Sap 2,1. 12-22; Gv 7,1-2. 10. 25-30
Una dottrina, non si accoglie un sistema, non si viene a professare un’ideologia, si accoglie una persona, ma accogliendo Lui si accoglie la Parola eterna del Padre, si accoglie la Sapienza infinita di Dio. Accogliere Gesù è allora riconoscere che Gesù è il Figlio eterno del Padre e da Lui viene ogni nostra attesa, da Lui viene ogni nostra gioia, da Lui viene ogni dono sul piano umano e soprannaturale. Noi dobbiamo sempre di più, allora, riflettere sulla nostra relazione con Gesù, perché non ci avvenga che sia una relazione di tipo prevalentemente esteriore, che sia una relazione facilmente superficiale, indistinta, vaga.
La nostra relazione con Lui deve essere prima di tutto una relazione tra creatore e creatura, perché per mezzo di Lui tutto è stato fatto e niente sussiste che non sia fatto da Lui. Noi siamo sue creature e dobbiamo gioire della nostra dipendenza. Gesù è il nostro Dio, cioè Colui dal quale riceviamo l’esistenza e la vita.
La seconda relazione, è una relazione che coinvolge tutto il mondo; la verità del mondo è questa: che tutto è fatto per mezzo della Sapienza di Dio, tutto! Conoscendo il mondo, man mano che la nostra cognizione diventa sempre più profonda, noi veniamo a imparare chi è Gesù, che è la Sapienza di Dio, il pensiero di Dio. È, come sappiamo bene, l’esempio eterno di Dio, di tutto il creato. Conoscendo il mondo, conosco il pensiero di Dio che si è incarnato, conosco cioè il Figlio di Dio, il Verbo di Dio.
Ancora, la mia relazione con Gesù è una relazione di uomo peccatore; noi siamo solo creature umane, purtroppo siamo peccatori. La nostra relazione veritiera con Lui è dunque che di fronte alla Sua infinita santità, sentiamo il gemito della nostra miseria e del nostro peccato. Siamo peccatori e dobbiamo riconoscere in Lui la santità, la salvezza.
Ancora, la relazione con Gesù non è solo con l’Unigenito Figlio di Dio, è ancora con il Primogenito, il primo dei Figli di Dio, il Capo della Chiesa. Io relaziono con Gesù nella verità quando sono consapevole di essere nella Chiesa, nel Suo Corpo Mistico, quando sono consapevole di avere con Lui una relazione continua come ha un membro con il suo capo. Quanto amore dobbiamo esprimere allora al Signore! Come dobbiamo lasciarci prendere da tanta gioia, da tanto entusiasmo; come dobbiamo seguirlo sempre, Lui luce, Lui infinita carità.
“Chi segue me, non cammina nelle tenebre” ha detto Lui stesso, sì, perché per noi è proprio tutto, nel tutto noi troviamo la risoluzione della vita, ma fuori di Lui non c’è niente, c’è il buio, c’è la tristezza, c’è l’angoscia.
| CODICE | 81D2Q01343N |
| LUOGO E DATA | Sant’Ilario d’Enza, 03/04/1981 |
| OCCASIONE | Omelia, Venerdì IV settimana Tempo Quaresima |
| DESTINATARIO | Comunità parrocchiale |
| ORIGINE | Registrazione |
| ARGOMENTI | La relazione con Gesù |
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