20/04/1975 - Vespro IV Domenica Pasqua

Sant'Ilario d'Enza, 20/04/1975
Catechesi a Vespro

Ascolta l'audio

Nella cappella dedicata a san Macario vi anche l’immagine di santa Lucia. Parliamo questa sera un momento di lei. Le notizie storiche sicure di santa Lucia sono pochissime, sappiamo che era di Sicilia, di Siracusa, e che ha subito il martirio nella grande persecuzione di Diocleziano, all’inizio del 300. Attorno alla sua immagine sono fiorite molte leggende, molti racconti, sui quali si deve dire solo una cosa, che le generazioni cristiane sono sempre rimaste impressionate dalla figura della “vergine martire”, e che questa sensibilità ha creato cose, racconti, che, se non hanno una storicità, dicono però qualche cosa lo stesso; dicono come questa ammirazione prende particolari forme, particolari aspetti, secondo la cultura e il tempo in cui sorge, ma dice un amore, dice un entusiasmo, che veramente commuovono. Perché una ragazza che si consacra totalmente al Signore, una ragazza che vive profondamente questa sua vocazione di dono, già vive una specie di martirio, perché supera tutto, perché realizza una pienezza, che è di esempio per tutta la chiesa. Le vergini nella chiesa rappresentano proprio l’unione con Gesù. La vergine rinuncia a uno sposo terreno per avere solo Gesù, perché vuole che il suo cuore non sia di nessun altro, neanche nel bene non vuole avere nessun altro interesse, non vuole avere nessuna altro punto di attrazione: solo Gesù. Questo richiede tanta forza, questo richiede tanto senso di Dio, richiede un grande peso di perseveranza. Quando questa vergine realizza un vertice di consacrazione com’è nel martirio, ecco, allora tornano le parole di sant’Agostino: quando ho detto vergine, quando ho detto martire, ho detto tutto! Santa Lucia ci è presentata proprio così, dedita ad una vita profonda di fede, vissuta in quel tessuto che era ancora in tanta parte pagano, una vergine senza dunque compromessi, senza mezze cose, viveva nel mondo, ma il mondo non la toccava, il mondo non la influenzava; e, quando la persecuzione è esplosa violenta, non ha minimamente dubitato: si è immolata. Vorrei perciò noi meditassimo. Già dicevamo stamattina: il battesimo è la nostra grande consacrazione; dicevamo ancora: oggi dobbiamo pregare per le vocazioni speciali. Ecco, l’esempio lo abbiamo forte. Il nostro battesimo deve essere vissuto così, senza diminuirne mai la portata, questa prima fondamentale consacrazione di cui non si dà una maggiore, deve essere vissuta secondo la chiamata che ci ha dato Dio, ma in totalità, fino in fondo e dobbiamo perciò apprezzare un tipo di vita dato a Dio senza misure. Dobbiamo apprezzare ancora le vocazioni particolari e pregare. Abbiamo la vocazione al sacerdozio, abbiamo la vocazione nell’ordine religioso, sono grandi cose! Lo Spirito Santo le susciti anche tra di noi, perché una comunità cristiana autentica deve poterle esprimere, deve essere ritenuta dal Signore sufficientemente degna di poterne avere, perché sarebbe indubbiamente di somma utilità per tutti.

CODICE 75DLV01363N
LUOGO E DATA Sant'Ilario d'Enza, 20/04/1975
OCCASIONE Catechesi a Vespro
DESTINATARIO Comunità Parrocchiale
ORIGINE Registrazione
ARGOMENTI Santa Lucia vergine e martire
Condividi su
MOVIMENTO FAMILIARIS CONSORTIO
Via Franchetti, 2
42020 Borzano
Reggio Emilia
Tel: + 39 347 3272616
Email: info@familiarisconsortio.org
Website: familiarisconsortio.org
  • “È evidente come Don Pietro abbia vissuto il suo sacerdozio
    tra la vita delle persone, condividendo tutto. 
    In fondo, forse, è il segreto più prezioso che ci ha svelato.”
    Umberto Roversi

© 2022 Movimento Familiaris Consortio | Via Franchetti, 2 42020 Borzano (RE) | info@familiarisconsortio.org |Privacy Policy | COOKIE POLICY | SITEMAPCREDITS