nella riflessione, nella decisione di non negare nulla al Signore. A tutti i costi.

1 Meditazione. I misteri di Gesù. Col 1,24 sq. Le scelte di Gesù. Ha scelto di soffrire e di morire. Tutto è stato voluto da Lui. È capo della Chiesa. Anche le sue membra devono scegliere come Lui. Per lo stesso scopo: la salvezza del mondo. Conoscerlo e avere le sue idee, sbocciare come Lui, in Lui. “Io sono la vite”170. Non è una vegetazione solitaria. “Voi siete i tralci”171. Stare uniti, rimanere il Lui. Amarlo, seguirlo con entusiasmo. Per riuscire la grande via è la Madonna che meglio di tutti ha vissuto i misteri.

2 Meditazione. Il progetto di Dio su ogni anima. Gv 14, 9: “Filippo, chi ha visto me ha visto il Padre”. Per ognuno una Provvidenza d’amore, un disegno di misericordia. Tutto è guidato dal suo amore. Le grazie tutte in armonia. Riconoscerle. Educarsi alla preghiera di ringraziamento. E trepidare: aver paura di non corrispondere, di sciupare. Grazie per la tua santificazione personale, grazie per la Chiesa, grazie per le persone particolarmente legate e te, la tua famiglia, i tuoi figli, la tua

169 Cfr Gv 11,1-44. 170 Gv 15,5. 171 Ibidem. comunità. La tua santità è legata a quella degli altri. Sii molto attento per riconoscere quello che vuole Dio da te. Come vuole la tua preghiera (castello interiore), la tua devozione eucaristica, la tua testimonianza di verità e di azione, le tue virtù; quale gloria vuole dalla tua vita. Devi vedere il tempio sciupato e ricuperarlo. Devi guardare l’esempio della Madonna e come ha mirabilmente corrisposto, come ha accettato le vie del Signore anche se sembravano opposte. Dipendere dallo Spirito Santo.

3 Meditazione. La grazia meravigliosa ricchezza. Ct 4,7-12. “Tutta bella”. Quanta grazia in Maria. L’Immacolata, come è piaciuta agli occhi di Dio. La grazia viene data per i particolari compiti: la Madre di Dio. Per uno speciale amore di Dio: fu amata di un amore grandioso e specialissimo. Per la speciale vicinanza: chi di lei più vicino? Di tre persone nella Scrittura vien detto che erano piene di grazia: di Gesù plenum gratiae172… de cuius plenitudinem173, unione ipostatica; di Maria: l’Angelo lascia il nome proprio, per chiamarla la gradita per eccellenza174; di Santo Stefano175, il grande santo primo martire. Diverse pienezze secondo la persona. Grazia è ricchezza divina, è comunione con la vita stessa di Gesù. “Voi siete i tralci”. Tesoro oggettivo. Tutta la nostra stima e tutta la nostra ricerca. Virtù infuse. Doni dello Spirito Santo. Le parabole della crescita. Il nostro fervido impegno, il nostro dinamismo, i nostri sacrifici. L’opera della Madonna nel generarci a questa vita soprannaturale. Le nostre intenzioni, non accontentarci di onestà umana naturale, puntare sempre a fare le cose come Gesù; quae placita sunt ei ecc…176, e per la salvezza di tutti gli uomini. Dalla grazia ogni vera gioia e ogni riuscita di bene.

4 Meditazione. Il peccato e le sue rovine. Is 40,1-8. La tristezza sempre del peccato. Tutta la storia degli interventi di Dio è storia di salvezza dal peccato. “Facciamo l’uomo ecc...”177. L’uomo perfetto Gesù, per iniziare la nuova umanità. Ci vuole anche una Madre, nuova Eva, aurora del sole. E tutta la storia è attesa di Lei. Abramo e la promessa. I Patriarchi e i Profeti. I Simboli. Maria è voluta arca di salvezza. La lotta contro il peccato nella nostra unione con Gesù. E Maria ci porta Gesù. Maturare nell’amore.

172 “… pieno di grazia” (Gv 1,14). 173 Nella NOVA VULGATA: “De plenitudine eius - Dalla sua pienezza” (Gv 1,16). 174 Cfr Lc 1,28. 175 At 6,8. 176 “Io faccio sempre le cose che gli sono gradite” (Gv 8,29). 177 Gen 1,26. Rifiuto totale del peccato. Eliminare ogni peccato e l’affetto del peccato. Il lavoro di quest’anno. L’esame di coscienza: le confessioni. Il vero dolore e la penitenza. Esercizio della penitenza. Punti concreti e pratici. Per noi e per il mondo. Il vero spirito di riparazione. La Santa Messa.

5 Meditazione. Gesù obbediente. Gv 12,20 sq. “Se il chicco di grano”. L’esempio di Gesù è totale. Dall’Incarnazione alla Croce. Non ha cercato la sua volontà. Il peccato è essenzialmente una ribellione. Cercare di conoscere anche noi la volontà del Padre e volerla tutta e volerla sempre. I diversi modi per conoscere la sua volontà. Particolarmente insistere sulla meditazione fatta bene. L’ascolto della parola e delle buone ispirazioni.

6 Meditazione. La Fede. 1Gv 5,1-7. Maria è vissuta di fede, l’esempio mirabile. Come dobbiamo imparare da lei perché la nostra vita sia così in totalità. Fede oscura. Basarsi sulla sua parola e lasciarlo fare tutto quello che vuole, senza pretese. Dove particolarmente si deve esercitare la nostra fede. I momenti difficili. Come deve svilupparsi nella devozione eucaristica. Il sacramento della fede. Farsi guidare dalla Madonna: solo lei ci può insegnare come trovare ed amare Gesù nel Santissimo Sacramento, sia per la Messa, che per la Comunione, che per il Tabernacolo.

7 Meditazione. La Speranza. 1Pt 1,3-9. La fiducia, la serenità, la sicurezza. Maria modello di speranza. Quanto grande e quanto coraggio. Come dobbiamo sviluppare questa virtù particolarmente per i problemi intimi della nostra spiritualità. Come reagire di fronte ai nostri insuccessi e ai nostri fallimenti. Il nostro esame di coscienza. L’importanza della preghiera di invocazione.

8 Meditazione. La carità e la castità nella famiglia. Lc 2,39-52. Come l’amore tra due sposati debba affermarsi soprannaturalmente e crescere. La perfezione si sviluppa con l’amore. La tenerezza e il servizio. La preghiera famigliare e la castità. Il modello nella famiglia di Nazaret. Le virtù di Gesù, di Maria, di Giuseppe. L’adesione amorosa al piano di Dio. La perfezione della castità. La serenità clima necessario.

9 Meditazione. La preghiera liturgica. 1Pt 2,4-10. “Un sacerdozio santo”. Prendere sempre più coscienza della nostra posizione. Facciamo parte del popolo della lode. Come Gesù ci ha insegnato la preghiera. La sua continua preghiera anche per tutta la notte. L’opera della preghiera. L’evangelizzazione della preghiera. La nostra grande stima e l’impegno. Gesù ha voluto continuare nella Chiesa di cui noi facciamo parte. La chiamata a partecipare al sacrificio di lode della Messa, alla lode e invocazione dei salmi. Come adempiamo a questi doveri. Come sono le Messe, e come abbiamo imparato a pregare i salmi. Voce della Chiesa per tutta la Chiesa, per tutto il mondo.

10 Meditazione. Il Rosario. Sal 91. “È bello dar lode al Signore”178. Il valore del Rosario, preghiera evangelica. Entrare nei misteri di Gesù con il Cuore di Maria. Maria ci dà l’intelligenza dei misteri di Gesù, lei che li ha vissuti profondamente e ha la missione di farceli comprendere e gustare, di introdurci perché sono la nostra salvezza. Contemplazione di amore vero. Maria esempio dalla Pentecoste. Con forza. Come evitare i difetti nella recita del Rosario. Proporsi modi costanti e fervidi.

11 Meditazione. I programmi. At 10,1 sq. Il centurione Cornelio. Le linee della spiritualità bisogna invocarle dallo Spirito Santo con la preghiera e le opere buone. Ma bisogna anche collaborare e muoverci per una posizione dinamica. Tre punti: a) Le fonti di grazia, devozione mariana nei modi più efficaci personalmente, familiarmente, comunitariamente. Informare tutto dello spirito di tale devozione, particolarmente la vita eucaristica, la Messa e la Comunione con Maria, l’adorazione al Tabernacolo con Lei. Così la meditazione e i salmi. b) Le virtù: scegliere quella più importante e necessaria, studiarla bene, scegliere bene i mezzi. c) Le relazioni e l’apostolato. I mezzi di perseveranza. La Confessione e Direzione Spirituale.

12 Meditazione. La Comunità della Risurrezione. Sal 132. “Ecco quanto è buono”179. Commento del salmo. Bisogna essere vera comunità. Quale amicizia realizzare: un legame più forte di qualsiasi altro legame umano, perché è l’amore di Gesù. Stimarsi, valorizzarsi, unirsi. Non fermarsi ai propri e agli altrui difetti.

178 Sal 92 [91], 1. 179 Sal 133 [132], 1. Saper perdonare davvero. Vincere le pretese e le permalosità. Cercarsi, aiutarsi, servire. Comunicarsi le idee. Crescere per dare una testimonianza piena. Questa comunità deve essere all’avanguardia. Fissare delle tappe di salita.

(2) Esercizi Spirituali alla Comunità dell’Immacolata Sant’Ilario, 20-21-22 Agosto 1984

Introduzione. Mt 8,14-17. Suocera di Pietro, altri ammalati. L’incontro con Gesù è sempre risolutivo. Si tratta negli Esercizi di realizzare veramente questo incontro. Ognuno di noi sa le sue infermità, ognuno deve poter guarire. Prima di tutto bisogna aver gran desiderio dell’incontro: con lui verità, per sapere quello che lui vuole; con lui vita, in pienezza d’amore; con lui via. Voglia di santità: “Beati quelli che hanno fame e sete”180. Si quis sitit181. Disponibilità a fare tutta la sua volontà, ad ascoltare in pieno le ispirazioni, non facendo propositi fasulli senza andare ai principali. Umiltà, preghiera, silenzio. Mettersi sotto la protezione e la guida della Madonna. Avere il senso della nostra impotenza, ma senza sgomento o avvilimento. Perché c’è Lei.

1 Meditazione. I misteri di Gesù. Mt 9,16-26. Il pezzo di stoffa; “Presero a deriderlo”. Come spesso succede, un attaccare una pezza grezza al vestito. Perché non vogliamo essere come Gesù e i suoi misteri, li consideriamo cose estranee. Che cosa ha voluto il Padre e che cosa ha scelto Gesù. Una vita povera, contraddetta: il dolore e la morte. Ha pregato per noi. Ma noi non possiamo avere la pretesa di avere una vita privilegiata. Siamo sue membra. Ci ha destinati, predestinati ad essere conformi al Figlio suo182. Ognuno per la sua parte. Come invece è facile l’infiltrazione dello spirito del mondo, vita placida, avere i piaceri dell’istinto, o solo le scelte umane. Avere uno spirito di fede, uno spirito soprannaturale. Non scandalizzarsi delle prove che il Signore ci manda. La fede dell’emorroissa e di Giairo. Soprattutto prendere come modello Maria la più vicina a Gesù. La sua vita e quella di San Giuseppe quanto è stata tribolata, umile, in una condizione comune.

2 Meditazione. Il progetto divino per la santità. Col 3,1 sq. Si conresurrexistis Christo183. Non conformati solo alla sua Croce, ma anche alla sua Risurrezione. Predestinati per vivere e per vivere nella gloria. Abbiamo una comunicazione della vita di Gesù. “Io sono la vite”184. Siamo la pianta di

180 Mt 5,6. 181 “Chi ha sete” (Gv 7,37). 182 Cfr Ef 1,5. 183 “Se dunque siete risorti con Cristo” (Col 3,1). 184 Gv 15,5. Dio. Divinizzati in comunione con la Trinità. Non solo assenza di peccato, ma incredibile ricchezza e partecipazione. Siamo chiamati a questa vita e ad accrescerla continuamente con la preghiera, i sacramenti, le virtù. Questa crescita in un modo ben personale. C’è un progetto di Dio su di noi al quale tutto è ordinato. Tutte le grazie che abbiamo ricevuto. Il tracciato del disegno di Dio. L’esame di coscienza per vedere la situazione. Perché la nostra santità è legata a quella degli altri secondo la nostra vera vocazione. La parte della Madonna nostro modello e nostro aiuto. Guadagnare il tempo. Mettersi a correre. Tanta confidenza e coraggio. Ispirarsi anche come comunità all’Immacolata.

3 Meditazione. La decisione e la fede. Lc 9,58: “Le volpi hanno una tana”. Come Gesù vuole quelli che intendono seguirlo. La decisione totale e abbandonata. Viene da una viva fede. È la fede da mettere nella nostra esistenza. È abbandonare tutti i calcoli umani, le mire interessate e egoiste. Qualità della fede. Superamento di ogni sensibilità. Fede oscura. Gli esempi di fede in Ebrei capitolo 11. Particolarmente l’esempio della Madonna, beata perché ha creduto185. Guardando a Lei come costruirci una grande e vera fede. Curare i settori dove vi è una carenza; sono i settori più pericolosi. Dio ci ama e ci vuole santi per amore, non per suo vantaggio.

4 Meditazione. Il peccato e la penitenza. Is 43,1 sq. La tenerezza del Signore. Due cose devono formare l’oggetto della meditazione: il peccato e la misericordia di Dio. Dobbiamo acquistare un vero orrore al peccato e all’affetto al peccato che forma i nostri difetti. Troppo spesso non solo li tolleriamo, ma vi siamo attaccati. Difetti che trasciniamo da sempre con noi, che ci impediscono il progresso e sono tante volte di ostacolo anche a coloro che convivono con noi. Bisogna individuarli con esattezza, soprattutto il difetto predominante che è base di tanti altri. E cominciare un seria lotta di superamento. Lo richiede l’amore del Signore, il nostro bene, una elementare lealtà. Il punto centrale sta proprio nella gioia di accogliere la rivelazione della bontà e della misericordia del Signore. Dio ci ama teneramente e vuole la misericordia. Sviluppare tanto questa fiducia e questo abbandono da renderla una costante della nostra vita.

5 Meditazione. Gesù obbediente. Eb 10,5-7. Tutta la sua vita nel fare la volontà del Padre. Dall’Incarnazione alla Croce.

185 Cfr Lc 1,45. Sottolineare i momenti della vita di Gesù. Il superamento delle tentazioni. Così la vita della Madonna in perfetta consonanza. La nostra ricerca con continuità della volontà di Dio. La nostra preghiera, la meditazione, le ispirazioni, l’esame di coscienza, la Chiesa, la direzione spirituale.

6 Meditazione. La Compassione di Maria Santissima. Rm 8,17: “Se veramente partecipiamo alle sue sofferenze”. Quanto ha sofferto Gesù per la Redenzione in tutta la sua vita, dall’infanzia fino alla morte. Le terribili sofferenze e umiliazioni, particolarmente durante la Passione. Sofferenze fisiche e morali. Descrivere. Come si è unita la Madonna in tutto il discorso della vita, con quale profondità e spirito. Anche noi dobbiamo entrare nella Passione e meditare i misteri dolorosi con verità e intensità. Per capire l’amore che ci hanno portato. È l’amore da conquistare. Rendere la nostra vita cristiana tutto amore. La Madonna ci insegna a penetrare nel Cuore di Gesù. La Santa Messa rinnova e ripresenta il Sacrificio. Unire la nostra vita e la nostra preghiera a quella di Gesù e di Maria. Preziosità e sviluppo della nostra devozione alla Croce, con Maria.

7 Meditazione. La povertà. 1Tm 6,6 sq. Gli esempi di Gesù. Come ha scelto e amato una vita povera. I suoi insegnamenti. Come la povertà è stata scelta e condivisa dalla Madonna. Come dobbiamo vedere il problema della roba. Quali tipo di povertà? Il distacco dal denaro e da certi agi. La povertà spirituale, e quella del servizio e del tempo.

8 Meditazione. La castità. Lc 2,39-52. L’esempio di santità della famiglia di Nazaret; Maria e Giuseppe esempio della carità e di tutte le altre virtù. Come deve modellarsi la famiglia cristiana. Il vero amore e le sue espressioni. L’aiuto e la comprensione vicendevole. L’umiltà e il servizio. Famiglia aperta e generosa.

9 Meditazione. La Regalità di Maria Santissima. Rm 8,9 sq. L’assunzione di Maria e l’Immacolata. Le ragioni della sua glorificazione. È sempre nostra Madre anche in Cielo ed è per noi che partecipa della potenza di Dio. La sua regalità. La nostra gioia e la nostra speranza. L’importanza e lo sviluppo della speranza. Le tentazioni contro la speranza. Il coraggio e la confidenza.

10 Meditazione. La preghiera. 1Pt 2,4 sq. Valore della preghiera. Apparteniamo al popolo della lode. La liturgia e il suo valore. Capirla e parteciparvi. La Messa. Come gli sposi la devono vivere insieme. I Salmi, la loro comprensione e la loro preziosità. Conquistarli. Il Rosario e la sua grande utilità.

11 Meditazione. Il programma. At 10,1. Cornelio. L’ascolto di Dio e la propria attiva collaborazione. Necessità dell’ordine del programma. La spiritualità dell’Immacolata nella venerazione della Madonna, nella lotta contro il peccato, nella valorizzazione della grazia e nell’apostolato della grazia. La vita eucaristica guidata dalla Madonna, specialmente la Comunione. La virtù da conquistare contro il difetto predominante. La meditazione. La santificazione della famiglia. L’apostolato.

