04/11/1987 - Omelia Mercoledi XXXI Ord Funerale

Sant’Ilario d’Enza 04/11/1987
Omelia, Mercoledì XXXI settimana Tempo Ordinario – Funerale

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“Chiunque vede il Figlio e crede in Lui ha la vita eterna” (Gv 12, 45). Il trionfo della fede, la preziosità della fede: chiunque crede. Sentiamo in una maniera tutta particolare in certi momenti come la fede sia la nostra grande ricchezza, la grande nostra gioia, la grande nostra forza. Lo sentiamo e uno di questi momenti è proprio quando preghiamo per chi ha creduto, quando speriamo in chi ha creduto.

Una vita illuminata dalla fede, una vita condotta dalla fede, una vita realizzata nella fede.

Per questa defunta come si è verificato tutto questo? Una vita di lavoro, di dedizione totale alla famiglia, all’educazione dei suoi figli, al bene di ogni giorno. La fede ha rischiarato, la fede ha sostenuto: è stata una vita che ha dato testimonianza alla fede.

Quanto ci dobbiamo sforzare per imparare questa lezione, la lezione che ci dice di non vivere per le cose che passano, di non vivere per le preoccupazioni umane, di non essere schiavi delle cose create, perché siamo figli di Dio e dobbiamo vivere da figli, sperare da figli, tendere da figli. La nostra vera casa è l’eternità. Ci illudiamo sempre che questa sia la nostra dimora, che qui dobbiamo agitarci, dobbiamo spenderci: no, noi siamo fatti per Dio e solo Dio può colmare il nostro cuore, solo Dio può essere il nostro premio.

Dobbiamo meditare a lungo queste cose e meditarle spesso, perché l’illusione e le preoccupazioni del mondo ci prendono, ci rendono inquieti, ci rendono preoccupati.

Guardare a Dio, agire per Dio, seminare per Dio. E, lo ricordate che il paragone del seme è del Signore Gesù: ci ha insegnato a seminare, ci ha insegnato a dare frutti, ci ha insegnato a lasciarci coltivare. Ha detto che il coltivatore è il Padre suo: “Il Padre mio pota i tralci perché portino più frutto e taglia i tralci secchi”.

La nostra vita è una pianta: dobbiamo realizzarla con pienezza non perdendo niente di questo tempo che passa, ma usandolo tutto per Dio, per il suo amore, per la sua provvidenza.

Dio ci ha posto in questo tempo che all’improvviso ci può mancare: adoperiamolo fino in fondo con perseveranza, con umiltà, con libertà di spirito.

Lavoriamo per Iddio perché il nostro lavoro resta per tutti i secoli, soffriamo, gioiamo, impegniamoci per Iddio: tutto per Lui e la nostra vita acquisterà quella necessaria e continua, grande, magnifica disposizione di spirito.

Noi, fatti da Dio, dobbiamo agire solo per Iddio.

CODICE 87M3O0133UF
LUOGO E DATA Sant’Ilario d’Enza 04/11/1987
OCCASIONE Omelia, Mercoledì XXXI settimana Tempo Ordinario – Funerale
DESTINATARIO Comunità parrocchiale
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