13/04/1980 - Omelia Domenica Albis Matrimonio

Sant'Ilario d'Enza, 13/04/1980
Omelia, II Domenica Tempo Pasquale - Anno C - Matrimonio

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At 5, 12-16; Ap 1; Gv 20, 19-31

“I discepoli gioirono al vedere il Signore” (*Gv 20, 20). Anche noi siamo in festa, siamo in gioia, perché anche noi, nella fede, vediamo il Signore. Ogni Sacramento è segno della sua presenza, è mirabile segno della sua azione di salvezza. Nel matrimonio, Sacramento grande, il Signore si manifesta particolarmente nella forza e nella grazia del suo amore. Il Signore si manifesta. Ecco perché noi vogliamo essere in particolare, profonda letizia: in mezzo a noi c’è il Signore e c’è il Signore risorto, che comunica a noi la forza della sua mirabile redenzione.

E vorrei che soprattutto sulla fede noi facessimo la nostra riflessione: “Perché mi hai veduto, Tommaso, tu hai creduto; beati quelli che, pur non avendo visto, crederanno” (*Gv 20, 29). Noi vogliamo entrare in questa beatitudine: la beatitudine, la serenità, la sicurezza di chi profondamente vive la sua fede.

Siamo riuniti in preghiera e invochiamo particolarmente questo agli sposi: una fede viva, una fede profonda, una fede di testimonianza, una fede operante. Senza fede, l’uomo è senza luce; senza fede, l’uomo brancola e si agita nel buio.

Noi vi invochiamo una fede grande, quella fede che vi ha condotti qui, davanti all’altare, a scambiarvi il dono del vostro amore, quella fede che vi deve accompagnare in ogni momento, in tutte le circostanze, liete o tristi, in tutte le situazioni che avverranno nella vostra vita.

Fede vuol dire accogliere la parola di Dio, ritenerla il tesoro più prezioso. Dio ci ha amato e nel suo amore ci ha parlato, e la sua Parola è l’elemento fondamentale della vita cristiana: la sua Parola.

Vi desideriamo che, alla luce di questa Parola, vengono risolti i vostri problemi, vengono risolte le vostre diverse situazioni, le vostre diverse preoccupazioni. La Parola di Dio! Vivete della Parola di Dio! Meditatela ogni giorno! Confrontatevi sempre con questa Parola! Le parole degli uomini sono come sabbia e le generazioni si susseguono alle generazioni, illuse e tormentate dalla parola degli uomini; ma la Parola di Dio riamane in eterno. La Parola di Dio è la vera roccia, su cui costruire la vita. Vivete della Parola di Dio, ogni giorno; tenetela sempre davanti a voi e accostatevi, con una vicinanza forte, alla Parola di Dio, che è voluta essere in mezzo a noi e si è incarnata, perché la Parola di Dio si è fatta carne ed ha abitato tra di noi.

La mensa eucaristica è la comunione col Verbo di vita, è la comunione con la redenzione del Cristo, perché la sua redenzione non è un dono e basta: la sua redenzione richiede la nostra collaborazione, richiede il nostro lavoro, il nostro sì, la nostra cooperazione.

Se è bello e se è sicuro essere cristiani, è impegnativo essere cristiani, perciò metterete a servizio della Parola di Dio il vostro amore, la vostra opera, la vostra generosità. E nella luce di questa parola realizzerete ciò che vi è di meglio: realizzerete quella carità che, somma, deve restare tra di voi! Amatevi profondamente, amatevi tutta la vita, amatevi in un crescendo continuo; amatevi, perché Cristo vi dà la sua Parola, vi dà cioè il suo sostegno, vi dà la fede. E così, siate per tutti un motivo di richiamo e di bene, siate cioè secondo la Parola di Dio in testimonianza. Ogni giorno ubbidirete a quella parola che dice: “Metti qua il tuo dito e guarda” (*Gv 20, 27).

Unendovi a Cristo, potrete operare cose veramente sante, cose veramente profonde, cose belle. Il Cristo, il Figlio di Dio, a Lui donate tutti voi stessi; donatevi in una umiltà, in una serenità, in una operosità per voi, per tutta la Chiesa.

Sia la vostra testimonianza completa, per tutti, per tutti coloro che hanno bisogno di fede e hanno bisogno di amore. Credendo, abbiate la vita nel suo nome; credendo, collaborate perché si possa essere in questa generosità, perché si possa camminare secondo lo Spirito.

A Cristo Signore, a Cristo, Re e Signore, a Cristo, Re dell’universo, a Cristo, che nella sua risurrezione è stato proclamato il Signore, offrite la vostra vita, offrite il vostro amore, offrite la vostra opera; non siate solo per voi, siate per tutti e vivete così, come Cristo Signore ci ha insegnato.

“Sei tu re?” gli chiese Pilato, “Sì, io lo sono, ma il mio regno non è di questo mondo” (*Gv 18, 37). A Cristo Re, offrite così con umiltà tutto quello che con la sua grazia, con la grazia dello Spirito, realizzerete giorno per giorno.

CODICE 80DCO01361E
LUOGO E DATA Sant'Ilario d'Enza, 13/04/1980
OCCASIONE Omelia, II Domenica Tempo Pasquale - Anno C - Matrimonio
DESTINATARIO Comunità Parrocchiale
ORIGINE Registrazione
ARGOMENTI La beatitudine della fede
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