12 Meditazione. La vita di comunità. Sal 132. Commento del salmo. Come bisogna veramente amarsi e sviluppare l’amicizia umana e cristiana. Quali le qualità dell’amicizia. Le posizioni formalistiche e ipocrite. L’aiuto e la comprensione, il perdono, l’umiltà. La testimonianza e la gioia dell’amicizia.

(3) Esercizi Spirituali alla Comunità di Maria Regina Sant’Ilario, 24-25-26 Agosto 1984

Introduzione. Mc 1,21-31. Le guarigioni e la suocera di Pietro. Il necessario è incontrarsi con Lui. Perché ha una parola potente che salva, perché vince le tentazioni e scaccia i nostri demoni, perché ci guarisce dalla febbre. Bisogna volersi incontrare e con fede. La nostra fede è l’orgoglio, l’egoismo, la sensualità ecc… Mettersi disposti, senza riserve o preconcetti. Perché in Lui c’è la felicità. Ascoltare, preghiera continua di supplica, umiltà, silenzio.

1 Meditazione. La santità. Col 1,9 sq. Che cosa ha operato la Redenzione. Le scelte di Gesù. Noi corpo di Gesù, Chiesa. La vita della grazia, comunicazione. La pianta di Dio. “Io sono la vite e voi i tralci”186. Stima enorme della vita di grazia. Rifiuto deciso e totale dello spirito del mondo e dei suoi valori. Le facili infiltrazioni. Necessità della crescita. Lievito. In quale maniera crescita. Le idee e i gusti di Gesù. Come dobbiamo come Lui di piacere al Padre. La vita fervida di preghiera. I Sacramenti. Le opere buone fatte per amore di Dio. L’esempio di Maria, la piena di grazia. L’Immacolata. Come vincere la nostra pigrizia e i nostri punti deboli.

2 Meditazione. Il progetto di Dio. Mt 9,16-26. Il vestito vecchio. Dio ha un progetto di amore su ogni anima. E tutte le anime devono conformarsi a Cristo e imitarlo. Ognuno secondo quanto ha ricevuto. Lo sviluppo della vita spirituale è secondo la nostra corrispondenza. Vedere ciò che ci ha impedito o ritardato il cammino. I nostri pretesti e le nostre scuse. Il danno recato agli altri. Specialmente nella famiglia. Come maturare una decisione incrollabile. Non più pezze e rattoppi. Novità di vita. Maria Madre di vita e d’amore. Quanta facilità e aiuto nella devozione alla Madonna. Ricorrere con piena fiducia.

3 Meditazione. La precarietà delle cose. Lc 12,15 sq. Il Signore è venuto a insegnarci il vero valore delle cose. Le cose umane deboli e ingannevoli. Lo stare pronti. Il pericolo di invertire i valori. La morte. I valori eterni. Che cosa ci attira e tenta di ingannarci. La mancanza di un vero esame di coscienza.

186 Gv 15,5. Al primo posto le cose di Dio. Uso giusto del tempo. I misteri gaudiosi ci parlano della vita così umile e ordinaria che conduceva la Sacra Famiglia. Umiltà, monotonia, sacrificio umile, ma quanta meravigliosa e prodigiosa crescita. La Vergine.

4 Meditazione. Il Peccato. Is 43. La storia degli interventi di Dio nella storia della salvezza è tutta un’opera d’amore. Dio si è manifestato come bontà e misericordia. Quando è venuto Gesù, benignitas et humanitas apparuit salvatoris nostri Dei187 (Tito 3). Sono venuto non per i sani ma per i peccatori (Lc 5188). Da tutto quello che ha fatto Gesù, dalle sue sofferenze, umiliazioni, morte, si può capire che cosa è il peccato e come lo dobbiamo considerare. Orrore per il peccato. Liberarci da ogni specie di peccato. Per noi e per tutti. Contribuire alla Redenzione. Valore della penitenza. I difetti e la lotta contro essi. Il difetto predominante. Come individuarlo e combatterlo. L’esempio e l’aiuto della Madonna. Dalla sua posizione nell’Incarnazione alla Redenzione.

5 Meditazione. L’obbedienza di Gesù. Gv 12,20 sq. La volontà del Padre unica regola di tutta la sua vita. Prima ancora di entrare nel mondo (Eb 10189) all’estremo momento sulla Croce. Tutto e solo per Lui. Ed è stato il suo costante insegnamento: Sia fatta la tua volontà190. L’agonia nell’orto. Le scelte, le tentazioni respinte. Così si è unita a lui la Madonna. Come sempre è stata l’ancella e ha amato tutta la volontà di Dio come si è presentata. Infanzia di Gesù e per tutta la vita. Quale deve essere anche la nostra scelta e il nostro gusto. Tutta la nostra religione deve essere qui. Cercare con ansia e umiltà questa volontà e realizzarla con la maggior perfezione possibile. Conoscerla studiando la parola di Dio nello Spirito Santo. La meditazione, le ispirazioni, la Chiesa, la Direzione Spirituale, Rosario.

6 Meditazione. Passione di Gesù con Maria. Mc 15,11 sq. Le tremende sofferenze di Gesù di ordine morale e di ordine fisico. Ingratitudine, tradimenti, rinnegamento, ribellione al Padre. Dobbiamo parteciparvi entrando nella vera conoscenza del peccato e espiando per i peccati del mondo. Insieme con Maria collaborare alla Redenzione. Il problema della salvezza e dell’amore. Le umiliazioni di Gesù Figlio di Dio. Sofferenze fisiche. Quanto è stato martoriato per la redenzione anche dei nostri corpi. Nel nostro tempo quanto oltraggio e profanazione. Uccisioni, fame, malattie, strumentalizzazione. Impurità, adulteri, inverecondie, esibizioni indecenti, ecc…

187 “Si sono manifestati la bontà di Dio, Salvatore nostro, e il suo amore” (Tt 3,4). 188 Cfr Lc 5,32. 189 Cfr Eb 10,5. 190 Cfr Lc 22,42. La nostra azione e il nostro esempio. La dignità del corpo e la cura del corpo. L’aiuto a chi è nell’indigenza e nella malattia. Educazione alla purezza, al rispetto, al pudore. Presentare la figura della Madonna.

7 Meditazione. La castità familiare. 1Gv 5,1-7. La vita di fede va vista in tutto. Andare contro i principi del mondo in tutti i settori che il Signore vuole. Principalmente viverla nella vita famigliare, nella carità e nella castità. Come deve svilupparsi l’amore umano e quello soprannaturale. La preziosità dell’aiuto della grazia di Dio. Fusione delle anime, delle idee, delle volontà, delle scelte. L’amore di Cristo per la Chiesa. La preghiera. Lo sviluppo della comprensione. L’amore fisico e la sua importanza se voluto nella legge di Dio. La generosità, la sincerità, l’aiuto. Il centro più valido nell’Eucaristia. La Messa insieme. Il perdono e l’esercizio delle virtù quotidiane. Maria al centro della vita di famiglia.

8 Meditazione. La povertà. 1Tm 6,6 sq. L’esempio di Gesù. Da Betlemme alla Croce. Diviserunt sibi191. Come la Madonna ha seguito il suo esempio. L’insegnamento di Gesù sulla roba. Come dobbiamo amare la povertà evangelica. Le false povertà. Esempi concreti. Criteri da adottare. La perfezione. La direzione spirituale.

9 Meditazione. Il Rosario. Lc 11,5 sq. Il valore della preghiera. Rosario preghiera evangelica. Introdursi con la Madonna nei misteri di Gesù. E avere la grazia in corrispondenza agli stessi misteri. La speranza sviluppata dai misteri gloriosi. Lo stato della serenità e della gioia. Vincere le tentazioni di avvilimento e noia. La fortezza. Come dire il Rosario in famiglia. Vantaggi e grazie.

10 Meditazione. La liturgia. 1Pt 2,4-10. Il popolo della lode. Gesù nella sua Chiesa, a capo della sua Chiesa. Noi sue membra. Lui prega in noi, offre per noi, dà valore alla nostra sofferenza. Imparare il grande valore e la grande dignità della preghiera liturgica. Particolarmente la Messa nei suoi aspetti di preghiera, sacrificio, assemblea ecclesiale. Ricorrere alla Madonna perché ci conduca all’Eucaristia. Umiltà per apprendere ma tanto attivismo. La Messa insieme dei due coniugi. Poi

191 “Si dividono le mie vesti” (Sal 22 [21], 19). l’Ufficio di Lode. Imparare a pregare con i salmi. Invocazione e dipendenza dallo Spirito Santo, studio, conquista individuale e assieme. La preghiera di Gesù e di Maria.

11 Meditazione. Il Programma. At 10,1 sq. Programma viene dall’alto, preghiera d’ascolto. Il nostro attivismo intelligente e saggio. Centro del programma la rinnovata devozione mariana incentrata nella venerazione della Santa Famiglia. Ammirarla, studiarla, ricopiarla. Tutti attorno a Gesù: le donne, le virtù femminili di Maria e gli uomini di San Giuseppe. La sua fede forte e virile, il suo lavoro; servire, tacere, saper scomparire. Poi la vita di pietà incentrata sull’Eucarestia e la meditazione. Metodo della meditazione. Rosario. Poi le virtù, specialmente la più necessaria. Aiutarsi particolarmente con la confessione e la direzione spirituale. Poi gli impegni di apostolato. Non chiudersi e non isolarsi. Rivedere e precisare gli impegni.

12 Meditazione. La Comunità. Salmo 132. Commentarlo. Insistere sulla carità, sulla vera e piena amicizia. Volersi bene. Aiutarsi, star volentieri insieme. Perdonarsi. Rivedere sotto la guida del responsabile lo statuto: amarlo e tenerlo come regola. Relazionare al sacerdote.

(4) Esercizi Spirituali ai Gruppi “San Pietro” e “Santo Nome di Gesù” Casone, 27-28-29 Agosto 1984

Introduzione. Gv 11,28: “Il Maestro è qui e ti chiama”. Disponibilità alla voce, all’amore, alla misericordia. Serietà, generosità, prontezza. Far le cose bene. Tensione consci dell’importanza. Silenzio. Preghiera, riflessione, penitenza. Sotto la protezione della Madonna.

1 Meditazione. La Fede. 1Gv 5. “Vince il mondo”192. La Base di tutto. Che cosa è la fede, una fede vera, illuminata e completa. La povertà e la miseria di chi non ha fede. Non possono spiegare né la vita, né la morte. A che punto sei con la tua fede. Le incertezze, i dubbi, le lacune. Come crescere e sviluppare. Ascolto della parola, meditazione, discussione e colloquio. Ripetere gli atti di fede. Arrivare a una fede matura.

2 Meditazione. La Personalità. Gen 1. Creazione dell’uomo. Capolavoro dell’opera di Dio, signore dell’universo. Perché fatto a immagine e somiglianza di Dio. Le somiglianze. La collaborazione necessaria per lo sviluppo. Le qualità ricevute (intelligenza, memoria, volontà, sensibilità, fisico ecc…) come sono state riconosciute e maturate. Farsi uomini: capaci, forti, volenterosi. Valutare la propria responsabilità. Dare a se stessi e dare agli altri. Non restare bambini o diminuiti. Come sono tanti altri. La Vergine Maria capolavoro di corrispondenza.

3 Meditazione. Il senso del peccato. Ez 2. “Una genia di ribelli”193. Il peccato è essenzialmente rivolta. Saper riconoscere con chiarezza il bene e dal male. Il rifiuto cosciente del male in ogni sua forma e sotto ogni maschera. Nessun compromesso. L’ipocrisia del peccato. I suoi più facili inganni. La lotta e il coraggio. La vergogna del rispetto umano. Lo splendore della Madonna. La maturità della vittoria. Per nessuna cosa del mondo nessun peccato.

4 Meditazione. La meravigliosa vocazione di figli di Dio. Gv 1. Quanto è il dono che c’è stato dato. 192 1Gv 5,4. 193 Ez 2,3-5. La grazia santificante. La pianta di Dio. La vite e i tralci. Le ricchezze nella nostra comunione con Cristo. La personalità cristiana. Come svilupparla e viverla.

5 Meditazione. La purezza. 1Ts 4,1 sq. La dignità del corpo. Il piano di Dio meraviglioso. La creazione della donna. Il piano della procreazione e dell’amore. Devi formarti l’anima adatta e anche il corpo. La sessualità per una missione grande. Educarsi. Una giusta stima. Il pudore. La vera stima della donna. Come intendere l’amore. La vera poesia e il giusto stile. Come reagire alle tentazioni. Il superamento del mondo e dei suoi pericoli. I mezzi: la concezione del sacro e il rispetto di sé e degli altri. Rendersi padroni di se stessi e farsi una volontà forte. L’Eucaristia e la preghiera. La Confessione e la direzione spirituale. Fuga delle occasioni pericolose.

6 Meditazione. La Messa. 1Cor 11. Perché il Signore è rimasto. Perché la Messa. Che cos’è. Presenza, amore, dono. Rinnovazione del sacrificio. La sua Messa deve diventare la nostra Messa. Sacerdoti e vittime. La Redenzione del mondo opera anche nostra. L’assemblea per ascoltare e riunirci. Volersi bene. L’Eucarestia fa la Chiesa. L’amarci e unirci per la salvezza. Non spettatori ma veri attori. Esame di coscienza e propositi.

7 Meditazione. La Comunione. Gv 6,51-58. Avere la vita. Il fiorire con la Comunione. Grandezza meravigliosa. I frutti della Comunione. Riceverla con tanta fede, umiltà, desiderio, amore. Prepararsi con la purificazione del cuore, anche dai peccati veniali. La Confessione frequente. Tutta la Messa preparazione, raccoglimento, amore. Il ringraziamento: come farlo, aiutarsi anche quando si è più in difficoltà con le preghiere del Messale194. La Comunione per gli altri.

8 Meditazione. La Liturgia. Lc 11,1 sq. Valore e necessità della preghiera. L’esempio di Gesù. La sua imitazione. La preghiera di Maria. La liturgia e la santificazione della domenica. Le lodi e i vespri. Parteciparvi sempre. La comprensione dei salmi. Come arrivare a capirli e ad amarli.

9 Meditazione. Il Rosario.

194 Il riferimento è alle “Preghiere di preparazione alla celebrazione eucaristica” e alle “Preghiere di ringraziamento alla celebrazione eucaristica” presenti da pag. 2296 a pag. 2304 nel NUOVO MESSALE QUOTIDIANO, pubblicato in quello stesso anno. Col 1,10 sq. Chiamati a conformarci a Gesù, a rivivere i suoi misteri. Il Rosario ci guida a meditare e rivivere sotto la guida della Madonna. Maria è colei che più da vicino e più profondamente li ha vissuti ed è Madre; ci insegna e ci guida. Il Rosario è preghiera evangelica. È meditazione, è contemplazione. Non ha senso una preghiera solo un cicaleccio. Dire coscientemente il Pater, l’Ave, il Gloria. Farci insegnare. Dirle con gusto e con gioia e con confidenza. I nostri propositi.

10 Meditazione. Il programma. 1Pt 2,4. Centralizzare sulla devozione alla Madonna. Farsi una vera devozione: stima, onore, amore, imitazione. Ogni giorno farsi aiutare da Lei, a tutti i costi esprimere la nostra figliolanza. Poi santificazione della festa. Messa e Vespri. Meditazione, le altre preghiere. La virtù e il difetto predominante. I doveri di casa, di amicizia e di scuola.

11 Meditazione. La Meditazione. Eb 4,12: “Più tagliente di una spada”. Valore e forza della parola di Dio. La parola di Dio ha fatto i cieli, ci ha creato, ci ha redento. Grande e meraviglioso tesoro che ci è donato. Dove trovare la parola. Come accoglierla e farla nostra. La proclamazione della parola nella Messa. La meditazione. Quanta importanza e come valorizzarla per la nostra costruzione e per la nostra guida. La devozione allo Spirito Santo. Come in pratica farla: il tempo, il metodo, il testo. Farsi insegnare. Direzione spirituale.

(5) Esercizi Spirituali ai Gruppi “San Giovanni Apostolo” e 1° Superiore Casone, 30-31 Agosto / 1 Settembre

Introduzione. Gv 1,35. La vocazione dei discepoli195. Mettersi a disposizione. Dire davvero di sì. Fare sul serio. L’importanza dell’incontro con il Signore. Forse tutto dipende di qui. Parabola dei talenti196. Decisione. Preghiera. Silenzio. Penitenza. Decidere un programma.

1 Meditazione. La Fede. 1Gv 5. La fede è la vittoria197. Problema fondamentale, decisivo. È la grande scelta della vita. Cosa vuol dire credere. Il perché della vita. Quando si diventa grandi bisogna avere una fede illuminata e chiara. Volerla e scegliere i mezzi adatti e precisi. Non mezze cose, non mezzi cristiani. Ascoltare la parola, capirla con l’aiuto dello Spirito Santo, farsi aiutare nella Chiesa. Ostacoli. Chiara professione e manifestazione. La fede di Maria Santissima.

2 Meditazione. La salvezza dell’anima. Lc 12,15. Il ricco stolto198. Mt 16,26. “… se poi perde l’anima?”. Scopo e valore della vita. Che cosa vale l’anima. Che cosa vuol dire salvarla. È l’unica cosa veramente importante. Che solo tu puoi fare. Che cosa devi fare e a che cosa devi rinunciare. Lo stato attuale della tua anima. I rimedi.

3 Meditazione. La via stretta. Mt 7,13 sq. La vita comporta lotta e conquista. Perché è stretta la via di Dio, e perché l’altra è larga. Impostazione coraggiosa e senza oscillazioni. Dominio di sé e delle proprie passioni. La personalità; come si forma e si accresce. Saper scegliere, saper distinguere. Rifiutare il mondo.

