03/01/1975 - Omelia Feria Natale Primo venerdi mese

Sant’Ilario d’Enza 03 /01/1975 – primo venerdì 1975
Omelia

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Le intenzioni proposte dall’apostolato della preghiera per il mese di gennaio sono:

Perché, con la conversione del cuore, scopo dell’Anno Santo, si promuova il vero ecumenismo.

Perché le giovani Chiese, nell’inserire il vangelo nelle loro istituzioni civili, esprimano l’universalità dell’annuncio cristiano.

La preghiera giaculatoria: Cuore di Gesù, manda santi sacerdoti e ferventi religiosi alla tua Chiesa.

Ed è proprio così, in questo primo venerdì dell’Anno Santo, che vogliamo fare la nostra riflessione, così, nello scopo dell’Anno Santo, per la salvezza di tutti gli uomini, per l’unione di tutte le Chiese.

Abbiamo ascoltato Giovanni Battista indicare Gesù come l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo. S. Paolo commenterà:” Egli, Gesù ,è la nostra propiziazione, è la nostra pace”.

Gesù ci ha salvati mediante la sua obbedienza al Padre, mediante l’accettazione della sua immolazione: ha accettato e ha accettato con amore, ha accettato con quell’amore che non può esservene uno maggiore, l’amore verso il Padre e l’amore verso gli uomini.

Ed è proprio così nel suo amore che noi siamo chiamati a collaborare.

Il significato del primo venerdì del mese è sempre in questa piena collaborazione. Riparare i peccati non è semplicemente fare dei lamenti: riparare i peccati è offrire in pienezza la nostra vita, è offrire il nostro lavoro, le nostre tribolazioni, le nostre incertezze, è offrire ogni giorno ciò che il Signore, con la sua provvidenza dispone; dispone per noi ed è fatica, è impegno, è generosità, è umiltà, è servizio.

Noi vogliamo santificare quest’anno in questo impegno profondo di fede, sapendo che il servizio del Signore comporta ogni giorno qualche cosa. L’oziosità non ha posto nel regno di Dio: l’oziosità è rifiutarlo. Tornano le parole del padrone nella parabola: “Perché state qui oziosi?”

L’attivismo nostro di collaborazione dev’essere pieno, in tutti i sensi. Non c’è perciò da indugiare, non c’è da chiudersi in se stessi, non c’è da cercare delle evasioni: il nostro impegno per il regno di Dio dev’essere completo, così come lo è stato per Gesù.

Gesù ha voluto che i suoi fossero nella gloria con Lui, ma che questa gloria: “Ecco, Io vi vado a preparare un posto”, fosse ben meritata. Nessuno entra in paradiso gratuitamente. Nessuno entra in paradiso semplicemente perché ha compiuto alcuni riti. La prova vera dell’amore è la presentazione delle nostre opere.

Ecco. Primo venerdì del mese dice: questo mese dev’essere ricco di opere buone. Fallo ricco e offrilo, portalo all’altare, uniscilo al sacrificio di Gesù, impegnati! Da parte tua porterai poco, ma si verificherà il gesto del Signore quando ha moltiplicato il pane, si verifica la parola del Signore che può suscitare dai sassi dei figli ad Abramo.

Un impegno serio in un amore profondo, un impegno serio per collaborare affinché tutti riconoscano in Gesù la salvezza e i cristiani di ogni confessione diano al mondo l’esempio vivo dell’unità e della pace.

CODICE 75A2O01321P
LUOGO E DATA Sant’Ilario d’Enza 03 /01/1975 – primo venerdì 1975
OCCASIONE Omelia
DESTINATARIO Comunità parrocchiale
ORIGINE Registrazione
ARGOMENTI La nostra offerta in unione a Gesù
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  • “È evidente come Don Pietro abbia vissuto il suo sacerdozio
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