11/03/1981 - 251 - Salmo 51

11/03/1981

251. Salmo 51

11 marzo 1981

La desolazione di chi fa il male. La sequenza di cose tristi che insegue chi crede di fare il furbo ed è solo un ipocrita. Spesso ritorna questo motivo di meditazione. Dio è presente, Dio vede, Dio dà a ciascuno secondo il suo merito.

Il peccato ha già la condanna in se stesso: per una logica terribile conduce all’abisso. Mentre chi confida, chi si abbandona al Signore ha di che rallegrarsi sempre nel tempo e nell’eternità. “Senza fede è impossibile piacere a Dio” (Eb 11,6); “Il mio giusto vivrà di fede”1. La gioia che noi cristiani abbiamo possedendo la fede. Come tutto il nostro sforzo è basarsi sulla fede e crescere in essa.

“Chi ascolta la mia parola ecc...”2. Per avvicinarci a Dio bisogna credere. È sulla fede che dobbiamo spesso interrogarci per vedere se abbiamo una fede viva, profonda e conquistatrice. San Paolo: “Vi ha riconciliati per mezzo della morte del suo corpo di carne, per presentarvi santi, immacolati e irreprensibili al suo cospetto: purché restiate fondati e fermi nella fede” (Col 1,22-23).

Il Concilio di Trento ci dice: “La fede è l’inizio della nostra salute, il fondamento e la radice di ogni salvezza”3.

“Come olivo verdeggiante”4. La fede deve tuffarsi in Dio, è vitale: “La tua fede ti ha salvato”, alla emorroissa5 e al cieco di Gerico6.

Una fede umile, una fede che vuol trionfare, una fede piena di amore, una fede audace. Ci fa penetrare nel mondo divino; ci fa conoscere la vita intima di Dio, i grandi misteri della grazia e della gloria; ci fa vedere tutte le cose dal punto di vista di Dio, così come Dio li vede; ci fa percepire delle armonie soprannaturali che nessuna intelligenza umana o angelica avrebbe mai potuto sospettare. “La fede è come una audizione soprannaturale, come un senso musicale superiore che ci permette di udire spiritualmente del regno dei cieli, che ci permette di ascoltare in qualche modo la voce di Dio prima di essere ammessi a vederlo faccia a faccia” (Garrigou). “La fede esiste quando si parla a Dio come a un uomo che si ama” (Santo Curato).

La scelta è opera di amore: scio cui credidi7 (2Tim 1,12). Come dono a Dio dobbiamo custodirlo e svilupparlo. “Beati coloro che non hanno visto e hanno creduto” (cfr Gv 20,29); “Colui che crede nel Figlio di Dio ha in sé la testimonianza di Dio” (1Gv 5,10). La fede è un dono meraviglioso che Dio fa all’uomo. Non è frutto delle sole forze umane ma dello Spirito che agisce nelle anime: “Nessuno può venire al Padre se il Padre non lo abbia attirato” (Gv 6,44).

Nello stesso tempo è dono dell’uomo a Dio, che si dona a Dio in piena fiducia.

È dono dell’intelligenza che dà il suo consenso a tutta la verità che Dio comunica, che accetta la testimonianza di Dio, accetta la sua luce.

È un atto di umiltà che riconosce la nostra povertà ed è sicuro di Dio.

È un dono del cuore che si abbandona alla sua infinita veracità, potenza, bontà, fedeltà. Insomma, è un dono di tutto noi stessi a Dio nel Cristo. Di qui nascono per noi tutti i beni.

“Beati quelli che crederanno” (cfr Gv 20,29). Dalla fede viene la sorgente di vita soprannaturale e di energia magnifica. Credere con tutta l’audacia e con tutta la fermezza; la vita si edifica, si trasforma, diventa feconda di tanti beni. È accettazione della sua Parola, è buttarsi nella sua Parola, è acconsentire alla sua iniziativa. È sentirsi amati incondizionatamente e infinitamente. Ecco perché dobbiamo rivedere di continuo la nostra fede, perché sia sempre fervida e cresca di giorno in giorno, attraverso le vicissitudini, attraverso le prove e le sofferenze.

Noi crediamo in una Persona, ed è in comunione con la Persona di Cristo che si potenzia la nostra esperienza. La nostra gioia di ascolto deve essere maturata con forza. Ascoltarlo nell’intimo del cuore e quando si manifesta attraverso gli avvenimenti e attraverso i miei fratelli. La parola del Vangelo riceve sempre maggiori luci in questa mia ricerca di ogni giorno. Vivere con semplicità e vivere con coraggio.

“Voglio renderti grazie in eterno”8. È incredibile come attraverso la fede siamo diventati ricchi. “Chiunque crede che Gesù è il Cristo è nato da Dio […]. Tutto ciò che è nato da Dio vince il mondo, e questa è la vittoria che ha sconfitto il mondo: la nostra fede” (1Gv 59). Camminiamo nella fede; siamo chiamati a convertirci continuamente, a rivedere le nostre posizioni, a confrontarci continuamente con il progetto di Dio, ad arrivare alla comunione con Dio. È il mistero dell’alleanza che diventa proposta per ogni anima. È Dio che continua a donarsi. Esige una risposta personale ad una donazione personale. E la fede cresce e si fa adulta nella preghiera e nell’esperienza.

La chiamata a crescere ci viene fatta direttamente da Gesù. Il seminatore, la semente10, il granello di senape11; il lievito12. La vita divina viene comunicata ma dobbiamo farla sviluppare. La crescita dipende dal terreno. Essa può anche arrestarsi, deviare, essere soffocata. Passa attraverso varie fasi. Il cristiano si propone come modello di fede Abramo13, il primo ad essere entrato in comunicazione personale e reciproca con Dio. E particolarmente Maria: Dio si è servito di lei per realizzare il disegno di salvezza. Durante il periodo della vita nascosta è l’unica a credere nella salvezza del mondo per opera del suo Figlio Salvatore. Maria accetta di seguire la volontà di Dio senza attendere le prove, senza riflettere troppo su se stessa, senza avanzare interrogativi inquietanti. Ella ha aperto il solco della fede nella Chiesa. Attraverso le varie tappe di suo Figlio quanto era viva la sua fede.

Tre tappe: dall’Immacolata all’Annunciazione; la seconda tra le due Annunciazioni14; e la terza come Madre del Corpo Mistico.

Cristo ci conduce alla conoscenza del Padre; lo Spirito Santo diventa per il cristiano una persona viva; il cristiano che ha scoperto Dio vivo – Padre, Figlio e Spirito Santo – ne ricerca la presenza in tutti gli uomini; il cristiano che ha scoperto Dio vivo impara a leggere il Vangelo in modo nuovo; il cristiano che ha scoperto Dio vivo non potrà fare a meno di scoprire la Chiesa; il cristiano che ha scoperto Dio non potrà non pregare, e pregare a fondo perduto.

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