4 Meditazione. Il Peccato. Is 5. La vigna199. Ger 2. La cisterna200.

195 Cfr Gv 1,35-51. 196 Cfr Mt 25,14-30. 197 Cfr 1Gv 5,4. 198 Cfr Lc 12,15-21. 199 Cfr Is 5,1-7. Comprendere il bene e il male. Prendere retta visione delle cose. Gravità del peccato mortale. Motivi. Bilancio sincero. Gradualità degli stati di peccato. Sei stati, fino ad essere magnifici. Mezzi. Grande idea di Dio e della nostra dipendenza da Lui Creatore e Signore. Senso dell’adorazione. Ricorrere alla preghiera. Orrore attraverso la meditazione del peccato. Senso delle proporzioni. Confessione. Devozione alla Madonna.

5 Meditazione. La Purezza. Mc 5. L’indemoniato201. Distinguere con chiarezza il peccato mortale dal veniale. I peccati mortali più comuni alla vostra età. Contro il secondo comandamento, contro il terzo comandamento, soprattutto contro il sesto. I pericoli e le tentazioni. La creazione di Dio. Genesi. Il significato della sessualità. Il senso del sacro. La procreazione e l’amore. I mezzi: idee chiare, volontà forte, rispetto di sé e degli altri. Pudore. Fuga delle occasioni. Televisione. Vedere le cose belle in una sana poesia. Mezzi soprannaturali: Eucaristia e devozione alla Madonna.

6 Meditazione. La Penitenza e la Confessione. Mt 1,3 sq. San Giovanni Battista: Convertitevi. La necessità di un vero dolore, di una autentica conversione. Commento del brano. Anche Gesù ha cominciato: “Convertitevi e credete al Vangelo”202. Dio infinita bontà e misericordia è sempre pronto. Ma sono necessarie le disposizioni. Diversi modi. Esaminare il principale: il sacramento della Confessione. Disposizioni: esaminarle una per una, specialmente il dolore. Esame sulla serietà delle confessioni. Vedere il bisogno eventuale di una confessione generale. Insistere sulla scelta di una penitenza. Avere presente il beneficio di una penitenza.

7 Meditazione. Il Corpo Mistico. 1Cor 12,12 sq. La nostra appartenenza a Cristo. Il nostro essere Chiesa. Gli inestimabili vantaggi di essere Chiesa. La Comunione dei Santi. I nostri vantaggi e i nostri obblighi. Come in pratica vivere questa verità. Il nostro amare gli altri e il nostro unirci agli altri. I compiti e i carismi nella Chiesa a beneficio di tutti. Il nostro essere in Parrocchia. Il proprio confessore e la direzione spirituale. Che cosa è e i suoi vantaggi. Come in pratica si realizza. 8 Meditazione. L’Eucarestia. 200 Cfr Ger 3,13. 201 Mc 5,1-20. 202 Mc 1,15. Gv 6. Il tesoro di vita dell’Eucarestia. Quale venerazione, amore e riconoscenza. La fede viva e operante. L’Eucarestia come presenza, come sacrificio, come sacramento della Comunione. La Messa per la redenzione cui noi dobbiamo partecipare. Come fare la nostra Messa. La Messa come assemblea. L’Eucarestia fa la Chiesa. La Messa in cui si proclama la parola del Signore al suo popolo. Intervento vivo e devoto. La Comunione: come riceverla. La purificazione dei peccati mortali e dei veniali. La Fede, il desiderio, l’umiltà, l’amore, raccoglimento. L’importanza del ringraziamento. Come farlo. Le preghiere dei santi; il tempo necessario. La festa, la gioia, la domanda.

9 Meditazione. Il programma. Col 3,1 sq. Perché il programma. Quali qualità deve avere. Invocazione dello Spirito Santo; prospettiva accurata, saggia, intelligente, equilibrata. In sei punti: 1) Santificazione della festa. Liturgia. 2) Preghiera personale e meditazione. 3) Virtù contro il difetto predominante. 4) Vita in famiglia. 5) Confessione e Direzione spirituale. 6) Gli amici e il gruppo.

10 Meditazione. La Preghiera. Lc 11,1 sq. L’esempio e l’insegnamento di Gesù sulla preghiera. Valore enorme della preghiera. Quale spazio e quale priorità. La preghiera ha due parti: l’ascolto di Dio e la nostra richiesta. Di qui la grande importanza del Rosario. Contemplando i misteri, meditiamo la parola e i misteri di Gesù e ci facciamo aiutare da Maria Santissima che li ha vissuti così profondamente e intensamente. Recitando le preghiere presentiamo le nostre richieste con confidenza perché Maria è nostra Madre e ci aiuta mirabilmente. La ripetizione cresce la possibilità del colloquio e la gioia della nostra vicinanza a Lei che ci porta a Gesù e ci ottiene le sue grazie. Vedere allora il programma di preghiera quotidiano e settimanale. Regressi di preghiera.

(6) Esercizi Spirituali ai Gruppi “Regina degli Angeli” e “Stella del mattino” Casone, 2-3-4 Settembre 1984

Introduzione. Gv 1,35. Il primo incontro con Gesù. La disponibilità, la freschezza e la gioia. Che cosa può nascere da questo incontro. La grazia immensa. La disposizione nell’ascolto, nella preghiera, nel silenzio, nell’umiltà. Entusiasmo forte e vivo.

1 Meditazione. La Fede 1Gv 5. La fede che vince. Il problema fondamentale della vita. Il perché dell’esistenza. Riflessione cosciente e matura. Solo la fede risolve. Che cos’è la fede. I fondamenti della fede. Come bisogna rendersi responsabili e costruirsi una fede solida. Come tutto bisogna porre nella fede. Deve investire ogni nostra opera. Come accrescerla: ascolto della parola di Dio umile e riconoscente; la dottrina della Chiesa, il catechismo, la meditazione personale, la preghiera. Non lasciarsi influenzare dal mondo. Essere coraggiosi, vincere il rispetto umano. Sapere che la vera felicità della vita è nella fede. Nient’altro ha un significato pieno e esauriente.

2 Meditazione. Il senso di Dio. Es 3,1 sq. Farsi una giusta idea della grandezza di Dio. La sua grandezza e i suoi attributi. La presenza di Dio. La dipendenza da Lui. Il senso creaturale. L’adorazione. Come educarsi a una tale preghiera. La lode, il ringraziamento. Non fermarsi a una preghiera povera e egoista. Tendere alla gloria di Dio e fare tutto per Lui. Imparare dalla preghiera della Madonna e dei Salmi. La ricchezza dei Salmi. Volere essere vera lode a Dio.

3 Meditazione. L’amore di Dio. Is 43,1 sq. Tutta la storia della salvezza manifesta continuamente come Dio è amore e misericordia. La grande rivelazione è stata fatta in maniera altissima da Gesù. Esemplificare nella vita e nelle parole di Gesù. Come ci ha parlato della Provvidenza. Quanta confidenza deve nascere, quanto abbandono di gioia. Costruirsi in clima continuo di confidenza. Il suo progetto di amore su ognuno di noi. Progetto di santità e di felicità per noi e per il nostro posto nella Chiesa. La vocazione come ascolto e obbedienza. Tutto dipende di qui. 4 Meditazione. La Fortezza. Lc 2. La nascita di Gesù. La meditazione su tutta la vita di Gesù (misteri gaudiosi), sulle sue scelte di povertà, di umiltà, di asperità. Ci ha insegnato quali valori scegliere e preferire. La stima e le preferenze di un cristiano. Dominio di se stessi, non essere schiavi dei piaceri e dei capricci. Saper accettare le cose contrarie, gli impegni e i doveri. Essere sobri e sapersi accontentare in tutto: nel cibo, nell’abbigliamento, nel divertimento. Volere coltivare la virtù della fortezza. Energia, generosità, seguire Gesù.

5 Meditazione. La Purezza. 1Ts 4,1 sq. La Verginità della Madonna. Perché Dio l’ha voluta così. Esempio per ogni vocazione. La santità dell’amore e del Matrimonio. Le sue finalità. Come prepararsi nell’anima e nel corpo. Le idee giuste umanamente e cristianamente. Le idee basi. Il senso del sacro, del rispetto, del vero amore. Il giusto equilibrio. Il pudore: in che cosa consiste e come si esprime. Lo stile in tutto. Lo stile con il ragazzo.

6 Meditazione. La Penitenza. Lc 22,38. L’agonia e la sofferenza di Gesù durante la Passione. La sua tremenda penitenza per i nostri peccati. Come ci dobbiamo unire. Come dobbiamo piangerli e come li dobbiamo scontare. Come vedere e usare il sacramento della Penitenza. Quale scelta di penitenze personali. Con quale senso di responsabilità.

7 Meditazione. Le sette parole di Gesù in Croce e la Messa. Partecipare alla Messa che è sacrificio in unione con Gesù e Maria. Avere i loro sentimenti. Impararli dai loro atteggiamenti e dalle parole di Gesù. Rivedere tutto il nostro modo di partecipare alla Messa. È per la salvezza del mondo. Dobbiamo essere corredentori con Gesù. Portare alla Messa la parte nostra; non si va a mani vuote, perchè la sua Messa diventi la nostra Messa. Sacerdoti e vittime.

8 Meditazione. La Comunione. Gv 6,58. Eucaristia vita vera e grande, vita eterna, gioia. Preziosità e benefici della Comunione. Importanza delle disposizioni. La Fede, la purificazione, l’umiltà, il desiderio, l’amore. Curare molto la purificazione del cuore sia dai peccati mortali sia dai peccati veniali. Disposizione abituale e grande delicatezza. Non lasciarsi prendere da nessun motivo umano o rispetto umano. La Comunione è parte della Messa; le preghiere di preparazione. L’incontro di festa con Gesù. Il colloquio, l’ascolto e i sentimenti da esprimere. Prolungare più che è possibile la gioia di questo incontro. Aiutarsi con le preghiere dei santi quando è necessario.

9 Meditazione. Il Programma. Ap 12,1 sq. Maria Madre e Regina. La devozione a lei centro di tutto il programma. Ammirarla, onorarla, pregarla, imitarla. Informare tutto di Lei. La Messa e la Comunione con Lei. La preghiera quotidiana. Il sabato, le feste. La virtù da scegliere contraria al difetto predominante; vederla in Lei e ricopiarla. La Meditazione e l’adorazione. Poi un programma di lotta: fuggire i pericoli soprattutto quello che riguarda le compagnie cattive, i divertimenti. Vigilanza e prudenza. Molte sono le tentazioni. Poi il programma di gruppo e quello di apostolato di gruppo.

10 Meditazione. La gioia. Lc 10,21. “Ti ringrazio, o Padre”. La virtù propria del cristiano deve essere la gioia. I motivi della gioia: la Paternità di Dio, l’amicizia di Gesù, l’abitazione e la guida dello Spirito Santo. Come lo Spirito Santo ha guidato Gesù, così guida noi. Confidenza e sicurezza. Ci illumina sulla parola, ci guida nella preghiera, ci difende, ci consola. I doni dello Spirito Santo e la loro opera. La testimonianza della gioia, sempre lieti, anche nelle tribolazioni. Avere la grazia e l’amore di Dio è tutto.

(7) Esercizi Spirituali ai Gruppi “Preziosissimo Sangue” e 2° Media Casone, 5-6-7 Settembre 1984

Introduzione. Esercizi incontro con Gesù. A esempio dei Magi che venuti da lontano con fatica e tribolazione hanno trovato Gesù nelle braccia della Madonna. Lo si trova così. Si è disponibili e si offrono i propri doni. Oro: la preghiera fiduciosa e fervida che è così preziosa. L’Incenso: la meditazione, il profumo che investe tutta la nostra vita e deve durare. La Mirra: i fioretti che dobbiamo prefissarci e mantenere per fare anche un po’ di penitenza.

1 Meditazione. La nostra Fede. Le persuasioni che dobbiamo farci, sempre più chiare e forti crescendo. Il perché della vita, il suo scopo. I falsi perché del mondo. Che cosa ci insegna Gesù sulla salvezza dell’anima e sul valore delle cose di questo mondo. La nostra guida e luce è unicamente la Fede. Dio ci insegna e ci guida. Come entrare nella Fede. Conoscere, amare e servire Dio. Crescere con ottima volontà. Ripetere gli atti di fede. La regola della parola di Dio, sempre. Il Credo del Battesimo.

2 Meditazione. La grandezza di Dio. Conoscere Dio nella sua esistenza, nella sua presenza, nei suoi attributi. Educarsi sotto il suo sguardo che ci ama, la sua Provvidenza che ci assiste. È nostro Creatore e siamo suoi, gli apparteniamo, cosa del tutto sua. Senso creaturale e senso di dipendenza. È stolto avere delle pretese. Come dobbiamo manifestare la nostra dipendenza nella preghiera e nell’osservanza dei comandamenti. La preghiera di adorazione e di lode. Come viverla specialmente nella liturgia della Messa. La gioia e la forza perché siamo sue creature.

3 Meditazione. L’Incarnazione. I misteri gaudiosi. Gesù è venuto a farci conoscere chi è veramente Dio. Dio è Amore, è Padre. Per amore ci ha dato Gesù Salvatore, il suo Figlio. Venuto, è diventato un uomo come noi e ha preso una vita povera, tribolata e sofferente. Come capire e leggere il suo Amore. Come dobbiamo ricambiare. Come lo amiamo e stimiamo questo amore. Gesù che ci cerca. Gesù nostro amico. Chi è per noi Gesù. La relazione che dobbiamo avere con Lui. Evitare tutto quello che gli dispiace. Essere contenti di stare con lui e di avere la sue tenerezze.

4 Meditazione. Il peccato grave. La Redenzione: misteri dolorosi. Va contro Dio, la sua sovranità, la sua grandezza. Quando c’è il peccato grave; le condizioni. Ripasso dei comandamenti per vedere quali sono i più facili peccati gravi alla vostra età. Le occasioni da evitare. Imprimersi bene i motivi per avere orrore del peccato grave. Il comando di Dio, la sua bontà, la causa della Crocifissione di Gesù. Il dispiacere alla Madonna. La perdita della grazia e degli altri doni, i danni che reca alla nostra vita, il danno agli altri (Corpo mistico) ecc…

5 Meditazione. La Penitenza. Quanto sia necessaria tale virtù, i suoi inestimabili benefici. La Penitenza di Gesù nella sua Passione. La nostra penitenza deve essere composta di un vero dolore e dalla volontà di riparare. Come la dobbiamo acquistare. Come si deve esprimere particolarmente nel Sacramento della Penitenza. Come devono essere le confessioni. Come, se fatte male, devono essere riparate.

6 Meditazione. La Fortezza. Acquistare delle vere virtù positive. Gesù modello di amore e di fortezza. Poter arrivare a farsi una vera personalità. Idee, volontà, coerenza. Diventare forti per seguire Gesù e per respingere le tentazioni del demonio e del mondo. Come sappiamo lottare. Come Gesù ci insegna a superare le tentazioni. Vincere i difetti. Non lasciarli crescere e indurire. Il difetto predominante. La perseveranza nella lotta e nell’invocare l’aiuto di Gesù Crocifisso. La Madonna. I sette vizi capitali.

7 Meditazione. La Purezza. Virtù che piace tanto al Signore. Vedere l’atteggiamento di Gesù nel Vangelo e nei santi. La santità dell’anima e del corpo. Gesù ha tanto sofferto perché li conservassimo santi. Come devono essere i pensieri e la visione limpida delle cose e della vita. La dignità dell’uomo e del cristiano. La nobiltà del corpo. Il pudore e lo stile del cristiano. Il sapersi divertire e il fuggire le occasioni pericolose. Le compagnie. La televisione, i giornali. Farsi aiutare dai genitori e dalle delegate203. Devozione all’Eucarestia e alla Madonna. La gioia della purezza. L’amicizia con i ragazzi buoni.

8 Meditazione. La Santa Messa.

203 Termine indicante le educatrici di Azione Cattolica. Centro, tesoro e grandezza: rinnova il sacrificio e la presenza di Gesù in mezzo a noi. Siamo chiamati a parteciparvi per la gloria di Dio, la redenzione nostra e del mondo. Che cosa è un sacrificio. Perché Gesù l’ha compiuto. Perché lo rinnova per noi. L’Eucarestia fa la Chiesa. La Messa è assemblea, è fraternità attorno a Gesù per pregare con lui, ascoltare la parola di Dio, per unirci a Lui nel sacrificio. Come seguire i riti e le parole della liturgia. Valore infinito. Sacerdoti e vittime per la salvezza di tutti. Non essere spettatori. Andare a mani piene. Perché divenga la nostra Messa. Educarci all’attenzione interna e a quella esterna. Partecipare insieme e crescere nell’amore.

9 Meditazione. Il Programma. Le parole di Pietro: “Nel tuo nome getterò le reti”204. Pregare prima di tutto; invocare lo Spirito Santo. 1. Devozione vera alla Madonna. Stima, amore, onore, preghiera, imitazione. 2. Santificazione della festa. 3. Preghiere personali. Santo Rosario. Meditazione. 4. Confessione e direzione spirituale. 5. Virtù dell’anno, contro il difetto predominante. 6. Comportamento in famiglia. 7. Il dovere: la scuola. 8. L’amicizia e il gruppo.

