03/06/1976 - Omelia Giovedi VII Pasqua Nov Pent 7

Sant’Ilario, 03/06/1976
Omelia, Giovedì VII settimana Tempo Pasqua, Novena Pentecoste - VII giorno

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At 22, 30; 23, 6-11; Gv 17, 20-26

Dunque Gesù nella sua preghiera dice: “Voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me, dove sono io” (Gv 17, 24). La nostra strada è per il Paradiso, al Paradiso noi dobbiamo arrivare, dove non c’è più sofferenza e dolore, dove non c’è più incertezza e angoscia, dove c’è la gioia nella forma più alta, dove c’è la serenità assoluta, dove c’è la pace che non conosce incrinature.

Quella virtù, che ci conduce attraverso tutte le difficoltà per la strada da arrivare lassù, voi ricordate qual è questa virtù, è la virtù della prudenza, certo non la prudenza umana, ma una prudenza che, voi ricordate, è infusa nell’anima da Dio. È la prima di quelle virtù che noi chiamiamo “cardinali”, basilari cioè. E’ una virtù infusa, mediante la quale noi sappiano scegliere, noi sappiamo orientarci, noi sappiamo vincere le difficoltà.

Il cristiano è un uomo prudente. Il Signore ha raccomandato a noi la prudenza e ha detto: “Voi siate prudenti” (Mt 10 16) e ci ha portato un esempio, preso così dal mondo che ci circonda: “Siate prudenti come i serpenti” (ib.) ed è una prudenza di Spirito Santo, non è la tortuosità che distingue l’uomo del mondo. Ecco perché il Signore ha aggiunto: “e siate semplici come le colombe” (ib.).

La virtù della prudenza ci insegna ad essere cauti, ci insegna ad essere misurati, ci insegna quell’equilibrio, quella scelta serena delle cose, non per quello che appaiono, non per quello che luccica, ma per quello che vale.

Ecco perché la prudenza rifiuta la negligenza, la prudenza rifiuta l’attaccamento esagerato alle cose di questo mondo. Ecco perché la prudenza ci vuole fare andare con passo spedito.

Orbene, quando un’anima è veramente unita al Signore, ecco lo Spirito Santo che perfeziona questa virtù (REGISTRAZIONE INTERROTTA) con il dono del Consiglio e il dono del Consiglio perfeziona il nostro discernimento, il nostro scegliere. Con questo dono l’anima intuisce, ha un istinto soprannaturale infallibile nello scegliere le cose che fanno maggior bene agli altri, è perciò un grande ausilio anche per gli altri. Lo abbiamo visto nei santi e tuttora le anime che hanno questo dono sono pronte e docili. Chiedere questo dono è saper prendere le scorciatoie dello Spirito Santo, è camminare di più.

“Beati i misericordiosi”: è la strada di Dio la misericordia e noi non possiamo scegliere niente di meglio che la via del dono e dell’amore. Invochiamo questo dono per noi, per i bambini che hanno fatto la prima Confessione e che hanno ricevuto la prima misericordia, per i loro genitori e per coloro che attendono alla loro santificazione.

CODICE 76F2N01366N
LUOGO E DATA Sant’Ilario, 03/06/1976
OCCASIONE Omelia, Giovedì VII settimana Tempo Pasqua, Novena Pentecoste - VII giorno
DESTINATARIO Comunità parrocchiale
ORIGINE Registrazione
ARGOMENTI Prudenza, Consiglio, Beati i misericordiosi
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