02/12/1980 - Omelia Martedi I Avv Nov Imm 4

Sant'Ilario d'Enza, 02/12/1980
Omelia, Martedì I settimana di Avvento - Novena Immacolata - IV giorno

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Is 11, 1-10; Lc 10, 21-24

“Ti rendo lode, o Padre!” (Lc 10, 21) È questa posizione che noi chiamiamo umiltà. Umiltà vuol dire dare a Dio ciò che è di Dio e dare a noi stessi quello che dobbiamo darci. Dio è il Signore del cielo e della terra. Tutto viene da Lui, tutto deve confluire in Lui, Signore del cielo e della terra. Davanti a Lui sentiamo il nostro niente, la nostra grandissima povertà; sentiamo il bisogno di lodarlo per la sua magnificenza e per la sua bontà, particolarmente di lodarlo per la sua misericordia, perché ha avuto pietà degli uomini, ha pietà di noi. Per i nostri peccati non siamo stati castigati, per i nostri peccati non siamo stati in posizione di attesa, perché Lui subito ce li ha perdonati. È bastato dirgli: - Padre, sono pentito - e Lui subito ci ha ridonato il suo amore. In Maria l'umiltà è stata meravigliosamente abissale. E’ in questo senso che si applicano a Lei le parole del Salmo: “l'abisso chiama l'abisso”, l'abisso dell'umiltà di Maria ha chiamato l'abisso della misericordia di Dio per tutta l'umanità. Maria ha avuto un senso creaturale altissimo, ha saputo riconoscere Dio e ha saputo vivere con Gesù tanti anni senza mancare mai a questo senso di profonda umiltà, questo senso di riconoscenza e di rispetto. Il Magnificat non è stato solo un momento di fervore, è stato il canto di tutta la sua vita, l'esaltazione di Dio: "L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio salvatore". Tutta la vita di Maria è stata così un inno a Dio grande, a Dio santo, a Dio misericordioso. Noi stasera dobbiamo riflettere bene, per entrare e potere entrare tutti in quella beatitudine, che Gesù ha detto. E ci entriamo se siamo piccoli: "Hai nascosto queste cose ai dotti, le hai rivelate ai piccoli”. Ecco, attraverso l'umiltà, potere essere tra coloro che ricevono la Parola e la rivelazione di Dio e perciò dobbiamo chiedere alla Madonna insistentemente e fortemente, che Ella ci sostenga, che Ella ci aiuti, perché l'orgoglio continuamente ci insidia. È l'orgoglio che ci vuol fare essere autonomi, è l'orgoglio che ci fa essere impazienti, è l'orgoglio che ci fa volere essere al di sopra degli altri, è l'orgoglio che semina divisione, è l'orgoglio che ci impedisce di sviluppare la nostra preghiera. Chiediamo alla Madonna la grazia, per la sua umiltà, che anche noi entriamo in questa vera beatitudine dei piccoli.

CODICE 80N1N01310N
LUOGO E DATA Sant'Ilario d'Enza, 02/12/1980
OCCASIONE Omelia, Martedì I settimana di Avvento - Novena Immacolata - IV giorno
DESTINATARIO Comunità Parrocchiale
ORIGINE Registrazione
ARGOMENTI Umiltà – La beatitudine dei piccoli
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