10 Meditazione. La Comunione. Misteri gloriosi: è il pegno della gloria nostra in partecipazione con Gesù e Maria. Dono immenso. I benefici. Le gioie. Farsi aiutare dalla Madonna. Prepararsi seguendo le preghiere liturgiche. Con la fede: “Padre nostro”. Con la purificazione: “Liberaci”. Come comportarsi in ordine al peccato mortale e al veniale. Amore ai fratelli: “La pace”. Gesù risorto: il pane che si unisce al vino. Umiltà: “Agnello di Dio”. Amore: “Di’ soltanto una parola”. Poi, l’incontro: far festa nella fede, adorare, ringraziare, amare, chiedere per sé e per tutti; colloquio, ascolto. Prolungare per un tempo conveniente il colloquio anche oltre il ringraziamento collettivo. “Gustate e vedete”205. Raccoglimento profondo. Far della Messa il capolavoro del nostro amore. Con quanta frequenza. Chiedere al Confessore.

204 Lc 5,5. 205 Sal 34 [33], 9.

(8) Esercizi Spirituali ai Gruppi “Luce” e “Madre Purissima” Casone, 8-9-10 Settembre 1984

Introduzione. Una grande grazia. Valutare il dono. Gv 1,29. Ascoltiamo Giovanni Battista. Poniamoci con la fede e l’entusiasmo dei primi discepoli. Responsabilità, ascolto, umiltà, preghiera, silenzio, vera penitenza.

1 Meditazione. La Fede. 1Gv 5. Valore e senso della vita. Chiedersi il perché. Darsi una risposta chiara e completa. Il mondo non sa rispondere ed è in un vuoto assoluto. Solo la nostra fede ci dice tutto e il significato di ogni cosa. Che cosa è la fede. La parola di Dio e l’assoluta certezza che ci comunica. Siamo fatti per Dio e per partecipare alla sua felicità. Conoscerlo, amarlo, servirlo. Salvare l’anima. Come rendere solida la fede e accrescerla. Come difenderla. Le nostre convinzioni a base di tutto.

2 Meditazione. Grandezza e bontà di Dio. Es 3. Dio si è rivelato. Solo così noi riusciamo a sapere di Lui e imparare quale deve essere il nostro rapporto. Dalla Scrittura. Gli attributi di Dio. La sua esistenza infinita; la sua presenza, la sua immensità, l’onnipotenza ecc… Lui è il nostro creatore. Da lui il nostro essere e la nostra dipendenza. Il senso creaturale e di dipendenza. Imparare dalla Madonna. Sviluppare la nostra sudditanza nell’osservare i comandamenti che lui ci ha dato per il nostro bene. Preghiera di lode, di adorazione e di ringraziamento. La bontà di Dio. San Francesco Borgia.

3 Meditazione. L’Incarnazione. Lc 2. Manifestazione massima dell’amore di Dio. Dio fatto uomo. Sviluppare il concetto. É venuto a salvarci e a darci la gerarchia dei valori. Misteri gaudiosi. Gli esempi e le preferenze di Gesù. Studiarle. La concezione opposta del mondo. Quale deve essere la convinzione nostra su tutto. Gesù povero, umile, perseguitato. Quali valori di vita e di ideali bisogna perseguire. La vanità e la stupidità del mondo. Non lasciarsi suggestionare e illudere. Testimoniare di fronte alle compagne. 4 Meditazione. Il rifiuto del peccato. Mt 9,16. Pezzo di stoffa. Il Signore ci è venuto a insegnare ciò che è bene e ciò che è male, che quindi non sono opinioni. Apprendere da lui le vere nozioni e volerle seguire sempre e a tutti costi. Non illudersi di potere fare un cristianesimo alla propria maniera. Nessun compromesso, nessun cedimento. Il peccato va detestato. Ci priva della grazia che è il dono meraviglioso che ci unisce a Gesù. La vite e i tralci206. La nostra crescita e il nostro sviluppo come si attuano. La ricchezza e la bellezza di essere cristiani. Che cosa ci manca. Si sono insinuate in noi delle idee del mondo?

5 Meditazione. I nostri difetti. Mc 5. L’indemoniato207. Come sono i difetti, come si formano e si consolidano. Sincerità con noi stessi. Autocritica. Difetto predominante. Ripasso uno per uno dei vizi capitali e come possono essere forti in noi. Il Signore ci dà l’aiuto per vincere. La grazia attuale. L’aiuto della Beata Vergine.

6 Meditazione. La purezza. 1Ts 4. Come Gesù ha sofferto nell’anima e nel corpo per santificarci e darci l’aiuto. Descrivere. La purezza è equilibrio naturale e dignità soprannaturale. Enumerare i motivi e la bellezza. La preziosità per valorizzare la vita e l’amore. Le false opinioni del mondo. La necessità di reagire alle tentazioni. Educarsi con le idee, con il pudore, con la fuga delle occasioni. Gli aiuti della fede e della Chiesa. La serenità della visione e delle amicizie.

7 Meditazione. La Santa Messa. 1Cor 11. Istituzione208. Perché ha voluto rimanere e ripetere il suo sacrificio. Perché la Messa è un vero sacrificio, e di tutto il Corpo Mistico. La sua Messa vuole la nostra Messa. Sacerdoti e vittime. Quale la nostra partecipazione. La Messa è assemblea. Come vivere questa realtà. La redenzione del mondo. La fraternità. Come seguire i riti liturgici.

8 Meditazione. La Santa Comunione. Gv 6,58. Il grande dono nella Messa: Gesù che ci dà se stesso. L’amore infinito del suo Cuore. Gli effetti della Comunione. Il progresso e la gioia spirituale. La nostra necessaria preparazione. Prepararsi seguendo le preghiere liturgiche: «Padre nostro»: fede, avere i sentimenti di Gesù, la sua

206 Cfr Gv 15,1-8. 207 Cfr Mc 5,1-20. 208 Cfr 1Cor 11,23-26. obbedienza. «Liberaci»: purificazione dei mortali e dei veniali. «Pace»: sentimento coi fratelli. Unione del pane e del vino: desiderio di partecipare al mistero pasquale della risurrezione. «Agnello di Dio». Amore fervido. Umiltà. Gioia dell’incontro, raccoglimento profondo. Ringraziamento assembleare. Ringraziamento personale. Adorazione, ascolto, colloquio, amore, supplica per tutta la Chiesa. Aiutarsi con le preghiere dei santi.

9 Meditazione. Il Programma. Col 3. Da risorti. 1) Con Maria. Vera devozione a lei. Rosario. Imitazione. Vere figlie. 2) Santificazione della festa. 3) Meditazione e preghiera personale. 4) Confessione e Direzione Spirituale. 5) Virtù. 6) La famiglia. 7) Il dovere, scuola. 8) L’amicizia e il gruppo.

10 Meditazione. La Preghiera. Eb 4. Spada affilata209. Preghiera ascolto: Meditazione. Importanza. Effetti. Messa, liturgia. Meditazione, personale quotidiana. Modo, tempo e materia. Preghiera di richiesta. Che cosa ci ha insegnato Gesù. Grande necessità. Come deve essere. Perché vale tanto. Quantità e impegno.

209 Cfr Eb 4,12.

(9) Ritiro Spirituale al Gruppo che entra in Prima Media Casone, 11 Settembre 1984

1 Meditazione. Dio Creatore e Signore e Padre. Aprire il cuore a Gesù (Zaccheo210). Casa aperta, pulita; doveri della ospitalità. Dio Creatore. I nostri doveri di creature. Dio Padre. Ci ama e si cura di tutti noi. Dio Provvidenza. I capelli del capo211. La nostra risposta dal giorno della Cresima Ripassare a uno a uno i comandamenti che ci ha dato perché ci vuole bene. Esemplificazione per ogni comandamento.

2 Meditazione. Gesù nostro Redentore. La massima dimostrazione dell’amore Dio ce l’ha dato mandandoci Gesù. Il Figlio di Dio si è fatto uomo per darci l’esempio, per insegnarci, per soffrire e morire per noi e risorgere. Questo lo meditiamo nel Rosario. Che cos’è, che valore ha. Ma il mistero pasquale viene ripetuto per donarci la salvezza nella Messa. Il valore della pasqua settimanale. Breve spiegazione della Messa e di come partecipare nella assemblea della domenica. Importanza, enorme valore. Le cresimate come devono sentirne la grandezza.

210 Cfr Lc 19,1-10. 211 Cfr Lc 12,7.

(10) Esercizi Spirituali al Gruppo “Gioia di Dio” Casone, 12-13-14 Settembre 1984

Introduzione. Ct 4,7 sq. Maria fu la compiacenza della Trinità. “Tutta bella”. Bisogna cominciare con molta preghiera allo Spirito Santo per costruire nella nostra anima l’atmosfera giusta. Per dare gloria a Dio. Dio l’ama e vuole potersi compiacere anche in noi. Sgombrare l’anima da tutto e spalancarla tutta a Lui. Nessuna preoccupazione e solo ascolto pieno di fiducia e di amore. Un silenzio fervido.

1 Meditazione. La Fede. Gv 2. Le nozze di Cana212. La fede della Madonna è la chiave per capirla. Beata perché ha creduto213. Si è affidata totalmente, incondizionatamente. Excursus sulla sua vita. La nostra fede, la nostra base. Come è: è restata bambina, superficiale, manchevole. Vedere la visione della fede e della vita. I motivi della fede. Le nostre scelte. Le forme sentimentali e superstiziose di certe religiosità. Costruirsi una fede veramente matura, solida. I mezzi. La guida e la luce dello Spirito Santo. Sine tuo numine214. La fede ecclesiale. Restare come la Madonna a totale disposizione di Dio per il progetto che ha su di noi.

2 Meditazione. La visione universale della fede. Mt 9,16 sq. Il vestito vecchio. Tutte le cose sono cose di Dio. Da Lui le riceviamo, per Lui dobbiamo usarle. I veri valori delle cose, la gerarchia dei valori. Tutto deve essere mezzo per il servizio di Dio. Lo sbaglio di assolutizzare, di vivere solo per cose umane, che se anche oneste sono insufficienti. Poi i valori sbagliati che presenta il mondo. Le scelte errate nel campo del sentimento, della professione, delle relazioni. L’esempio di Maria e le sue scelte. Le più facili insidie del mondo. Come vincerle.

3 Meditazione. L’Incarnazione. Tt 2,11 sq.

212 Cfr Gv 2,1-11. 213 Cfr Lc 1,45. 214 “Senza la tua forza” (Cfr Sequenza di Pentecoste). Perché Dio si è fatto uomo. Le scelte fondamentali che Lui ha fatto, cominciando dalla Madre Maria. Povertà, umiltà, sofferenza. Poteva redimere anche in altro modo. I suoi gusti e le sue preferenze. A tutti la necessità dei comandamenti; a chi capisce, la perfezione. I valori evangelici. Il contrasto con il mondo. Le beatitudini, le cose mezzi e non fini. La stima vera delle cose indicate da Gesù. Le scelte vocazionali. La cultura e le posizioni sociali. La vita ordinaria, suo valore se condotta nella volontà di Dio, anche se umile, semplice, ignorata. L’esempio della povertà di Nazaret e della loro vita esteriormente uguale a quella degli altri. Senza privilegi.

4 Meditazione. La Fortezza. Gv 1. L’Agnello di Dio215. Gesù venuto per soffrire e per morire. I discepoli che lo seguono. L’impostazione della nostra vita come deve essere. Come accettare la lotta, le prove, il dolore. Realismo che per tutti la vita è tribolazione. Innestati in Cristo abbiamo la sua vita e dobbiamo dare frutti soprannaturali. Il Padre taglia e pota216. Ogni anima ha le sue tentazioni da vincere e superare con fede e con umiltà. La nostra conformazione a Cristo.

5 Meditazione. La sincerità. Lc 11,33 sq. L’esempio di Gesù. Non bisogna avere paura a testimoniare la verità. Amarla e servirla. L’accusa che fanno ai cristiani di essere falsi. Bisogna cominciare a essere sinceri con se stessi. Conoscersi. Autocritica. Il coraggio necessario. Come si arriva. I nostri difetti. I sette vizi capitali. Esemplificazione sulla superbia e sulla purezza. Il necessario lavoro. I misteri dolorosi.

6 Meditazione. Il progresso spirituale. Mt 26,36. I discepoli dormivano217. Il problema di una vita spirituale che progredisca dinamica, non sonnolenta. Le cause del mancato progresso. Gli aiuti che non si sanno prendere. La pigrizia e la comodità. Il lavoro nella meditazione e in direzione spirituale. Il non valorizzarsi. La mediocrità come metodo. L’esempio della santità della Madonna. La generosità come fonte di gioia.

7 Meditazione. La Santa Messa e le Sette Parole di Gesù in Croce. La Messa come sacrificio. La nostra partecipazione. Come vivere il mistero pasquale. Come aiutarci attraverso le meditazione dei misteri dolorosi nel Rosario. “Padre, perdona loro”218. La Messa per la redenzione.

215 Cfr Gv 1,36. 216 Cfr Gv 15,1-2. 217 Cfr Mt 26,36-45. “Sarai in Paradiso”219. La preghiera per tutti. Maria “Madre”220. La grande fiducia. “Deus meus”221. La grande speranza. “Ho sete”222. L’Eucarestia e la riparazione e consolazione. “Tutto è compiuto”223. L’obbedienza. “Nelle tue mani”224. La serenità per l’avvenire.

8 Meditazione. La Comunione. Gv 6. Le parole e le promesse di Gesù. La mirabile efficacia della Comunione. Inserirla bene nella Messa. Come prepararsi, come ringraziare. Le difficoltà e le maniere sbagliate.

9 Meditazione. Il Programma. Gv 12. Il chicco di grano225. Tre punti. La devozione alla Madonna, vera e grande. Informare tutta la pietà e il lavoro spirituale a questo amore alla Madonna. La cura del Rosario. Il secondo punto: il lavoro di virtù, studiato bene e tradotto fortemente. Il terzo punto: il lavoro d’apostolato. Amare la Parrocchia e servirla. Non disperdersi, essere pronte e generose.

218 Lc 23,34. 219 Cfr Lc 23,43. 220 Cfr Gv 19,25-27. 221 “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Mt 27,46). 222 Gv 19,28. 223 Gv 19,30. 224 Lc 23,46. 225 Cfr Gv 12,24.

(11) Esercizi Spirituali al Gruppo “Santa Maria della Vittoria” Casone, 15-16-17 Settembre 1984

Introduzione. Gv 1,29. I primi discepoli. L’incontro con Gesù. È decisivo. Le disposizioni fondamentali. È metodo, composto di un sistema concentrato di riflessioni, di ascolto, di silenzio, di preghiere. Efficacia della preghiera. Mettersi a disposizione. Con umiltà, sincerità, coraggio.

1 Meditazione. La Fede. 1Gv 5. La fede vince226. Il problema primo della fede. È tutto per dare un senso alla vita, per affrontare i problemi. Che cos’è, quale sicurezza dona, quale gioia e pace. Fuori non c’è nessuna soluzione vera. È un caos di opinioni, di contraddizioni, di cose vuote e vane. Perché vivi? Perché devi tribolare e soffrire? Dio ci svela il senso e il perché dell’esistenza. Farsi una fede forte e viva. Non accontentarsi di una fede bambina. Come mantenerla e accrescerla. Conoscere e studiare la Parola di Dio. Meditare. Innestarsi nella Chiesa. Non lasciare che stagnino i dubbi nel cuore. Risolvere con decisione e prontezza. Respingere le tentazioni del mondo. La fede come conquista decisiva.

2 Meditazione. Le relazioni con Dio. Es 3. Mosè. Chi è Dio. Prendere dalla fede una vera cognizione. Gli attributi di Dio. Dio come assoluto. La sua presenza. La sua paternità, la sua Provvidenza. Noi siamo totalmente suoi. Senso creaturale e di dipendenza. I Comandamenti. La preghiera di adorazione e di lode. Umiltà. Credere alla sua grandezza e credere al suo amore. Senso della proporzione. Contrapposizione al mondo. Salvare l’anima.

3 Meditazione. L’Incarnazione. Lc 2. Gli scopi dell’Incarnazione. Uno è il nostro Maestro. La rivelazione dei comandamenti e dei consigli. Gli esempi di Gesù e i suoi gusti. I veri valori della vita. Gerarchia dei valori. Che cosa stimiamo. Quale l’ideale, lo scopo del nostro agire. Si sono insinuati in noi infiltrazioni del mondo? Ammiriamo cose che dovremmo disprezzare?

226 Cfr 1Gv 5,4. 4 Meditazione. Le scelte di un cristiano. Mt 9,16. Il pezzo di stoffa. Le scelte radicali e senza compromessi. Il bene e il male, definirlo bene. Non lasciarsi influenzare dal male del mondo. I ripieghi. Le devozioni superstizioni. Posizioni limpide. Coraggio di definirsi e di definire. Una fede viva e sempre pronta.

5 Meditazione. I peccati e i difetti. Lc 11,33. La lucerna. Sincerità virtù fondamentale. Amare la verità. Conoscere noi stessi, l’autocritica. La nostra posizione riguardo ai peccati. I motivi che ci devono avere in orrore i peccati. Specialmente la Passione di Gesù e di Maria. I difetti: quali si sono formati in noi, se li conosciamo. Il dominarli. La coerenza. La lotta. La sincerità nell’ammetterli. Il progresso.

6 Meditazione. La testimonianza. Mt 26,40. I discepoli che dormono. Le nostre responsabilità sociali. L’amore a Cristo proclamato e dimostrato. I peccati di omissioni. In particolare sulla fede. Chiarezza di idee e coraggio. La cultura della fede. Il nostro sapere e il nostro apostolato. Come formarsi una cultura vera: nello studio, nelle meditazioni, nell’impegno. I dubbi. Testimonianza nella purezza. Idee, fortezza e coerenza. Posizioni nette nei diversi ambienti. Convinzioni sulla donna, sul Matrimonio, sull’amore e sul fidanzamento. Educarsi al pudore. Esprimere senza paura le idee giuste. La scelta della ragazza. L’ideale insieme. Lo stile.

