04/04/1976 - Omelia V Domenica Quar ore 6.30 e ore 8.15

Sant'Ilario d'Enza, 04/04/1976
Omelia, V Domenica Tempo Quaresima (I di Passione) - Anno B - Messa ore 6,30 e 8,30

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Ger 31, 31-34; Eb 5, 7-9; Gv 12, 20-33

OMELIA ORE 6, 30

Comincia con oggi il Tempo della Passione, che precede immediatamente la Pasqua, Tempo della Passione cioè Tempo nel quale siamo chiamati ad una preghiera più forte, ad una riflessione più profonda sul mistero della nostra salvezza, sul mistero del nostro riscatto. Cristo Signore, il Figlio di Dio, ha voluto accettare la strada della croce, ha voluto soffrire, immolarsi per ogni uomo e pone a sé stesso e pone a tutti questa legge di morte: “Se il chicco di grano caduto in terra non muore, non può portare frutto” (cfr. Gv 12, 24). È una legge dalla quale troppe volte cerchiamo di fuggire, è una legge nella quale non vorremmo porci né per amore né per rassegnazione, eppure è la legge. Dalla morte nasce la vita, cioè dalla mortificazione delle nostre passioni, dalla nostra morte al peccato deve nascere una nuova vita, solo così può nascere. Questa legge della croce, alla quale noi dobbiamo accedere e dobbiamo accedere con lo stesso sentimento di Gesù, per amore, sarà possibile se in questo tempo cercheremo di fare alcune cose. La prima: quella di meditare sulla passione di Gesù, la Via crucis, questa forma di devozione, che è in tutte le nostre chiese, è particolarmente utile in questo tempo. Quattordici stazioni della Via crucis, quattordici quadri di sofferenza, quattordici quadri nei quali dobbiamo vedere quanto ci ha amato il Signore e come ha potuto essere un esempio così grande di umiltà, di pazienza, di generosità, di dono. Cerchiamo di meditare sulla passione di Gesù con vivo spirito di fede. La meditazione della passione del Signore è la medicina più grande, guardare al crocefisso, leggere il crocefisso, perché è il più grande libro che noi possiamo leggere, leggere il crocefisso con lo stesso spirito col quale i santi lo hanno fatto. I santi ci hanno insegnato che è possibile la virtù, la generosità, che è possibile il dono di noi stessi agli altri, che è possibile la pazienza, purché leggiamo questo libro, il crocefisso, in uno spirito grande di fede e di amore.

Dovremmo poi in questo tempo fare maggiore penitenza, perché ognuno di noi ha i suoi peccati e ognuno di noi deve cercare di espiarli. Sono i peccati che costituiscono l’ostacolo più grande alla nostra comunicazione con Dio; non diciamoli piccoli, perché sappiamo noi la nostra responsabilità davanti a Dio. Non è mai piccolo un peccato, perché è un’offesa fatta all’Infinito. Persuadiamoci che la nostra condizione di peccatori deve essere scontata attraverso una vita più austera, attraverso una generosità più grande, attraverso una pazienza più costante, attraverso un adempimento più esatto di tutti i nostri doveri.

E terza cosa: ricordiamoci che bisogna pregare anche per gli altri. Questo tempo è tempo di preghiera. Dobbiamo ascoltare la voce del santo Padre, oggi noi in particolare vogliamo pregare per lui, per lui che resta nella Chiesa come Cristo nella passione, così esposto a tutte le offese, a tutte le insinuazioni, a tutte le cattiverie. Noi vogliamo pregare per la Chiesa e per il Papa e per i bisogni della Chiesa. Deve essere tempo di supplica questo Tempo di Passione, deve essere tempo di impegno serio ed efficace. Voglia il Signore darci la grazia di una preparazione così fervida alla Pasqua, perché, se meditiamo bene la passione, gioiremo bene della risurrezione, ma non sarà possibile gioire della gloria di Cristo, se insieme con lui non siamo stati sul Calvario.

