2Re 5,1-15; Lc 4,24-30
In questa Quaresima la liturgia insiste: bisogna avere fede, bisogna crescere nella fede, bisogna maturare nella fede. Anche oggi è insistente questo discorso di fede, sia per il lebbroso guarito, sia per i Nazaretani che non hanno miracoli, perché hanno una fede scarsa.
Noi ci dobbiamo interrogare insistentemente, perché è troppo grande la necessità della fede, troppo elevata la gioia della fede, per metterla come un problema non urgente e secondario. Noi dobbiamo insistere sulla fede. Fede allora è affidarsi a Dio, è consegnarsi a Dio. Fede è lasciarlo irrompere nella nostra vita e dominarla totalmente. È non fare conto su di noi, non far conto delle nostre risorse, delle nostre astuzie, delle nostre facoltà, ma far conto solo di Lui.
Così si ha fede, quando si pensa come Dio, si aspetta quello che ha promesso Dio, si vive della Sua carità. Troppi cristiani si accontentano di una fede piccola, troppo vaga e troppo poco efficace e trascinano la loro giornata così, dominata più da sentimenti e da convinzioni umane, cioè più del proprio io, pochissimo della parola di Dio. Crescere nella fede è allora insistere sulla nostra meditazione, perché è così, è metterci disponibili, è aprire il cuore, è essere decisi. Allora la parola di Dio può scendere, può lavorare, può trasformare. Allora il Signore rende il nostro cuore come il cuor Suo, rende il nostro cuore così distaccato dalle cose della terra da anelare alle cose celesti, rende il nostro cuore sicuro delle disposizioni di Dio e del piano di Dio da non vacillare, da non dubitare mai.
Se tu dubiti non credi, se tu sei pauroso non credi, se tu calcoli e ti fidi di cose della terra non hai fede, hai bisogno allora di alzare gli occhi e di essere come quel lebbroso che capisce che non è questione di acque, l’acqua del Giordano vale l’acqua dei fiumi di Damasco, non è questione di acqua, è questione di fede, è questione di umiltà, è questione di entrare nel piano di Dio e nel paino di Dio vogliamo entrarci con pienezza.
CODICE | 83C6Q01342N |
LUOGO E DATA | Sant’Ilario d’Enza, 07/03/1983 |
OCCASIONE | Omelia, Lunedì III settimana Tempo Quaresima |
DESTINATARIO | Comunità parrocchiale |
ORIGINE | Registrazione |
ARGOMENTI |
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