16/12/1986 - Omelia Martedi II Avv Novena Natale 2

Sant’Ilario d’Enza, 16/12/1986
Omelia, Martedì III settimana Avvento, Novena Natale – II giorno

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Sof 3,1-2.9-13; Mt 21,28-32.

In questi giorni nelle nostre invocazioni ci rivolgiamo alla “sapienza infinita di Dio che si estende da un capo all’altro” (cfr Invocazioni Novena Natale). La sapienza di Dio è stata comunicata a noi, è stata donata a noi perché il Verbo di Dio si è fatto carne e ha preso abitazione tra di noi. La stima di ogni parola di Dio deve essere perciò grande, somma. Nella Parola di Dio vediamo il piano di Dio, un piano fatto da una sapienza e da un amore infiniti.

Dio agisce solo per amore perché sostanzialmente è amore e la sua sapienza è così unita al suo amore da formare una linea unica. La Parola di Dio va accettata con umiltà, con fede, in tutto, con perseveranza, perché è la parola che ci rivolge l’infinito Amore, quell’Amore dal quale siamo stati creati e siamo stati chiamati a partecipare della vita stessa della Santissima Trinità. Siamo chiamati a partecipare e a partecipare non per un momento, non per un anno, ma per l’eternità.

Se noi ascoltiamo la Parola siamo sicuri, se noi ascoltiamo la Parola noi entreremo nella gloria di Dio. Quanto sono ingannevoli le parole degli uomini! Quanto sono fatue! Quanto sono così dettate da egoismo! La Parola di Dio ci chiama alla vita. La Parola di Dio ci chiama a grande dignità. La Parola di Dio ci chiama a vivere fino in fondo lo spirito che devono avere i figli adottivi. La Parola di Dio è prodigiosa: ci illumina come la luce, ci riscalda come il fuoco. La Parola di Dio bisogna amarla; ogni parola di Dio.

Ne riceviamo tante delle parole di Dio e le nostre assemblee sono rallegrati dalla lettura, dalla proclamazione della Parola di Dio. Ascoltiamo il Signore con tutta l’anima! Impariamo in questo Avvento la preziosità della Parola e avremo allora fame di questa Parola. Avremo allora una spinta grande per tener conto di tutto quello che il Signore ci dice nella sua misericordia per convertirci bene, per non sentirci degli arrivati, per farci sentire che dobbiamo sempre tendere al meglio, sempre tendere al più perfetto. Non solo non siamo degli arrivati ma siamo dei principianti nel regno di Dio, che hanno bisogno di crescere, che hanno bisogno di affermarsi, che hanno bisogno di compiere un servizio pieno.

Un servizio di vero amore a tutto ciò che il Signore ci chiama e ci indica.

CODICE 86NFN01312N
LUOGO E DATA Sant’Ilario d’Enza, 16/12/1986
OCCASIONE Omelia, Martedì III settimana Avvento, Novena Natale – II giorno
DESTINATARIO Comunità parrocchiale
ORIGINE Registrazione
ARGOMENTI Accogliere la parola di Dio
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