OMELIA ORE 8,30

Quanta maestà in quel giorno sul volto di Gesù! Avete sentito: i Greci, i pagani, e non erano dei timidi, non osavano avvicinarsi. Lo dissero a Filippo, ma anche Filippo si trovò in quel momento timoroso e ricorre ad Andrea, i due discepoli insieme presentano i richiedenti a Gesù. Quel momento Gesù manifesta quanto sentiva l’ora che si avvicinava: “L’anima mia è turbata”. Deve aver visto la morte, deve aver visto quella morte in croce, quell’obbrobrio, quella vergogna, quel dolore, quel fallimento. Gesù non si smarrisce, anzi è preso come da entusiasmo: “Se il chicco di grano non muore, non può portare frutto. Sono venuto per questa ora” (cfr. Gv 12, 20. 28), ecco l’entusiasmo suo a compiere la volontà del Padre. Ecco, l’indicazione precisa per tutti noi è l’indicazione di una morte che dà vita, di una sofferenza che dà gioia, di un’umiliazione che contiene in sé il trionfo. Il Signore Gesù ci vuole iniziare a questa sua vita. In questa domenica in cui inizia il Tempo di Passione dobbiamo, ognuno di noi, sentire in profondità questa chiamata: andare con lui e andare dietro di lui, servire lui, servire lui e con lui il Padre è accettare il peso della croce, è accettare la legge della sofferenza, è accettare la legge della rinnovazione. Abbiamo ascoltato nella prima Lettura il profeta Geremia. Ecco l’alleanza nuova, quell’alleanza che non sarà più transeunte e passeggera, sarà l’alleanza continua nel sangue, nel suo sangue. Sarà l’alleanza non come quella di prima, perché dice il Signore : “Porrò la mia legge nel loro animo” (cfr. Ger 31, 33). Tutti quelli del nuovo popolo avranno lo Spirito di Dio nel loro cuore, la loro legge sarà lo Spirito Santo, tutti, e, guidati così, si uniranno a Gesù, a Gesù sommo sacerdote. Nella seconda Lettura ecco perché Gesù soffre, perché Gesù si immola, perché Gesù, che poteva in tanti altri modi compiere la sua missione, la compie così; la compie nella preghiera: “Offrì preghiere e suppliche con forti grida e lacrime” (cfr. Eb 5, 7), la compie nell’obbedienza: “Imparò l’ubbidienza”, (cfr. Eb 5, 8), lui il Figlio di Dio. Ecco perché è in quest’ordine la nostra rinnovazione. Vuoi convertirti? Sta' qui, unisciti in questa dipendenza di Gesù dal Padre. Vuoi convertirti? Sappi che la tua vita deve essere rinnovata accettando la legge della croce per te e, unito al sacerdozio di Cristo, per il mondo. Il mondo non si salva con le chiacchiere, il mondo non si salva con le grida, il mondo non si salva con le riforme. Il mondo ha bisogno di qualche cosa di più profondo, di più sostanziale, di più grande, ha bisogno di accettare la linea di Gesù e la linea di Gesù sta qui, sta proprio nel fare la volontà del Padre. Ogni uomo deve vincere sé stesso, deve vincere il suo egoismo e il suo orgoglio, deve vincere le sue passioni, deve imparare ad amare il Padre e ad amare i fratelli. Deve imparare che la vita non è una palestra per divertimenti sciocchi, non è uno sfogo per i capricci, non è una maniera qualsiasi per passare un tempo che non ha senso. La vita è qualche cosa di grande, perché deve essere posta nell’amore. Ecco: è l’amore quello che salva. E Cristo, ecco, per amore ha accettato di essere elevato da terra sulla croce, per attirare tutti a lui, tutti quelli che vogliono partecipare alla salvezza dei fratelli, al rinnovamento del mondo. Io vorrei che questo Tempo di Passione noi lo passassimo in molto raccoglimento, in profonda riflessione. È un Tempo questo fatto per grandi cose. Se passa come gli altri tempi, quale responsabilità! Bisogna che lo passiamo in meditazione e in preghiera. Bisogna che il tessuto della nostra giornata si ispessisca attraverso il nostro sentimento di fede, è necessario che ognuno di noi senta il bisogno di guardare, di tornare a guardare, ecco la parola consacrata dalla tradizione cristiana: contemplare il crocefisso. La Via crucis deve essere percorsa da noi con un profondo sentimento di devozione e d’amore. Dobbiamo sentire che non possiamo vivere la gioia della risurrezione, se non passiamo per questo mistero di sofferenza e di dolore, se non contiamo le piaghe del corpo di Gesù, quelle piaghe che sono state per la nostra salvezza, se non guardiamo ad ogni piaga come ad una bocca che ci dice: Vedi, come ti ho amato? Perché tu non mi ami? Perché la tua vita è così scialba, così mediocre, così sensuale? Perché la tua vita è tutta piena, intrisa di orgoglio? Perché la tua vita te la trascini così pesantemente come una catena? Guardiamo il crocefisso, leggiamo il crocefisso, entusiasmiamoci del crocefisso. Ecco sta tutto lì.

CODICE 76D3O01344N
LUOGO E DATA Sant'Ilario d'Enza, 04/04/1976
OCCASIONE Omelia, V Domenica Tempo Quaresima (I di Passione) - Anno B - Messa ore 6,30 e 8,30
DESTINATARIO Comunità Parrocchiale
ORIGINE Registrazione
ARGOMENTI Passione di Cristo: la legge della croce
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