7 Meditazione. La Santa Messa. Mc 15,23 sq. La Passione e la Morte di Gesù. Valore di Redenzione. Amore di Gesù. Rinnovare il suo sacrificio per ogni generazione. Ci vuole salvati e ci vuole con lui salvatori. Come intendere la nostra vera partecipazione alla Messa. Messa come assemblea. Il rito. Spiegazione particolareggiata fino a tutto il Canone. Gli incomparabili benefici. Il nostro esame sulla Messa.

8 Meditazione. La Santa Comunione. Gv 6. Il pane di vita. L’immenso dono, l’amore di Gesù. Il trasformarci in Lui, la santità. Come farla bene. Come prepararsi. Seguire la preghiera liturgica. Il «Pater»: Fede e obbedienza filiale come Gesù; «Liberaci»: la purificazione; la «Pace»: la fraternità e la pace della Chiesa. La risurrezione, l’umiltà, l’amore. La disponibilità, il desiderio, il sentire l’indegnità. L’incontro è una festa; il ringraziamento comunitario; il colloquio personale prolungato nell’amore. I sentimenti. Le preghiere dei santi.

9 Meditazione. Il programma. Col 3. La nostra vita di risorti. Fallo pregando nell’invocazione dello Spirito Santo. La devozione a Maria nei suoi veri tratti. La santificazione della festa. I salmi. La preghiera personale. Il Rosario. La virtù. La Chiesa. La Parrocchia. La confessione e direzione spirituale. I doveri in casa e nel luogo della scuola o del lavoro.

10 Meditazione. La Preghiera. Lc 5. Pesca miracolosa227. L’efficacia della preghiera. La preghiera ascolto. La meditazione. La preghiera di domanda. Il coraggio, la fede, la gioia. La sicura vittoria sulle tentazioni. Preghiera infallibile.

227 Cfr Lc 5,4-9.

(12) Esercizi Spirituali ai Gruppi “Domus” e “Magnificat” Casone, 18-19-20 Settembre 1984

Introduzione. Ct 8,6-7. “Mettimi come sigillo”. “Amerai il Signore”228. È tutto nell’amore. Gli Esercizi Spirituali sono una verifica della nostra corrispondenza al suo amore. Un approfondimento e una nuova comprensione del suo amore. Tutto deve servire per questo: l’ascolto dello Spirito Santo, la meditazione, il silenzio, la penitenza, l’umiltà della ricerca e della confidenza.

1 Meditazione. La Fede. Gv 2. Le nozze di Cana229. La fede di Maria che ne caratterizza tutta la vita. Esame delle varie circostanze. È l’illuminazione di questo caso. Si è inserita nell’ora di Gesù. Fede oscura e abbandonata fino alla Croce. Il problema della nostra fede. Che cos’è la fede. Che livello abbiamo raggiunto. La statua dai piedi di creta230. Fede bambina e superficiale. Pericolosità per l’oggi e per il domani. Crescerla, motivarla. Curare: parola di Dio, preghiera, cultura di fede. Farsi una fede personale, ragione di vita e di tutto ciò che è nella vita. Vedere i dubbi e i buchi.

2 Meditazione. Cognizione di Dio. Is 6. “Santo, santo, santo”231. L’idea che Dio dà di se stesso nella Rivelazione. Dio santo, onnipotente, onnisciente. Dio l’assoluto. Non farsi un Dio secondo le nostre idee. Chi ci ha rivelato del tutto Dio è stato Gesù: Dio Amore, Dio Padre. Provvidenza vigile per ognuno. Confidenza, gioia, sicurezza in Lui. Invece le facili deformazioni del mondo. Senso creaturale, senso d’amore, senso di dipendenza. Sentire la grandezza e i diritti di Dio nostro Padrone e Creatore. Capirne ancor più l’amore. I suoi comandamenti. La nostra preghiera di adorazione e di lode. Spiegazione del Padre Nostro.

3 Meditazione. L’Incarnazione. Lc 2. Lo scopo. Dio Maestro. I valori che ci insegna, i valori da preferire.

228 Mt 22,37. 229 Cfr Gv 2,1-11. 230 Cfr Dn 2,31-35. 231 Is 6,3. Analisi della nascita e dell’infanzia di Gesù. L’amore alla povertà, alla verginità, all’umiltà. Vuole una vita ordinaria come gli altri senza distinzioni o privilegi. Avrebbe potuto avere ricchezze ecc… Dobbiamo imparare a valutare la vita che conta, la gerarchia dei valori. Secondo la propria vocazione saper scegliere e non lasciare che il mondo ci influisca negativamente sui valori che ritiene più grandi e appetibili; la vita brillante, comoda, ricca, stimata. Le esagerazioni sulla bellezza, la cultura, il successo.

4 Meditazione. Il Rinnovamento. Mt 9,16 sq. Il vestito vecchio. Ci è venuto a redimere; tutto per la Redenzione. Di qui possiamo capire il bene e il male. Il rifiuto radicale del peccato. Conoscere il peso del male, la sua influenza, conoscere la gravità. Volerlo vincere perché uniti alla Passione di Gesù, nella sua virtù. Non tollerando i compromessi. Liberarsi. Con gioia.

5 Meditazione. La sincerità. Lc 11,33 sq. Conoscersi, volere, avere il coraggio per vedersi come si è. Vederci come ci vede Dio. Prendere atto dello stato vero della nostra anima. Sinceri con noi stessi per essere sinceri con gli altri e in ogni circostanza. I nostri difetti, il dominante. Quali? I vizi capitali. Esame sull’orgoglio, esemplificazioni e ramificazioni. Rimedi. L’esempio di Gesù e Maria. L’avarizia, egoismo, le sue forme. L’uso del tempo.

6 Meditazione. La testimonianza. Mt 26,36 sq. “Dormivano”. La nostra stasi e mediocrità. Il non andare avanti nonostante tante grazie. La mancanza di testimonianza. Fermarsi sulla necessità particolare di tre testimonianze. La prima sulla preghiera vera, convinta, costante, liturgica e privata. La seconda sulla carità: in famiglia, con le amiche, con le persone che relazioniamo per qualsiasi motivo. La terza sulla purezza. Virtù limpida e luminosa nella vita individuale, nel pudore, nel divertirci ecc…, con il ragazzo, con l’amore vero nella luce ideale e finalità.

7 Meditazione. La Santa Messa. Le sette parole di Gesù in Croce. Messa come sacrificio. La Redenzione cui partecipare. Assemblea. Con la Madonna. “Padre”232: salvare il mondo. “In Paradiso”233: confidenza per la salvezza specialmente dei morenti. “Ecco tuo figlio”234. Il grande dono.

232 “Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno” (Lc 23,34). 233 Lc 23,43. 234 Gv 19,26. “Sete”235: le anime e la riparazione. “Consummatum”236. L’obbedienza della nostra vocazione. “Padre”237. La spiritualità di serenità.

8 Meditazione. La Santa Comunione. Gv 6,31-38. È vita, è amore che si dona, è gioia di presenza salvifica. I preziosi effetti. Le necessarie preparazioni. Commento ai riti di Comunione. Il ringraziamento collettivo e quello personale. L’incontro di festa con Gesù risorto. L’ascolto, il colloquio, l’amore, la preghiera continuata e fervida.

9 Meditazione. Il programma. 1Cor 3,1 sq. Il fondamento. È Cristo. Da lui l’ispirazione, l’indicazione, la forza. Non propositi di saggezza umana soltanto. Pregare molto per farlo. Il centro: costruire la vera devozione alla Madonna. «Vera». L’ Eucaristia guidata dalla Madonna. L’umiltà di saper usare costantemente i mezzi; confessione e direzione spirituale; la virtù, la più necessaria; i doveri; la Parrocchia e l’apostolato.

235 Cfr Gv 19,28. 236 “È compiuto” (Gv 19,30). 237 “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito” (Lc 23,46). (13) Esercizi Spirituali alla Comunità della Pentecoste Casone, 21- 22-23 Settembre 1984

Introduzione. 2Cor 5,14 sq. “L’amore di Cristo ci spinge”. Solitudine per rinnovarci in Cristo, nel suo amore. Bisogno di pensare, di interrompere tutte le solite cose. Bisogno di rinnovarci, di rivedere tutto in Lui. Bisogno di entrare con l’aiuto di Maria nei misteri di Cristo che non sono ricordi ma vive, attuali grazie.

1 Meditazione. Lo spirito di fede. Gv 2. Le nozze di Cana238. La grande fede della Madonna. Storia della sua vita. L’«ora» di Gesù. Come è stata intimamente unita a Gesù. La vivacità, la maturità e la continuità della nostra fede. I pericoli che abbiamo vivendo nel mondo. Gli esami di coscienza.

2 Meditazione. La gerarchia dei valori. Mt 18,3. “Se non diventerete come bambini”. Gesù si è fatto bambino e ha vissuto come tutti gli altri bambini e ci ha indicato nei bambini i modelli. Semplicità, umiltà, obbedienza. Speciale analisi dell’obbedienza a Gesù. Da Ebrei 10, ad altri numerosi testi. Ascoltare, amare, cercare la volontà di Dio in tutte le occasioni e circostanze. Perché tutto sia segnato dalla fede. Come Maria in pieno.

3 Meditazione. Il valore della vita ordinaria nella fede. Gv 15,1 sq. Il Signore ci insegna che siamo la pianta di Dio. Abbiamo una linfa, siamo tralci. Il Padre è il coltivatore. Possiamo portare frutto in proporzione della grazia che abbiamo e dell’amore. E se seguiamo l’esempio che ci dà Gesù nell’Incarnazione. La famiglia di Nazaret è il modello perfetto di ogni famiglia. Il valore di una vita ordinaria, disprezzata e ignorata dal mondo. Le azioni umili di ogni giorno quanto possono essere preziose. Sviluppare questo tema.

4 Meditazione. La Fortezza. Lc 9,18 sq.; Mc 10,32 sq. La sua Passione, e il nostro unirci a Lui. Come la Madonna ha saputo partecipare. La sua compassione. Il nostro saper soffrire. Discernere le sofferenze, i pesi, le preoccupazioni. Imparare a inserirci nella Redenzione che avviene attraverso le sofferenze. Soprattutto santificare le nostre difficoltà di ogni giorno in casa e fuori.

238 Cfr Gv 2,1-11. Lottare contro i nostri peccati. Conoscere i nostri difetti. Individuare bene ciò che più ci impedisce. La lotta e i mezzi per raggiungere la vera perfezione cristiana.

5 Meditazione. La speranza. 1Pt 1,3 sq. La Passione di Gesù e la sua morte sono la salvezza e la nostra liberazione. Ci ha amato e si è dato per noi239. Accogliere e usare i doni che Dio ci ha dato nel campo naturale e soprannaturale. Fare molto affidamento sulla grazia e l’aiuto che viene dalla Croce. Il coraggio cristiano per tutte le nostre responsabilità e i nostri compiti. L’aiuto e l’esempio della Madonna. Il Magnificat240. Il Benedictus241. La vittoria e il Paradiso.

6 Meditazione. Il Progresso spirituale. Mt 26,30 sq. “Dormivano”. Il necessario dinamismo e vigilanza spirituale. Gli stati di pigrizia e di trascuratezza. Come si manifestano. Come si combattono. Rivedere tutta la vita spirituale: specialmente la nostra preghiera, la meditazione, la vita eucaristica. Le virtù che abbiamo promesso. Gli impegni apostolici. Pensare all’amore di Gesù nella Passione e al nostro vero amore. Rinnovarci.

7 Meditazione. La Santa Messa. Le sette parole di Gesù in Croce. “Padre”242: salvezza di tutti; del ladrone243: per gli agonizzanti. Dono della Madre244. Salmo 21245. Sete delle anime246. Obbedienza247. Fiducia248. Partecipare dunque in modo profondo e vivo coi sentimenti di Gesù e di Maria. Non accontentarci di una presenza esteriore e superficiale. Problema della salvezza del mondo. Perché Gesù ha voluto ripetere il suo sacrificio.

8 Meditazione. Vivere la risurrezione di Gesù. At 6. 7. Testimonianza e martirio di Stefano. Martire della carità, continua la carità di Gesù.

239 Cfr Gal 2,20. 240 Cfr Lc 1,46-55. 241 Cfr Lc 1,68-79. 242 Lc 23,34. 243 Lc 23,43. 244 Cfr Gv 19,27. 245 Mt 27,46. 246 Cfr Gv 19,28. 247 Cfr Gv 19,30. 248 Cfr Lc 23,46. La risurrezione di Gesù ci porta la forza e la pace per saper vivere come Gesù nel vero e grande amore. Amore nella famiglia, con gli amici, con tutti. Particolare esame per l’amore in famiglia. L’esercizio della castità come virtù non solo naturale ma soprannaturale. Quale unione di fede tra i coniugi, quale atmosfera di bontà, delicatezza, dono, aiuto in tutto l’ambito famigliare. Quale difficoltà incontrate e quale progresso doveroso. Non confidare sulle nostre forze ma vivere come la prima Chiesa.

9 Meditazione. Il Programma. Pr 8,22-29. Queste parole della Sapienza sono applicate a Maria come Madre del Verbo Incarnato e Sede della Sapienza, Regina della creazione, Seconda Sapienza. È stata il veicolo della creazione redentiva. Quanto dobbiamo stimare la Madonna e come dobbiamo farci una grande e magnifica devozione. Amore fervido e modellarci sulle sue virtù. Essere fedeli al Rosario e imparare a dirlo bene; contemplazione e preghiera per entrare nei misteri di Gesù e di Maria. Poi il proposito che riguarda la Comunità, che deve crescere nell’amore, nell’unione, nella comprensione, nel mutuo perdono. Solidità della devozione e della dipendenza dallo Spirito Santo. Il terzo punto: l’apostolato in comunione coi diaconi e nella unione con la Parrocchia.

(14) Esercizi Spirituali ai Gruppi “Spirito Santo”, “Sant’Eulalia”, “Eucarestia” Casone, 24-25-26 Settembre 1984

Introduzione. Ct 8,6. L’amore. I misteri di Gesù si capiscono solo nell’amore e bisogna sentire che devono diventare nostri nell’amore. Informiamo allora tutto nell’amore: l’ascolto, la preghiera, la riflessione, il silenzio, la penitenza. Giorni tutti informati dall’amore vero e pieno. Una ricerca fervida per amore. E così si potranno verificare grandi cose.

1 Meditazione. La Fede. Gv 2. Le nozze di Cana249. La fede della Madonna. Chiave per capire tutta la sua vita. L’ora di Gesù e la sua partecipazione. La nostra fede, la sua consistenza e il suo fondamento. Manifestazioni e indizi. Autocritica. Come volere raggiungere una fede profonda e matura. Visione della vita. Che cosa ci aspettiamo. La preghiera. L’eliminazione dei dubbi. L’esercizio di fede. La Meditazione. La cultura di fede.

2 Meditazione. Le scelte della fede. 2Cor 5,14. “L’amore di Cristo ci spinge”. Tutto nella fede. Le scelte, i gusti, le prospettive, gli ideali. Calare nel concreto di ogni giorno. Darsi un’idea giusta di tutto sul modello di Gesù e di Maria. Resistere agli attacchi, saper rispondere. La fede è la nostra vera gloria.

3 Meditazione. L’Incarnazione. Mc 3,31 sq. “Ecco mia madre e i miei fratelli”. Lo scopo dell’Incarnazione. Gesù salvatore e maestro. I veri valori e la gerarchia dei valori. Nuovo che ci insegna senza possibilità di errori. Ci ha insegnato tutto. Particolarmente la vita cristiana. Infanzia. Nazaret. Il valore delle azioni umili e nascoste. Tutto dipende dall’amore. L’esempio di Maria.

4 Meditazione. La Fortezza nella vita e contro il peccato. Ef 6,10 sq. L’armatura di Dio. La vita è lotta, è combattimento. Non si può essere buoni se continuamente non si respinge il male e le sue tentazioni.

249 Cfr Gv 2,1-11. Gesù è morto per redimerci dal peccato e tutta la sua vita è stata spesa per questo. Il peccato originale. Il mondo delle tentazioni. Il nostro superamento del peccato. Come ci abbiamo lavorato. Quali mezzi abbiamo saputo usare. Costruirsi una spiritualità forte e decisa. Superare e vincere i nostri difetti. I punti deboli che ancora restano. Propositi molto pratici.

5 Meditazione. Il progresso spirituale. Mt 11,20 sq. “Guai a te Corazin”. Le grazie ricevute. La responsabilità di non corrispondervi. Cause che facilmente l’impediscono. I nostri attaccamenti e le nostre paure. Le scuse. La gioia della generosità. Saper dire i «sì» necessari. Rifiuto delle massime del mondo. Fidarsi di Dio, abbandonarsi a Lui totalmente. Essere sinceri con se stessi. Ed esserlo con gli altri. La virtù della semplicità. Evitare le complicazioni e i complessi. Non fare dell’anima un groviglio di preoccupazioni. Lasciarsi guidare con fiducia dallo Spirito Santo. Pregare molto. Realizzare una buona direzione spirituale.

6 Meditazione. La testimonianza. Mt 26,33 sq. “Dormivano”. Siamo chiamati a partecipare alla redenzione di Gesù. Non possiamo essere spettatori passivi. Dobbiamo essere con lui e saper agire e soffrire con lui. È un nostro preciso e grave dovere. La testimonianza è capire e fare quanto possiamo per la gloria di Gesù e il bene delle anime. Testimonianza in molti campi specialmente dove è più doverosa e necessaria. La testimonianza nella carità vera. In casa (esemplificazioni), con le amiche (i gruppi e le comunità), gli altri, i lontani, le opere di bene, la parrocchia. I mezzi: tanti; i soprannaturali: la preghiera e la Messa; i naturali: nell’esercizio della pazienza, del servizio, della non pretesa, del perdono, dell’aiuto ecc...

