At 2, 14. 22-32; Mt 28, 8-15
“Con timore e gioia grandi” (Mt 28, 8).
Questo sentimento, che avevano le donne testimoni della Resurrezione e che è proprio della prima Chiesa, deve essere anche nostro, per cui ripetiamo che siamo dei risorti e che ogni giorno è un giorno fatto dal Signore e dobbiamo rallegrarci ed esultare. È proprio del cristiano avere la gioia, avere la pace interiore, è proprio, è caratteristico. Chi non ha questa gioia e questa pace, deve interrogarsi seriamente sul suo cristianesimo, perché facilmente è difettoso. Un cristiano è nella gioia, una gioia sconosciuta a chi non possiede Gesù risorto. Avete sentito, i nemici di Gesù cercano una pace effimera, coi soldi: hanno pagato Giuda, adesso pagano i soldati e dicono: “Prendete, vi libereremo da ogni noia” (Mt 28, 13-14). Quando uno non accetta dalla mano di Dio, quando uno va contro i piani di Dio, non è possibile la pace, assolutamente. Quindi il proposito che dobbiamo fare, come logica conseguenza della festa della Pasqua, deve essere proprio questo: rimanere nella gioia, perché rimanere nella gioia è segno che si lotta, è segno che ci si sforza, è segno che si superano le facili tentazioni di stanchezza e di avvilimento. Abbiamo fatto la Quaresima e abbiamo maturato dei propositi, si tratta allora di mantenerli in questo Tempo pasquale e la Liturgia insiste perché li manteniamo, restando nella gioia. “L’anima mia esulta nel Signore” (Lc 1, 47) – dice il Salmo responsoriale – “Esulta”, poi continua il Salmo 15 (v. 9): “Gioisce il mio cuore, esulta la mia anima, anche il mio corpo riposa al sicuro”. La gioia cristiana ha un fondamento teologico ben chiaro. Il fondamento è questo: Dio è Padre e non permette che noi siamo tribolati inutilmente e che noi siamo superati dalle tentazioni. Dio è Padre e ci ha predestinati, ci ha visti in Cristo e Cristo ha vinto la morte e il peccato e Cristo ha definitivamente rotto ogni vuoto della vita. Non c’è una vita nuova, non c’è una vita nuova senza Cristo e la vita nuova in Cristo è fatta di amore. Dirà l’apostolo San Paolo “Quando uno possiede l’amore di Dio, tutto serve e niente può essere contrario”. Tutto serve a chi ama Dio: è questa certezza che tutte le cose nostre valgono, valgono per noi, valgono per gli altri, valgono per la Chiesa, valgono per il mondo; è questa sicurezza basilare, sulla quale si fonda la nostra grande esultanza di ogni giornata. Non chiediamo privilegi a Dio. Anche noi siamo soggetti come gli altri a tutte le miserie della vita, ma ogni miseria è un merito, se accettata e offerta, ma ogni nostra sofferenza è fatta sua da Cristo, in ogni nostra lotta c’è Lui. Ecco l’abbandono, ecco la serenità, ecco la forza che noi vorremo coltivare e, particolarmente in questo Tempo pasquale, vogliamo sottolineare.
| CODICE | 81DLO01360N |
| LUOGO E DATA | Sant'Ilario d'Enza, 20/04/1981 |
| OCCASIONE | Omelia, Lunedì fra l’Ottava di Pasqua |
| DESTINATARIO | Comunità Parrocchiale |
| ORIGINE | Registrazione |
| ARGOMENTI | La gioia del cristiano fondata sulla Resurrezione – La vita nuova in Cristo |
© 2022 Movimento Familiaris Consortio | Via Franchetti, 2 42020 Borzano (RE) | info@familiarisconsortio.org |Privacy Policy | COOKIE POLICY | SITEMAP | CREDITS