08/03/1975 - Sabato Prefestiva IV Quar

Sant’Ilario d’Enza, 08/03/1975
Omelia, Sabato, Messa Prefestiva IV Settimana Tempo Quaresima

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1Sam 16,1. 4. 6-7. 10-13;Ef 5,8-14; Gv 9,1-41

“Perché abbiano la fede”. Ecco il grande risultato sta qui, sta nelle parole del cieco guarito: “Io credo, Signore ”. Perché la luce è Gesù; unicamente. È la luce che illumina ogni uomo. L’uomo può portare questa luce, direi quasi confondersi con questa luce, ma la luce è Gesù. Guai se un cristiano pensa diversamente. Guai se pensa di avere tutte le parole da dire. Il cristiano è valido se porta non le sue idee, non i suoi sentimenti, non le sue esperienze, ma se porta Gesù. Fin dal battesimo ci è stata data questa consegna di portare Gesù. Quando è stato acceso il cero ed è stato detto: guarda! Tu devi camminare così come figlio della luce. Tu devi realizzare un modo, questo grande prodigio, di vivere di fede. Perché vivere di fede è più grande cosa. Noi sappiamo come invece è facile vivere di altre cose. Ma sappiamo anche quanto è dannoso, quanto è deludente per l’uomo vivere delle cose inventate dall’uomo, realizzate dall’uomo. Il mondo è pieno di noia, è pieno di angoscia, perché è pieno di cose degli uomini, fatte dal loro orgoglio, fatte dal loro egoismo, fatte dalla loro temerità. In realtà sta proprio in questo concetto: la fede è luce, è Lui che ti dà la fede. Ecco perché dobbiamo guardare al Signore, ed ecco perché in questo nostro cammino quaresimale sempre di più dobbiamo cercare di conoscere Gesù. Il cristianesimo non è una dottrina. Il cristianesimo è una relazione con una persona viva, è accettare nella propria vita Gesù. È Lui il tutto. E poi accettato Gesù, vivendo di Gesù, lasciando che Gesù impronti la nostra vita, comprendiamo quello che dice l’apostolo san Paolo nella seconda lettura: “Ora siete luce del Signore”. Siete luce perché portate la luce, perché portate il Signore. Ecco perché “Comportatevi come figli della luce: il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità”. È dunque in questo ordine di cose che dobbiamo porre la nostra più attenta considerazione. Dobbiamo incontrarci meglio col Signore. La nostra fede deve essere esperienza viva con Gesù. È studiando allora la sua Parola, è studiando allora la sua vita, é contemplando con sempre maggiore amore il Signore che noi possiamo essere dei veri battezzati. E sottolineo di guardare a Lui con amore, perché certe cose, se non si amano, non si capiscono. Se non si ama il Signore, se non si accetta la sua linea, ecco, molte cose diventano incomprensibili. Cerchiamo perciò il Signore, cerchiamolo con tutto il cuore, cerchiamolo con vero amore e dopo, dopo sì, camminiamo veramente sapendo che Lui ci possiede, Lui è con noi e Lui ci farà suoi amici e suoi collaboratori nell’opera della salvezza.

CODICE 75C7Q01343N
LUOGO E DATA Sant’Ilario d’Enza, 08/03/1975
OCCASIONE Omelia, Sabato, Messa Prefestiva IV Settimana Tempo Quaresima
DESTINATARIO Comunità parrocchiale
ORIGINE Registrazione
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