7 Meditazione. La Messa. Le sette parole di Gesù in Croce. La Messa come sacrificio. Il nostro sacerdozio e la nostra offerta. Maria modello perfetto. Entrare nei sentimenti di Gesù per partecipare con amore e con frutto. L’esempio del suo atteggiamento e delle sue parole. Esame delle singole parole insistendo particolarmente per capire il suo amore infinito per tutti, e come nella Messa è lo stesso amore che si offre meraviglioso. La grande preziosità della Messa. Quali grandi frutti per noi e per la salvezza di tutto il mondo. Riformare il modo superficiale di assistervi.

8 Meditazione. La Comunione, la speranza, la purezza. At 6. 7: Santo Stefano. Il contatto vivo con Gesù Risorto. Gli effetti meravigliosi della Comunione. Come riceverla. Dall’Eucarestia la nostra forza e la nostra speranza. Come vivere e sviluppare la speranza. Come attingere l’energia e la gioia per la perfezione della purezza. Sviluppare e testimoniare la purezza. L’amore e la purezza. Educarsi ed educare alla purezza totale.

9 Meditazione. Il programma. Pr 8,22-29. Nasce dalla preghiera prolungata allo Spirito Santo. Non fare cose solo umane destinate a fallire. Incentrare sulla Madonna, Madre del Verbo Incarnato e Seconda Sapienza con cui Dio ci salva. Crearsi una devozione solida e forte. Il Rosario, come dirlo. Per farsi condurre dalla Madonna alla vita eucaristica. Messa e Comunione. Le virtù, i doveri, l’apostolato.

(15) Esercizi Spirituali ai Gruppi del “Cenacolo” e della “Gloria di Dio” Casone, 28-29-30 Settembre 1984

Introduzione. Lc 12,32 sq. “Non temere, piccolo gregge”. Disposizioni fondamentali: “Non temere”250: grande confidenza nell’amore e nella chiamata di Gesù. “Darvi un regno”251: grandi grazie che si possono ottenere, ricchezza immensa non paragonabile. “Dove è il vostro cuore”252: orientamento per tutta la vita. “Siate pronti”253, verrà per ognuno una tentazione, disposizione, noia, stanchezza, preoccupazione, ecc... Resistere con molta fermezza e grande decisione. Non negare nulla al Signore. “Scassinare la casa”254: mortificazione, penitenza, dominio di noi stessi. Verrà il Figlio dell’uomo. Silenzio per l’ascolto forte e vivo e per la riflessione. Ascoltare anche per potere poi dare agli altri. La grande occasione: non perdere nessuna grazia, nessun minuto. In quale momento arriverà la grande grazia?

1 Meditazione. La Fede. 1Gv 5. Necessità della fede. L’assurdo fuori della fede. La mancanza in molti di una vera fede. Pratiche di pietà senza una base. Che cosa è la fede. La parola di Dio. Come si riconosce la vera fede. Il senso della vita. Gli ideali. Confusione tra mezzi e fine. Le cause della poca fede (ignoranza, superficialità, poco impegno). Come si arriva a una fede matura e forte. La meditazione, la cultura della fede, il colloquio nella Chiesa. Soprattutto la preghiera perché la fede è un dono oltre che una conquista.

2 Meditazione. La grandezza di Dio. Is 6. “Santo”255. Chi è Dio. La sua grandezza e le sue infinite perfezioni. Idea che ce ne dà la Scrittura. Il senso dell’adorazione, della dipendenza, il senso creaturale. Senso della proporzione. Osservanza dei comandamenti. Il suo meraviglioso e infinito Amore. Come ce lo ha fatto conoscere Gesù. La paternità di Dio. La sua provvidenza.

250 Lc 12,32. 251 Ibidem. 252 Lc 12,34. 253 Lc 12,35. 254 Lc 12,39. 255 Is 6,3. Quanta fiducia e quanto abbandono.

3 Meditazione. L’Incarnazione. Lc 2. Nascita di Gesù. Le scelte del Verbo Incarnato. I suoi meravigliosi insegnamenti. Verginità, povertà, umiltà, nascondimento, lavoro, vita ordinaria come vivono gli altri uomini. Excursus su tutta l’infanzia di Gesù. Misteri gaudiosi. Valutazione dei valori. Il contrario del mondo. Mettere una gerarchia nei valori. Scelte logiche e coraggiose. Seguire ciò che più è sicuro: la via di Dio. Fuori vi è il buio assoluto, il caos, l’assurdo.

4 Meditazione. Il bene e il male. Gal 5,16 sq. Gesù ci ha insegnato. E sono evidenti i frutti del peccato e quelli dello Spirito. Avere nozione chiara del peccato e della sua gravità. Il bene e il male non è una opinione. È Dio che ce lo dice. E i comandamenti sono per il nostro bene e felicità. Rettitudine, onestà. Evitare ogni forma di sporcizia. Essere all’esterno ciò che siamo all’interno. Non conformarsi alle idee del mondo e al suo relativismo morale. Fortezza e chiarezza.

5 Meditazione. I difetti e il progresso. Lc 11,33. La lucerna. Necessità di conoscere se stessi. Gesù è venuto a testimoniare la verità (citare i passi). Conoscerci bene ed essere sinceri con noi e con gli altri. Conoscere i nostri difetti e volerli combattere, decisamente. I sette vizi. Insistere sulla superbia con abbondanza di esemplificazioni, sulla avarizia e sulla pigrizia.

6 Meditazione. La testimonianza. Mt 26. “Dormivano”256. Necessità della partecipazione alla Redenzione. Cosa vuol dire testimoniare. Nostra responsabilità. Testimoniare particolarmente la carità in casa, con gli amici (gruppi, comunità), con gli altri e i lontani. Carità vera, concreta, costante, servizievole. Testimonianza sulla purezza. Concetto vero dell’amore e della sessualità. Il fidanzamento. Il matrimonio: finalità, esempio vero e pieno.

7 Meditazione. La Messa. 1Cor 11. Le sette parole di Gesù in Croce. Concetto del nostro sacerdozio e della doverosa partecipazione. Commento alle parole di Gesù come nei precedenti corsi.

256 Cfr Mt 26,40-45. Sottolineare la nostra parte. Non fermarsi alle cose esteriori o solo a un concetto superficiale di assemblea. I frutti e il valore della Messa.

8 Meditazione. La Comunione. Pr 8. Programma nello Spirito Santo. Nato dalla preghiera e dall’ascolto. Centralizzare sulla devozione alla Madonna. Vederla come è; essenziale per essere fedeli e progredire. Fissare bene i punti. Condurre all’Eucarestia. Santificazione della festa. Virtù, doveri, apostolato.

(16) Esercizi Spirituali alla Comunità della Visitazione Sant’Ilario, 6-7-8 Ottobre 1984

Introduzione. Ct 8. “Ponimi come sigillo”257. I misteri di Gesù e di Maria sono misteri di amore. Non si comprendono che nell’amore. Entrare nella logica dell’amore divino. Far davvero amore. Tutto: la riflessione, la preghiera, l’ascolto, la penitenza. Virgo Visitationis, Virgo amoris258.

1 Meditazione. Lo spirito di fede e di obbedienza. Gv 2. Le nozze di Cana259. La fede della Madonna. Il nostro spirito di fede. Come deve essere vivo e operante in tutte le cose.

2 Meditazione. L’obbedienza di Gesù. Eb 10. Dall’inizio, per tutta la vita. La volontà del Padre. Come anche noi dobbiamo cercarla e eseguirla con perfezione. Esame.

3 Meditazione. La perfezione delle azioni ordinarie. Mt 18,1 sq. Come i fanciulli. L’insegnamento dei misteri gaudiosi. La famiglia di Nazaret modello. Santità con l’amore, nelle piccole cose. Gerarchie dei valori. Analisi della vita di Nazaret. La nostra valutazione. Il nostro tempo.

4 Meditazione. L’amore alla Croce. 1Pt 1,3 sq. Entrare nella Redenzione. Redimere con Gesù. Capire il valore del dolore, delle prove e delle tentazioni. La «compassione di Maria». Come e quanto seguirla.

5 Meditazione. La Santa Messa. Le sette parole di Gesù in Croce. Meditarle per entrare nello spirito di Gesù e di Maria. Farci aiutare sempre dalla Madonna.

6 Meditazione. La preghiera. Rm 8,1 sq.

257 Cfr Ct 8,6. 258 “Vergine della Visitazione: Vergine dell’amore”. 259 Cfr Gv 2,1-11. Preghiera da risorti. La preghiera ascolto. La meditazione. A che punto di sviluppo. Il colloquio. La supplica come missione. L’adorazione, la lode, il ringraziamento. Come migliorare la preghiera. Lo spirito di sacrificio e la perseveranza.

7 Meditazione. Eucarestia pane di vita. Gv 20,11 sq. Maria di Magdala. L’incontro con la risurrezione noi l’abbiamo nell’Eucarestia. Due preziosi momenti. La presenza nel Tabernacolo. L’adorazione, le visite. Frutti e modo di farla. È una sorgente perenne di amore. La Comunione, pane di vita. Disposizioni e apertura di tutta l’anima. È il corpo risorto, contatto di eternità.

8 Meditazione. Il Programma. Pr 8. Maria Sede della Sapienza. Il posto preminente di Maria nel piano di Dio e nella storia della salvezza. Per tutto il genere umano e per ogni anima. Le profezie e i simboli. Fondare una devozione molto soda, non più su motivi leggeri o deboli. Attorno a questo punto del programma tutto il resto. Compiere il progetto su di noi, sulle nostre famiglie, su la Comunità. Spiritualità della Visitazione.

9 Meditazione. Le virtù. 2Ts 3,1 sq. La necessità del progresso. La maturazione delle virtù. Progresso nella povertà, vero distacco e amore. Perfezione della castità. Virtù centrale della famiglia. Virtù dell’obbedienza. Il nostro posto e la nostra missione nella Chiesa.

(17) Esercizi alla Comunità della Croce Sant’Ilario, 9-10-11 Ottobre 1984

Introduzione. Ct 8,6. La potenza dell’amore. I misteri di Gesù e di Maria sono amore, bisogna entrare nell’amore per vivere poi del vero amore soprannaturale. Trasformare tutto: l’ascolto, la riflessione, il silenzio, la penitenza; tutto deve essere riempito di amore.

1 Meditazione. Lo spirito di fede. Gv 2. Le nozze di Cana260. La Madonna esempio di fede. Esame della sua vita. La sua partecipazione all\'«ora» di Gesù. La nostra vocazione a essere con Gesù domanda tanta fede. La nostra ora. Quale riflesso ha avuto quest’anno la fede su tutta la nostra vita. Come bisogna puntare a una pienezza.

2 Meditazione. La spiritualità dell’infanzia. Mt 18,1. Diventare fanciulli261. Semplicità, decisione. Il superamento degli attaccamenti. La vittoria sui peccati veniali, sui difetti. Il nostro effettivo lavoro. Le nostre incoerenze. Entrare nello spirito di Betlemme. Umiltà. Abbandono in Dio e la sua Provvidenza.

3 Meditazione. La santificazione delle azioni ordinarie. Lc 9,57: “Ti seguirò dovunque tu vada”. Le cose valgono per l’amore che vi si mette. Lo spirito di povertà. La povertà di tempo. Su questo problema fermarsi molto. Il distacco per rendere sommamente efficace il nostro tempo. L’esempio della famiglia di Nazaret. Il loro nascondimento e la loro disponibilità. Gerarchia dei valori.

4 Meditazione. L’amore alla Croce. Mc 10,32 sq. “Potete bere il calice?”. La via del Signore, via nostra. Redenzione domanda la penitenza, la sofferenza. Le Croci che ci manda il Signore. Come vederle e come accettarle. La Penitenza che dobbiamo saperci imporre per i nostri peccati e per la salvezza dei peccatori. Come stimarla e come sceglierla. Le diverse forme. L’esempio della Madonna e la sua compassione.

5 Meditazione. L’umiltà. Fil 2. “Abbiate gli stessi sentimenti”262.

260 Cfr Gv 2,1-11. 261 Cfr Mt 18,3. La Passione è stata infinita umiliazione. Non horruisti Virginis uterum. Non horruisti Crucis opprobrium. Non horruisti speciem panis263. Come seguirlo. La nostra umiltà: nel pensiero, nei desideri, nelle opere.

6 Meditazione. La preghiera. Mt 26,30 sq. “Dormivano”. La vita spirituale che è ferma. Il perché di uno stagnare. La mancanza di una vera e costante meditazione. Manca la preghiera ascolto. Come una meditazione matura è valida. Quale sacrificio di tempo, di impegno e di metodo. Le diverse specie di preghiera: Adorazione, lode, ringraziamento, propiziazione, impetrazione.

7 Meditazione. La Santa Messa. Le sette parole di Gesù in Croce. Per entrare e partecipare al Sacrificio. I sentimenti di Gesù e di Maria sul Calvario. Come dobbiamo cercare di imitarli. Analisi e commento delle singole frasi. Particolarmente partecipare all’amore ardente del Cuore Santo di Gesù.

8 Meditazione. La Santa Comunione. Gv 6. “Io sono il pane di vita”264. Riceviamo il corpo risorto di Gesù. Sorgente di vita, di forza e di gioia. Come dobbiamo saperci preparare. Grande e vivissima fede in Lui che ci ama e che ci vuole unire a sé. La nostra vocazione alla santità di figli di Dio. La purificazione; il dolore dei peccati veniali. L’umiltà. Il desiderio. L’amore. L’incontro di festa, gioioso; l’adorazione, l’ascolto, la confidenza, il colloquio. Per gli altri.

9 Meditazione. Il programma. Pr 8. La Madonna Regina dell’universo. La Seconda Sapienza. Tutto il mondo dello spirito dipende dalla sua opera. Capire il suo posto e la importanza di una vera devozione. Questo deve essere il centro del programma. Tutto con Maria, tutto con i suoi sentimenti. Preghiera. Eucarestia. Virtù. Presenza nella Chiesa.

262 Fil 2,5. 263 “Nascesti dalla Vergine Madre” (INNO Te Deum). “Non avesti orrore del grembo di una Vergine. Non avesti orrore dell’obbrobrio della Croce. Non avesti orrore della specie del pane”. 264 Gv 6,35. 10 Meditazione. La castità. Ap 7,9. Vestiti di bianche vesti. Importanza della castità per la vita spirituale. Per la preghiera, per la meditazione, per l’Eucaristia. Per ogni virtù. Virtù soprannaturale. Amore che matura nella grazia di Gesù. Volere tendere alla perfezione. Non accontentarsi di una castità mediocre. Con quali mezzi realizzare. La devozione degli sposi alla Beata Vergine. La famiglia di Nazaret e l’amore tra Maria Santissima e San Giuseppe. Il Rosario.

(18) Esercizi Spirituali alla Comunità della Annunciazione Sant’Ilario, 12-13-14 Ottobre 1984

Introduzione. Rm 11,33. “O profondità della ricchezza…”. Partecipare ai misteri di Gesù con Maria. Quale stima e quale impegno. Come deve essere il nostro darci, il riflettere, l’ascolto, il silenzio, la penitenza. Quale umiltà di esame e confidenza per i propositi.

1 Meditazione. Lo spirito di fede. Gv 1. Era la luce vera265. La rivelazione di Dio nella Incarnazione. Come la ha accolta la Madonna. Come è vissuta di fede. Come dobbiamo vivere noi. Come vedere e gustare nella fede. Le nostre gioie e le nostre tristezze. Se tutto è dettato dalla fede. Con pienezza. Il lavoro da fare con costanza.

2 Meditazione. L’obbedienza. Eb 10. “Ecco, io vengo […] per fare la tua volontà”266. L’obbedienza di Gesù in tutta la vita. Il suo distintivo. Virtù cui fu strettamente associata la Madonna. Il valore dell’obbedienza anche per noi. L’esercizio nella vita con fede, umiltà, confidenza, gioia. La nostra esistenza a gloria di Dio.

3 Meditazione. Santificazione delle cose ordinarie. Mc 3,31. “Chi è mia madre?”267. L’amore a Dio che rende preziose tutte le cose. L’esempio della famiglia di Nazaret. Il nascondimento, la povertà, l’umiltà, il lavoro. Una vita come tutti gli altri, ma assolutamente preziosa. Lo sforzo per vivere soprannaturalmente. La virtù del raccoglimento. Una verità base. Sceglierla, svilupparla, renderla profonda e intima.

4 Meditazione. L’umiltà. Mt 26,67. “Allora gli sputarono in faccia”. La Passione come umiliazione, di lui Figlio di Dio, Re di Israele e Messia. Tutta la vita un insegnamento di umiltà. Non horruisti Virginis uterum, Crucis opprobrium; panis speciem. Come l’umiltà è virtù fondamentale dalla quale dipende tutta la vita spirituale. Dove deve essere l’umiltà: nel pensiero, nella volontà, nelle azioni. Le prospettive di umiltà.

265 Cfr Gv 1,9. 266 Eb 10,7. 267 Mc 3,33. 5 Meditazione. La fortezza. Ef 6,11. L’armatura spirituale. La Passione di Gesù esempio di fortezza. Quanto abbiamo bisogno di fortezza per vincere le tentazioni e costruire le vere e solide virtù. Le strenui nostre debolezze. Come formarsi la virtù. La nostra devozione e dipendenza dallo Spirito Santo.

