Rm 6, 5-7 (salterio sesta domenica di Pasqua) Come dice l’apostolo, il tracciato della nostra vita spirituale è un tracciato che ricalca la vita di Cristo. Questa misteriosa morte e questa misteriosa risurrezione. Il cristiano sa che la sua vita non può essere retta solo da principi di saggezza morale. Un cristiano supera l’equilibrio dei filosofi. Il cristiano aderisce a Cristo. Aderisce alla verità di Cristo. Aderisce all’amore di Cristo. E come Cristo si è sottomesso alla volontà del Padre e ha compiuto tutto con profonda dedizione, così è il cristiano. Come Cristo ha detto: “Sono venuto dal Padre e ritorno al Padre” (cfr. Gv 16, 28), il cristiano sa che, generato come figlio di Dio nel battesimo, deve maturare attraverso tutte le vicissitudini della vita il proprio dono, la propria oblazione per tornare poi al Padre. E si matura così, come abbiamo letto nell’apostolo, si matura in una morte mistica. Il morire al nostro egoismo, alle nostre passioni, al senso indiscriminato di piacere. Crocifiggere la carne, per entrare in quel dominio sereno e forte che è proprio di coloro che con Cristo sono dei risorti. Ecco vorrei che capissimo bene come gli impedimenti della nostra vita morale tante volte dipendono da una visione troppo parziale, da una miopia spirituale che è tremendamente dannosa. Dobbiamo essere buoni, dobbiamo fare il bene, dobbiamo amare tutti, ma non semplicemente fermandoci ad una considerazione umana. Dobbiamo essere così perché come figli di Dio dobbiamo continuare Cristo. Continuarlo. Un cristiano è un prolungamento di Cristo. E noi sappiamo che la chiesa costituisce la pienezza di Cristo. Il cristiano che vive profondamente la sua fede la vive nella chiesa, la vive nella missione della chiesa. Come meditavamo stamattina, c’è un travaglio, ma che termina nella Gerusalemme celeste, c’è un travaglio nella città terrena per entrare in quelle porte, per entrare in quella gloria che il Signore desidera partecipare a tutti. Viviamo allora con entusiasmo la nostra vita morale vedendo con quale generosità, con quale impegno, con quale disponibilità noi possiamo, giorno per giorno, testimoniare a tutti il nostro essere risorti in Cristo, con Cristo.
| CODICE | 80EAV01365N |
| LUOGO E DATA | Sant'Ilario d'Enza, 11/05/1980 |
| OCCASIONE | Catechesi al Vespro VI domenica di Pasqua anno C |
| DESTINATARIO | Comunità Parrocchiale |
| ORIGINE | Registrazione |
| ARGOMENTI | Cristo e il cristiano |
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