01/02/1976 - Omelia IV Domenica Ord ore 630 e 815 Festa SG Bosco

Sant'Ilario d'Enza, 01/02/1976
Omelia, IV Domenica Tempo Ordinario - Anno B - Messa ore 6, 30 e 8, 30 - Festa san Giovanni Bosco

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Dt 18, 15-20; 1 Cor 7, 32-35; Mc 1, 21-28

OMELIA ORE 6, 30

Si presenta a noi oggi Gesù come il Maestro, colui che è venuto ad insegnare la Parola, a guidarci nell’osservare la volontà del Padre celeste. Gesù il Maestro. E come allora erano stupiti e come allora erano ammirati, ecco, si pone il problema della nostra posizione di discepoli: noi dobbiamo essere i discepoli di Gesù attenti, umili, fervorosi. Ascoltare Gesù, perché solo lui può darci il vero nutrimento dello spirito, perché solo lui ci insegna sempre di più a capire il senso della vita, a vivere nella grazia del Signore.

Vorremo allora proporci in questa domenica particolarmente tre cose.

La prima: vorremo sempre di più proporci di apprezzare quella Parola divina, di sentire la gioia di avere uno come Gesù, che ha una parola risolutiva su tutti i problemi della nostra vita. Tante volte restiamo perplessi di fronte alle ondate di errori, tante volte restiamo sgomenti di fronte alla proclamazione di cose inverosimili, alla proclamazione di principi così totalmente sbagliati e seguiti da tanti. Porci sul piano della sicurezza è proprio metterci così, a sentire Gesù che è l’unico Maestro, che è l’unica guida, che è l’unico che ha una parola che scende fino in fondo al cuore e lo trasforma.

La seconda cosa, che ci proporremo, è di accogliere questa Parola di Dio con molta fede e molta umiltà, specialmente quando ci è annunciata nella Messa. Nella Messa abbiamo la Liturgia della Parola, che ha un’importanza vitale. Noi non veniamo solo a Messa per adorare, per dire delle nostre cose, veniamo a Messa per ascoltare ed è proprio nell’ascolto di Gesù una delle grandi ricchezze della Messa. La Messa ci dà la sua Parola che non tramonta, la sua Parola che va bene per tutti gli uomini e va bene per ogni uomo; ognuno può dire: questa è la Parola per me, questo è l’insegnamento per me.

La terza cosa, che ci proporremo, è un nutrire la nostra preghiera di Parola di Dio. Dobbiamo sentire com’è giusto che la nostra preghiera sia posata sulla sua Parola. La nostra preghiera non può essere semplicemente un chiedere, deve essere ancora un conoscere, deve essere ancora un ammirare, deve essere ancora un preciso insegnamento. Meditare sulla Parola di Dio, ecco, meditarla durante la nostra giornata, mentre ci occupiamo di tante cose. Tener sempre nel nostro cuore la Parola di Dio e far sì che diventi fruttuosa momento per momento, soprattutto nei momenti di prova, nei momenti di desolazione, nei momenti di difficoltà, seconda la parola detta nella Sacra Scrittura nel Salmo: “E’ luce per i miei passi la tua parola” (Sal 119), ecco, che lo sia per ognuno di noi. Ripetiamo al Signore: Signore, parlaci! Tutto il mondo taccia. Io voglio ascoltare solo te, perché solo in te, Gesù, c’è veramente la vita. Solo in te, Gesù, c’è veramente l’amore. Solo in te, Gesù, c’è la forza che ci libera da tutti i nostri condizionamenti, da tutte le nostre miserie.

OMELIA ORE 8, 30

La Liturgia oggi sottolinea il profetismo, ci fa ascoltare il massimo dei profeti dell’Antico Testamento, Mosè, la sua parola severa, che ammonisce di non credere ad ognuno che si proclama profeta. E poi ecco san Paolo, che ci sottolinea una qualità che deve avere il profeta: la disponibilità al Signore, il distacco da tutte le cose terrene. E poi Gesù, il grande profeta: “Un grande profeta è sorto tra noi”. E bene meditiamo sul profetismo, oggi che celebriamo un profeta dei nostri tempi, un profeta venuto, suscitato da Dio, per il grande problema dei nostri tempi: la gioventù. Celebriamo don Bosco, don Bosco che seppe antivedere i tempi, don Bosco che seppe dare una parola e soprattutto seppe con il suo esempio indicare la strada giusta.