6 Meditazione. La Santa Messa. Gv 10. “Io sono il buon Pastore”268. La Messa è il sacrificio di amore che si ripete. Come dobbiamo parteciparvi. Entrare nel Cuore di Gesù e partecipare ai suoi sentimenti. Odio e ripulsione del peccato. Quanto sacrificio di propiziazione. Adorazione: omaggio e riconoscimento della infinita grandezza di Dio. Lode, tanta, in riparazione delle bestemmie. Ringraziamento. Impetrazione.

7 Meditazione. La carità. Sal 21. Guardare al Crocefisso. Leggerlo e meditarlo. Imparare l’amore verso il Padre. Imparare l’amore verso il prossimo. La vera carità, presa da Lui, soprannaturale. La prima carità tra gli sposi: come deve essere l’amore pieno e di perfezione. L’amore verso i figli: non solo umano e istintivo. L’amore verso gli amici e in comunità.

8 Meditazione. La preghiera. Gv 20,11. Incontro con Maria di Magdala269. Il nostro rapporto con Gesù Risorto costituisce la nostra preghiera. La preghiera liturgica, l’Eucarestia e la liturgia della lode. Con quale profitto. I Salmi e la loro intelligenza. Rendere i salmi preghiera viva e vissuta. La preghiera personale. La meditazione. I progressi e la vivacità. Il tempo, l’impegno, il metodo e la materia. Rivedere tutta la preghiera, la stima e la cura.

9 Meditazione. Il programma. At 10. Cornelio. Il programma frutto di preghiera e di comunione con lo Spirito Santo. Disponibilità. Per un lavoro individuale, soprattutto sulla preghiera e sull’idea-base cui corrisponde la virtù-forza. Per un lavoro familiare: preghiera, colloquio, azione sui figli.

268 Gv 10,11. 269 Cfr Gv 20,11-18. Per un lavoro comunitario: consacrazione totale alla Beata Vergine dell’Annunciazione.

(19) Esercizi Spirituali alla Comunità di Cristo Re Sant’Ilario, 15-16-17 Ottobre 1984

Introduzione. 2Cor 5,14 sq. “L’amore di Cristo ci spinge”. I misteri di Gesù sono misteri di amore. Ci si entra con l’amore. A imitazione di Maria. Tutto deve essere trasformato dall’amore. Disponibilità, riflessione, silenzio, penitenza, preghiera. Insistere particolarmente su tanta preghiera.

1 Meditazione. La Fede. Gv 2. Nozze di Cana270. Tutta la vita della Vergine è stata di fede immensa. Excursus della vita della Madonna. Base di tutto. Importanza della fede nella nostra vita. Come è ora la nostra fede. Qualità che deve avere la vera fede. Quali benefici. Come accrescere la fede. Meditazione. Cultura della fede. Certezza e visione di tutto.

2 Meditazione. Grandezza di Dio. Is 6. “Santo ecc…”271. Maestà di Dio. Che cosa vuol dir Santo. Senso della sua grandezza. L’Essere Assoluto. Colui che è. Senso delle proporzioni e senso creaturale. L’Incarnazione ci manifesta Dio infinito e Padre. Preghiera di adorazione. Come svilupparla. Di lode. I Salmi. La liturgia. Dobbiamo lodare anche per le altre creature. Benedicite272. Ringraziamento. Umiltà. Il Magnificat. Riparazione bestemmie. Siamo fatti per lodare Dio nella eternità.

3 Meditazione. L’esempio di Gesù. Valore delle cose. Lc 9,57. “Ti seguirò”. Ci è venuto a insegnare la giusta visione del mondo, il valore delle cose. Subito con la sua venuta, poi con l’esempio e l’insegnamento. Quali valori ha preferito: l’umiltà, la povertà, il nascondimento, l’amore a tutti. Siamo suoi in tanto in quanto pensiamo come lui e scegliamo come lui. Non per le apparenze. Autocritica severa. I nostri peccati e i nostri difetti sono ben indicativi. Voler convertirci, tendere con tutte le forze al Vangelo.

4 Meditazione. Il combattimento spirituale. Lc 12,32 sq. 270 Cfr Gv 2,1-11. 271 Is 6,3. 272 Cfr Dan 3,57-90. L’Incarnazione è per la Redenzione. Gesù è venuto per soffrire e per morire. Se ha fatto così il Capo anche le membra devono accettare la sofferenza e la prova. Non si dimostra l’amore se non si lotta, se non si superano le tentazioni. Bisogna che si verifichi un progresso. La falsa quiete. L’amore della mediocrità. Necessità di uno sforzo sistematico.

5 Meditazione. La castità. Mt 26. Nell’orto degli ulivi. Gesù ci invita a partecipare, ad agire e redimere con Lui. Ognuno ha perciò la sua vocazione. La vocazione del Matrimonio. La grande chiamata alla collaborazione alla vita. Il grande Sacramento. Castità è dominio e amore. Con quanta stima e santità gli sposi si devono trattare. Come devono tendere alla santità. La grazia sacramentale. La loro missione e la loro testimonianza. Come si devono amare e aiutarsi.

6 Meditazione. La Comunità di Cristo Re. Lc 22,14. Istituzione della Eucarestia273. La Comunità nasce dal Cuore di Gesù, dall’Eucarestia. Che cosa deve essere. La perfezione della carità. L’amicizia cristiana vera e grande. La vocazione a essere insieme. L’ideale vostro di essere con Cristo Re. Come coltivare questo ideale con la preghiera e il colloquio. Preparare lo statuto. La vita di pietà, l’Eucarestia. La povertà, la castità, l’obbedienza. L’apostolato e i diversi carismi.

7 Meditazione. La Santa Messa. Gv 19. Maria sotto la Croce274. Imparare da Lei come partecipare la Messa. Viverla con Lei. L’unione nostra. Con Lui Sacerdote e Vittima. La sua Messa e la nostra Messa. Sentire il dramma. Non agire con superficialità e esteriorità. Meditare le sette parole di Gesù sulla Croce. Sentire con Lui il problema della salvezza delle anime. Immedesimarsi nel suo amore.

8 Meditazione. La Santa Comunione. Gv 6. “Io sono il pane di vita”275. Incontro con Gesù risorto frutto della Comunione. Disposizioni per riceverla bene. Fede. Purificazione. Desiderio. Umiltà. Amore. Come fare il ringraziamento. La festa dell’incontro e la gioia spirituale. L’ascolto e il colloquio.

9 Meditazione. Il programma. 273 Cfr Lc 22,14-18. 274 Cfr Gv 19,25. 275 Gv 6,35. Pr 8. Maria Regina dell’Universo. Madre di Cristo Re. La dignità e il posto di Maria nella storia della salvezza. Maria nella nostra vita. Una devozione solida e forte. Dipendere in tutto da Lei. Il Rosario. Proposito di preghiera e di preghiere. Stimare molto il tempo della preghiera. Povertà di tempo. La Meditazione. I Salmi. La vita eucaristica. La virtù. Il programma familiare. Necessario. I frutti. Le possibili linee. Idea base. Il programma comunitario. Chiaro soprattutto sul lavoro insieme per lo statuto. L’apostolato e la testimonianza in Parrocchia.

(20) Esercizi Spirituali alla Comunità della Assunzione Sant’Ilario, 19-20-21 Ottobre 1984

Introduzione. Ct 8. Aquae multae276. I misteri di Gesù e di Maria sono misteri di amore. Bisogna entrare con l’amore. Umanamente non sono intelligibili. Bisogna invocare la grazia dello Spirito Santo che ci rende disponibili, aperti, intelligenti, sensibili. Porre tutta la nostra collaborazione e la nostra umiltà. Preghiera fervida, ascolto, riflessione, silenzio, dominio di noi stessi.

1 Meditazione. La Fede. Gv 2. Le nozze di Cana277. La fede di Maria. Tutta la sua vita fede eroica. Esaminarla. La necessità per noi di avere una fede viva, forte, matura. Pericoli per chi resta con una fede superficiale e bambina. Segni di una fede manchevole. Come accrescerla: la preghiera, meditazione, esercizio, cultura della fede, testimonianza. La Rivelazione accolta.

2 Meditazione. La grazia divina. Gv 14,1 sq. Il mistero della vita partecipata. Gesù ci ha portato la vita soprannaturale. Grandezza e ricchezza del dono. La vite. Nella Visitazione la Madonna ha portato Gesù e Giovanni Battista fu santificato e Elisabetta fu piena di Spirito Santo278. Ancora la Madonna ci porta Gesù e per la sua mediazione possiamo crescere colla grazia. Dovere di crescere. Frutto della crescita. Il cristiano maturo. Il bene della famiglia. I mezzi della crescita. Vivere per l’amore di Dio.

3 Meditazione. La conformità a Gesù. Lc 12,15 sq. La povertà, il giudicare al contrario del mondo. Gesù a Betlemme comincia a darci la grande lezione. Abbiamo il modello perfetto di tutte le virtù e dei veri valori. Gesù ha compiuto la volontà del Padre. La sua obbedienza in tutta la vita, il suo stile. Dall’entrare nel mondo (Eb 10279) alla Croce. Tutto anche per noi nella conformità alla volontà del Padre. Non le nostre idee o gusti. Ma nostra regola unica l’obbedienza alla volontà di Dio.

276 “Le grandi acque” (Ct 8,7). 277 Cfr Gv 2,1-11. 278 Cfr Lc 1,41. 279 Cfr Eb 10,5-7. La sua Provvidenza. La fiducia e la gioia di questo esercizio. Vedere in concreto che cosa il Signore si aspetta da noi.

4 Meditazione. La Fortezza. 2Cor 5,14. Morire con Lui. Dall’Incarnazione alla Redenzione. Partecipare alle sofferenze di Gesù. Accettare le prove e le lotte. Vita spirituale dinamica. Non aver paura, saper corrispondere. Mortificazione e penitenza.

5 Meditazione. L’Umiltà. Lc 18,32. “Sarà schernito”. La Passione come umiliazione. Quanto è stato umiliato. L’esempio di tutta la vita di umiltà. Il suo insegnamento. La necessità della umiltà per noi. Non horruisti Virginis uterum, opprobrium Crucis, speciem panis. L’umiltà della mente, del cuore, delle opere. Umiltà tra i coniugi in famiglia, tra amici in comunità, nell’apostolato. Volere le umiliazioni per essere nella verità e imitare Gesù.

6 Meditazione. La speranza. Gv 10. “Io sono il buon Pastore”280. La Passione ci dimostra l’amore e la tenerezza di Gesù. Nasce forte la speranza e la confidenza. Evitare i due eccessi della presunzione e dell’avvilimento. Con Lui tutto possiamo, senza di Lui niente. Come appoggiarsi continuamente alla preghiera. Soavità di vita spirituale.

7 Meditazione. La Santa Messa. Lc 22,14. Istituzione dell\'Eucarestia281. La Messa come sacrificio. Cosa vuol dire sacrificio. Anche noi sacerdoti e vittime nell’unione con Gesù. Come partecipare e vivere la Messa, sacrificio per la redenzione.

8 Meditazione. La castità. Gv 20,11. Maria Maddalena e Gesù Risorto282. Il nostro incontro con il Risorto. La vita cristiana vivificata dalla Risurrezione cui Gesù ci unisce. La nostra vocazione per la santità. La santità del Matrimonio. Quale deve essere l’amore, l’ideale. Come diventare santi insieme. La carità nella perfezione del dono.

9 Meditazione. Il programma. Is 7. “Ecco la Vergine”283.

280 Gv 10,11. 281 Cfr Lc 22,14-18. 282 Cfr Gv 20,11-18. 283 Is 7,14. Maria al centro della storia della salvezza. Bisogna capire la vera devozione. Su quali motivi si basa. Questo deve essere il proposito basilare. Come stimarla, come pregarla, come imitarla. Il Rosario: quale importanza e come dirlo. Dipendere dalla Madonna e farsi guidare da lei: nella preghiera, nella Messa, nella Comunione, nell’adorazione, nelle virtù, nella santificazione della famiglia (guardare la Santa Famiglia di Nazaret), nella comunità, nell’apostolato.

(21) Esercizi Spirituali alla Comunità della Presentazione Sant’Ilario, 22-23-24 Ottobre 1984

Introduzione. Ct 8. L’amore284. Sua necessità: un amore soprannaturale, dono dello Spirito Santo. La preghiera insistente per chiederlo. Il vostro Padre darà lo Spirito285. Un amore forte per ascoltare la sua voce e ubbidirgli, per riflettere su la nostra vita, per un silenzio fervido, per una vera conversione personale e familiare, per una novità di vita.

1 Meditazione. La Fede. Gv 2. Le nozze di Cana286. Maria modello perfetto di fede, tutta la sua vita. Necessità per noi di una fede grande, illuminata, matura. I segni di una fede superficiale e fanciullesca. I rimedi. La meditazione, lo studio, la cultura di fede. Volere una fede piena per l’obbedienza. L’Annunciazione.

2 Meditazione. La grandezza di Dio. Is 6. “Santo, santo, santo”287. Come la fede ci fa conoscere Dio. L’essere infinitamente perfetto. L’essere assoluto. In lui tutte le perfezioni. Enumerare le principali. Il nostro senso creaturale, la nostra dipendenza. Il senso di adorazione. La preghiera di lode. I Salmi ci educano. Maria nella Visitazione ce la insegna. Il ringraziamento. Le diverse forme di preghiera. Il dare una base alla nostra vera preghiera.

3 Meditazione. L’insegnamento dell’Incarnazione sul mondo. Lc 9,57. “Ti seguirò”. Le scelte di Gesù. Betlemme. La povertà, l’obbedienza, il disagio, il non voler privilegi. Essere come gli altri bambini. Ha insegnato i veri valori, la gerarchia dei valori. La vera visione del mondo. Come dobbiamo vedere la vita, il valore delle azioni ordinarie. Non lasciarci influenzare dal mondo. Mettere molto amore.

4 Meditazione. La Redenzione, lotta al peccato. Mt 9,16. Il pezzo di stoffa.

284 Ct 8,7. 285 Cfr Lc 11,13. 286 Cfr Gv 2,1-11. 287 Is 6,3. Gesù ha compiuto la salvezza rinnovando tutto l’uomo. Il cristiano è un uomo nuovo. Ha dato il suo sangue: con questo prezzo di sofferenza. Anche noi vi dobbiamo partecipare con la penitenza. Convertirci. Abbandonare ogni peccato perché è offesa di Dio. Vincere ogni peccato veniale. I nostri difetti. Individuarli e lottare per una totale eliminazione. Non aver paura.

5 Meditazione. L’umiltà. Lc 18,31. Vedi corso precedente.

6 Meditazione. La speranza. Gv 10. Vedi corso precedente.

7 Meditazione. La Santa Messa. Messa sacrificio. Sacerdoti e vittime. Il dramma. Le sette parole di Gesù in Croce (schema solito).

8 Meditazione. La castità. Gv 20,11. Vedi corso precedente.

9 Meditazione. Il Programma. Pr 8. Maria Madre del Verbo Incarnato. Regina. Farsi una grande devozione a Lei. Farsi dei grandi motivi. Maria nel piano della salvezza, il suo primo posto perché ci ha dato Gesù. Madre. Modello. Mediatrice. Rifugio. Come si deve sviluppare la vera devozione in dipendenza da Lei. La preghiera. Il Rosario. L’Eucaristia con Lei. Tutto il programma guidato da Lei. Di pietà, di virtù; individuale, familiare, comunitario. Verso un rinnovamento della consacrazione. Far conoscere e amare la Madonna.

(22) Esercizi Spirituali alla Comunità Maria Madre della Chiesa Sant’Ilario, 26-27-28 Ottobre 1984

Introduzione. 2Cor 5,14 sq. Entrare nei misteri di Gesù e Maria con fede e amore. Sono i «nostri» misteri. Invocare molto lo Spirito Santo che ci doni i suoi doni di luce e di amore. Pregare molto e con amore ascoltare e riflettere. Fare molto silenzio interiore. Fare penitenza.

1 Meditazione. La Fede. 1Gv 5. La vittoria che vince il mondo. Esempio di fede in Maria nell’Annunciazione e in tutta la sua vita. La nostra fede. Come è. Come ci è necessaria una fede matura e forte. L’impegno ad accrescerla con la meditazione, la riflessione, l’esercizio (è virtù soprannaturale infusa), la cultura, il dialogo. La fede nella famiglia. L’aiuto vicendevole.

2 Meditazione. La grandezza di Dio e l’adorazione. Is 6. “Santo”288. La rivelazione dell’Antico Testamento come ci presenta Dio nella sua grandezza e trascendenza. Maria nel Magnificat. Che cosa ci ha detto Gesù. Il suo atteggiamento al Padre. Come deve essere la preghiera e l’obbedienza. La adorazione: preghiera e vita. La lode. Come dobbiamo lodare e benedire. La lode delle creature. Il ringraziamento e l’umiltà. Le richieste.

3 Meditazione. Il progetto di Dio su di noi. Gv 2. Le nozze di Cana289. La vita ordinaria. Come l’ha vissuta Gesù e tutta la Sacra Famiglia. Esame della vita di infanzia e di tutta l’obbedienza di Gesù. C’è un progetto di Dio anche su di noi. Come dobbiamo accettare e collaborare. Come non dobbiamo pretendere esenzioni. Come dobbiamo cercare di santificare le singole giornate facendo le cose con molto amore. Togliere le impazienze e i nervosismi, gli avvilimenti e le depressioni. Confidare.

4 Meditazione. Il peccato e la penitenza. Ef 6. L’armatura290.

288 Is 6,3. 289 Gv 2,1-11. 290 Ef 6,11. Come la vita è lotta. Come dobbiamo saper lottare, sempre con energia e fede. Rifiuto energico di ogni peccato. Penitenza e purificazione. Le diverse forme. La vigilanza e la prudenza. I nostri difetti. Esemplificazioni sui sette vizi capitali. L’impegno continuo di miglioramento.

5 Meditazione. La castità. Mt 26,39. “Dormivano”. La necessità di stare con Gesù. La missione della famiglia. La castità dello spirito e il dominio del corpo. Che cosa è la castità. L’amore coniugale. Il dono vicendevole in Cristo. Come si manifesta il vero amore. Come si cresce. La preghiera, il colloquio, il servizio, il perdono.

6 Meditazione. La speranza. Gv 10. Come nel corso precedente.

7 Meditazione. La Santa Messa. Lc 22,14. Il Sacrificio, il suo e il nostro sacerdozio. Le sette parole di Gesù in Croce (vedi corso precedente).

8 Meditazione. La Santa Comunione. Gv 6. Pane di vita291. Incontro con Gesù risorto. Grandezza ed efficacia della Comunione. Come prepararsi e ringraziare. Commento alla preghiere della Messa di preparazione. Sentimenti e raccoglimento dopo la Comunione.

9 Meditazione. Il Programma. Pr 8. Centralità della devozione. Programma personale, familiare, comunitario.

291 Cfr Gv 6,35.

(23) Esercizi Spirituali ai Giovani dei Gruppi “Amicizia” e “San Domenico Savio” Sant’Ilario, 2-3-4 Novembre 1984

Introduzione. Os 6. “Il vostro amore è come […] rugiada che all’alba sparisce”292. Disposizioni adatte agli Esercizi. Prima di tutto invocare lo Spirito Santo per l’amore perché mediteremo i misteri di Gesù e di Maria. Poi l’ascolto: “Ascolta, Israele”293 (quante volte!). Il volere la sua volontà, l’obbedienza. Il colloquio, il silenzio, la penitenza. Umiltà, riflessione profonda.

1 Meditazione. La Fede. Mt 14,22. Pietro cammina sulle acque294. Il problema fondamentale è la fede. La fede di Maria nell’Annunciazione e in tutta la vita. Per la sua fede abbiamo avuto Gesù e il tutto che ci ha portato Gesù. A che punto è la nostra fede. È fede matura? Come deve essere ora la nostra fede. Come farla crescere. Valore della meditazione, dello studio, della cultura della fede. Pregare e collaborare.

2 Meditazione. La grandezza di Dio. Is 6. “Santo…”295. La rivelazione svela il vero volto di Dio. Dio l’assoluto. I suoi attributi. Il Magnificat ci insegna. Gesù ci rivela il Padre: l’Amore. Il mistero della Santissima Trinità e la nostra figliolanza. Conseguenze pratiche.

3 Meditazione. La vera visione del mondo. Lc 12,15. Il ricco stolto296. Gesù a Betlemme ha cominciato a insegnarci i valori della vita e del mondo. Salvezza dell’anima. Dominio di se stessi. Vittoria sulle passioni. Non lasciarci trascinare dal piacere. Il danno della schiavitù del piacere. Educarsi. I novissimi. Vera sapienza.

4 Meditazione. Il Peccato e la Penitenza. Gv 12. Se il grano di frumento…297.

292 Os 6,4. 293 Dt 6,4. 294 Cfr Mt 14,22-31. 295 Is 6,3. 296 Cfr Lc 12,15-20. 297 Cfr Gv 12,24. Cosa significa che Gesù per redimerci ha dovuto soffrire. Il peccato e la storia della salvezza. La lotta contro il peccato. Come attuare la liberazione. La penitenza, doverosa partecipazione alla Croce di Gesù. Penitenze passive e attive. Purificazione progressiva.

5 Meditazione. Il Progresso nella vita spirituale. Ef 6,11. “Rivestitevi dell’armatura”. Confidare nella grazia. Individuare i difetti e lottare decisamente. I sette vizi capitali. In particolare eliminare la superbia e i suoi sottoprodotti. Il valore dell’umiltà. Esempio e esortazione di Gesù. L’avarizia e l’accidia. Lavoro assiduo per andare avanti.

6 Meditazione. La purezza. Gv 10. Il buon Pastore298. Quanto Gesù ha sofferto nell’anima e nel corpo. Importanza della castità. Bisogna amare. Amare Dio, amare noi stessi per Dio e in Dio. Amare gli altri, se sappiamo amare siamo casti. Mezzi.

7 Meditazione. La Santa Messa. Lc 22,14. Il Sacrificio che si rinnova. Gesù Sacerdote e vittima e noi con Lui. Avere i suoi sentimenti. Le sette Parole (vedi corsi precedenti).

8 Meditazione. La Santa Comunione. Gv 6. “Il sono il pane di vita”299. Incontro con Gesù Risorto. Come prepararsi seguendo le preghiere liturgiche. Effetti della Comunione. Impegni di ringraziamento collettivo e personale.

9 Meditazione. Il Programma. Gv 2. L’acqua cambiata in vino300. Centralità della devozione alla Madonna. Il Rosario. I soliti punti con la presenza di Maria Santissima.

298 Cfr Gv 10,11-16. 299 Gv 6,35. 300 Cfr Gv 2,1-11.

(24) Esercizi Spirituali al Gruppo “Donne” Sant’Ilario, 6-7-8 Novembre 1984

Introduzione. Ct 8. Aquae multae301. I misteri di Gesù e di Maria sono misteri d’amore. La prima disposizione sta qui. Perciò l’invocazione allo Spirito Santo. La docilità all’ascolto, umiltà, riflessione, silenzio.

1 Meditazione. La Fede. Gv 2. Le nozze di Cana302. La fede di Maria Santissima. Tutta la vita. Mirabile. Interrogarsi sulla nostra fede. I segni di una carenza. Come crescerla e svilupparla in noi. I frutti.

2 Meditazione. La grandezza e la bontà di Dio. Is 6. Le perfezioni di Dio. Il senso creaturale. La preghiera di adorazione, di lode, di ringraziamento. Magnificat. La rivelazione di Gesù. Dio Amore. Il Padre. Noi figli e la rivelazione della Trinità. Come realizzare una preghiera vera, di giuste proporzioni. Superare la preghiera egoistica. La preghiera nella Messa e nei Salmi.

3 Meditazione. La santificazione della vita ordinaria. Mc 3,33. “Chi è mia madre?”. Umiltà, povertà, obbedienza della Sacra Famiglia. (Schema precedente).

4 Meditazione. Il peccato e la penitenza. Gv 12. Se il grano non muore303. Gravità del peccato. Come lo ha espiato Gesù. La nostra penitenza necessaria. Penitenze passive e penitenze attive.

5 Meditazione. Il progresso spirituale. Lc 18,31. Le umiliazioni della Passione di Gesù304. La nostra generosità e la nostra umiltà. I sette vizi capitali. Importanza dell’umiltà, base di tutte le virtù. I danni dell’orgoglio. La pratica dell’umiltà.

301 Ct 8,7. 302 Cfr Gv 2,1-11. 303 Cfr Gv 12,24 304 Cfr Lc 18,31-33. 6 Meditazione. La speranza. Gv 10. “Io sono il Buon Pastore”305. La virtù della speranza guardando il Crocefisso (vedi schema precedente).

7 Meditazione. La Santa Messa. Lc 22. Le sette Parole (vedi schema precedente).

8 Meditazione. La Santa Comunione. Gv 20,11. L’incontro con il Risorto306. Come fare la comunione (vedi corsi precedenti).

9 Meditazione. Il Programma. At 1. 2. La Pentecoste. Maria Santissima al centro della Chiesa. La vera devozione a Lei. Il Rosario. Informare tutto della sua presenza. La Messa, la Comunione, la preghiera ecc… (vedi schema precedente).

305 Gv 10,14. 306 Cfr Gv 20,11-18.

(25) Esercizi Spirituali al Gruppo “Sacro Cuore” con altre Sant’Ilario, 9-10-11 Novembre 1984

Introduzione. Ct 8. Aquae multae307. (Vedi corsi precedenti).

1 Meditazione. La Fede. Mt 14. Pietro cammina sulle acque308. (Vedi corsi precedenti).

2 Meditazione. La preghiera. Eb 10. L’obbedienza di Gesù309. Il suo stile. Come deve esprimersi nella nostra vita e nella nostra preghiera. Preghiera di adorazione, di lode e di ringraziamento.

3 Meditazione. Santificazione delle azioni ordinarie. Mc 3,33. “Chi è mia madre?”. Betlemme. Nazaret. La Santa Famiglia. Virtù della povertà e del nascondimento.

4 Meditazione. Il peccato e la penitenza. Ef 6. L’armatura310. La lotta contro il peccato. I peccati veniali. Necessità della penitenza. Forme di penitenza. Espiazione.

5 Meditazione. L’umiltà. Lc 18,31. Umiltà verso Dio, con noi stessi, verso il prossimo. Umiltà in famiglia e in comunità.

6 Meditazione. La speranza. Gv 10 (vedi corsi precedenti).

7 Meditazione. La Santa Messa. Lc 22. Le sette Parole (vedi corsi precedenti). 8 Meditazione. La carità.

307 Ct 8,7. 308 Cfr Mt 14,24-32. 309 Eb 10,5-7. 310 Cfr Ef 6,11. Gv 20,11. Maria di Magdala311. Gesù presente, Risorto, nostra vita. Vivere una vita da risorti. Distacco dalle cose della terra, spirito di povertà. Vivere la carità perché l’amore del Signore trionfa. Come è grande la carità che deve informare tutto. Gli effetti della comunione che ci unisce a Gesù Risorto. Come prepararsi e come ringraziare. Il cristiano fa tutto per amore e il modo è proprio il contatto vivo con Gesù che si dona in noi nella Comunione.

9 Meditazione. Il Programma. Pr 8. Centralità della devozione a Maria Santissima. Il Rosario, come viverlo. Tutto con la Madonna. Con dipendenza da Lei. Messa e Comunione. Il programma familiare e comunitario.

311 Cfr Gv 20,11-18.

(26) Esercizi Spirituali alla Comunità dell’Ascensione Sant’Ilario, 16-17-18 Novembre 1984

Introduzione. Ct 8. Aquae multae312. Entrare nella grazia del mistero con l’amore. Invocazione dello Spirito Santo. Intelligenza, docilità, umiltà. Penitenza, silenzio.

1 Meditazione. La Fede. Gv 2. Le nozze313. Grandezza della fede di Maria Santissima. Scorrere tutta la sua vita fino all’ora di Gesù e sua. Che cosa è credere. La nostra fede. La richiesta di Gesù. Le deficienze della nostra fede. Come farla crescere. La meditazione. Come è: il metodo, l’orario, deve essere il primo e quotidiano lavoro.

2 Meditazione. L’Obbedienza. Eb 10. “Ecco vengo”314. Tutta la vita di Gesù è stata obbedienza. Esemplificazione. Come ce lo ha insegnato. Quale deve essere la nostra. Qualità. La nostra preghiera: adorazione, lode, amore, ringraziamento. Come desiderare la volontà di Dio. Siamo fatti per la sua gloria. La lode a Dio metodo di vita. La propiziazione. L’ascolto dello Spirito Santo. La ricerca in tutto della sua volontà.

3 Meditazione. Santificazione delle azioni ordinarie. Mc 3,33. “Chi è mia madre?”. Esame della infanzia di Gesù e della vita di Nazaret. (Vedi schemi precedenti).

4 Meditazione. Il peccato e la penitenza. Gv 12. “Se il chicco”315. La penitenza di Gesù e la nostra. (Vedi schemi precedenti).

5 Meditazione. L’umiltà. Lc 18,31. Il correggere i nostri difetti. (Vedi schemi precedenti).

312 Ct 8,7. 313 Cfr Gv 2,1-11. 314 Eb 10,7. 315 Gv 12,24. 6 Meditazione. La speranza. Gv 10. Il Buon Pastore316. (Vedi schemi precedenti).

7 Meditazione. La Santa Messa. Lc 22. Istituzione dell\'Eucaristia317. Le sette Parole di Gesù in Croce (vedi schemi precedenti).

8 Meditazione. La Comunione. Gv 20,11. Maria di Magdala318. (Vedi schemi precedenti).

9 Meditazione. Il Programma. Pr 8. Centralità della devozione alla Madonna. (Vedi schemi precedenti).

316 Cfr Gv 10,11-16. 317 Cfr Lc 22,14-18. 318 Cfr Gv 20,11-18.

(27) Esercizi Spirituali alla Comunità della Natività Sant’Ilario, 19-20-21 Novembre 1984

Introduzione. Ct 8. Aquae multae319. La logica dell’amore. Entrare nei misteri di amore. Lasciarsi investire. Invocazioni dello Spirito Santo. Pregare molto, anche il Padre vi darà lo Spirito320. Umiltà. Riflessione. Grande grazia per noi e per gli altri. Silenzio, generosità, riconoscenza. Maria Santissima guida e modello.

1 Meditazione. La Fede. Gv 2. (Vedi schemi precedenti).

2 Meditazione. La Preghiera. Eb 10. L’obbedienza di Gesù321. Ha fatto sempre la volontà del Padre. La sua preghiera. La nostra come ascolto, adorazione, amore, lode, ringraziamento. Riformare la nostra preghiera. I mezzi.

3 Meditazione. La santificazione delle azioni ordinarie. Mc 3,33. “Chi è mia madre”. (Vedi schemi precedenti).

4 Meditazione. Il peccato e la penitenza. Gv 12. “Se il chicco di grano”322. (Vedi schemi precedenti).

5 Meditazione. L’umiltà. Lc 18,31. (Vedi schemi precedenti).

6 Meditazione. La speranza. Gv 10. “Io sono il buon Pastore”323. (Vedi schemi precedenti).

7 Meditazione. La Santa Messa. Lc 22,14. Le sette parole di Gesù in Croce.

319 Ct 8,7. 320 Cfr Lc 11,13. 321 Cfr Eb 10,5-7. 322 Gv 12,24. 323 Gv 10,11. (Vedi schemi precedenti).

8 Meditazione. La Santa Comunione. Gv 20,11. (Vedi schemi precedenti).

9 Meditazione. Il programma. Pr 8. (Vedi schemi precedenti).

QUADERNO 41 - Maria Santissima (1984) − SOMMARIO324 Maria Santissima 2 Maria Madre 6 Immacolata 8 Annunciazione 9 Visitazione 11 San Giuseppe 13 Nascita a Betlemme 14 Presentazione 16 I tre giorni nel Tempio. Nazaret 17 Maria e la vita pubblica di Gesù 19 La Compassione di Maria Santissima 20 L’agonia di Gesù nell’orto 23 Morte in Croce 24 La Croce 25 Risurrezione 26 Ascensione 27 Pentecoste 28 Assunzione 29 La Regalità di Maria Santissima 31 L’Obbedienza di Gesù al Padre 34 La Fede 35 La Speranza 39 La Carità verso Dio 41 La Carità verso il prossimo 42 Il Rosario 43 La Prudenza 47 La Fortezza 48 La Pazienza 49 Povertà 50 Gioia 51 La Confessione. Penitenza 52 Esercizi Spirituali alla comunità della Risurrezione (16-18 Agosto) 53 Esercizi Spirituali alla comunità dell’Immacolata (20-22 Agosto) 58 Esercizi Spirituali alla comunità di Maria Regina (24-26 Agosto) 62 Esercizi Spirituali ai gruppi “San Pietro”, “Santo Nome di Gesù” (27-29 Agosto) 66 Esercizi Spirituali ai gruppi “San Giovanni Apostolo” e Prima Superiore (30-31 Agosto/1 Settembre) 69 Esercizi Spirituali ai gruppi “Regina degli Angeli”, “Stella del mattino” (2-4 Settembre) 72 324 Inserito in fase di redazione. Esercizi Spirituali ai gruppi “Preziosissimo Sangue” e Seconda Media (5-7 Settembre) 75 Esercizi Spirituali ai gruppi “Luce”, “Madre Purissima” (8-10 Settembre) 78 Ritiro Spirituale al gruppo che entra in Prima Media (11 Settembre) 81 Esercizi Spirituali al gruppo “Gioia di Dio” (12-14 Settembre) 82 Esercizi Spirituali al gruppo “Santa Maria della Vittoria” (15-17 Settembre) 85 Esercizi Spirituali ai gruppi “Domus Aurea”, “Magnificat” (18-20 Settembre) 88 Esercizi Spirituali alla comunità della Pentecoste (21-23 Settembre) 91 Esercizi Spirituali ai gruppi “Spirito Santo”, “Sant’Eulalia”, “Eucarestia” (24-26 Settembre) 94 Esercizi Spirituali ai gruppi “Cenacolo” e “Gloria di Dio” (28-30 Settembre) 97 Esercizi Spirituali alla comunità della Visitazione (6-8 Ottobre) 100 Esercizi alla comunità della Croce (9-11 Ottobre) 102 Esercizi Spirituali alla comunità della Annunciazione (12-14 Ottobre) 105 Esercizi Spirituali alla comunità di Cristo Re (15-17 Ottobre) 108 Esercizi Spirituali alla comunità della Assunzione (19-21 Ottobre) 111 Esercizi Spirituali alla comunità di Presentazione (22-24 Ottobre) 114 Esercizi Spirituali alla comunità Maria Madre della Chiesa (26-28 Ottobre) 116 Esercizi Spirituali ai gruppi “Amicizia”, “San Domenico Savio” (2-4 Novembre) .........................................................................................................................118 Esercizi Spirituali al gruppo “Donne” (6-8 Novembre) 120 Esercizi Spirituali al gruppo “Sacro Cuore” con altre (9-11 Novembre) 122 Esercizi Spirituali alla comunità dell’Ascensione (16-18 Novembre) 124 Esercizi Spirituali alla comunità della Natività (19-21 Novembre) 126

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    Umberto Roversi

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