Dobbiamo ricordare come il carisma dell’essere profeta sta qui: nel portare, nel saper portare, nel saper trasmettere la Parola di Dio. Il profeta è uno che parla in nome di Dio. Quando noi siamo stati battezzati, siamo stati uniti al Cristo e ognuno di noi ha la capacità di portare la Parola del Signore, di portarla nella propria vita e di trasmetterla. Ogni cristiano in questo senso può essere profeta, ne ha il dono, proprio per quell’intima partecipazione alla vita del Cristo che è data dal Battesimo.

Dobbiamo ricordare però che più un dono è alto, più non è facile portarlo. Come è molto facile illudersi di parlare in nome dello Spirito Santo, come è molto facile credere di portare solo la Parola di Dio e invece portare le nostre idee, i nostri sentimenti e svisare questa Parola! Come è molto facile far dire al Vangelo quello che il Vangelo non dice! Come è molto facile credersi ispirati e certamente non esserlo!

La grazia del poter portare bene è una grazia che è propria di coloro che sono molto umili, che sono molto distaccati da se stessi, che vogliono un'unica cosa: la gloria di Dio, non l’affermazione di se stessi. Ecco perché si parla, nella seconda Lettura, di verginità e si capisce come san Paolo la consigli, e si capisce come la Chiesa vuole che i suoi sacerdoti, che hanno un ufficio così alto e così delicato, siano vergini, sappiano amare solo il Signore, sappiano rifiutare ogni amore umano, anche legittimo. Il sacerdote è posto in vetta. La Chiesa non costringe nessuno a diventare sacerdote, ma ordina unicamente coloro che le dicono, e lei lo constata, di avere il carisma della consacrazione totale, giustamente, quando il sacerdote è confessore, quando il sacerdote è maestro, quando il sacerdote presiede l’Eucaristia.

In san Giovanni Bosco noi troviamo un mirabile modello, che noi oggi particolarmente invochiamo, perché ci aiuti a vivere bene il mistero della Parola di Dio, perché con la sua intercessione ci sia vicino, perché il tipo nostro di educazione sia come voluto adesso dallo Spirito Santo, perché la nostra gioventù si educhi, così, nel timore e nell’amore di Dio e senta che è chiamata a una grande responsabilità. Non è una piccola cosa possedere la giovinezza: è il fiore della vita! Ma possedere la giovinezza è estremamente amaro se la si sciupa, se la si rovina, se si va dietro alla prima voce che grida forte. I giovani devono sentire di essere chiamati a una grande missione in questo mondo, devono portare il Signore con l’entusiasmo dei loro anni, con l’energia a loro propria, devono portarlo in tutti gli ambienti.

Ecco perché noi diciamo: guardate a questo profeta, a don Bosco, guardate a lui e ascoltate il suo insegnamento, ascoltate quello che lui ha detto di bene e quello che lui ha avvisato per il male. Guardate a lui e invocatelo. A lui abbiamo dedicato il nostro oratorio non a caso, ma ben persuasi che l’oratorio nostro dovrà diventare una scuola di vita cristiana. Ed abbiamo bisogno di ispirarci continuamente ad un grande educatore e guardiamo a don Bosco, a lui con molta sicurezza.

E così oggi resti la nostra invocazione, perché possiamo terminare l’edifico materiale, voi sapete quante preoccupazioni ci procura, perché possiamo terminarlo come un ambiente, perché il luogo possa favorire una presa di posizione ben precisa nell’ordine del Vangelo, perché i nostri ragazzi, le nostre ragazze siano sempre così in un ordine ben preciso di vita cristiana. Tutto il resto non conta: conta che le anime nostre si arricchiscano della grazia di Dio e possano adempiere la propria missione. I ragazzi devono prendere, per poter dare. Ecco ciò che veramente noi oggi invochiamo: che i nostri giovani siano sempre molto bravi, siano sempre molto pronti, che sentano che la vita vale se è di Dio, che la vita vale se è donata per Iddio, che la vita vale se insieme realizziamo in pienezza la nostra vocazione di essere Chiesa, Chiesa che riceve per dare, Chiesa amata da Dio per amare, Chiesa donata di carismi meravigliosi perché il mondo, che è così povero, che è così debole, possa ricevere nella luce di Dio, nell’insegnamento di Cristo.

CODICE 76B0O01333N
LUOGO E DATA Sant'Ilario d'Enza, 01/02/1976
OCCASIONE Omelia, IV Domenica Tempo Ordinario - Anno B - Messa ore 6, 30 e 8, 30 - Festa san Giovanni Bosco
DESTINATARIO Comunità Parrocchiale
ORIGINE Registrazione
ARGOMENTI Gesù Maestro, San Giovanni Bosco
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