14/10/1979 - Vespro XXVIII Domenica Ord

Sant'Ilario d'Enza, 14/10/1979
Catechesi al Vespro

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è Gesù infatti che ci ha svelato il vero volto del Padre e ci ha condotti a lui. È Gesù che, svelandoci chi è Dio, ci ha detto della sua infinita bontà e delle supreme esigenze che ha l'amore. Perché Dio è il grande oceano dell'amore, Dio è l'amore e noi dobbiamo educarci a volerlo raggiungere con l'amore, a volere costruire noi stessi nell'amore, perché, con quanta facilità, confondiamo l'amore con altre cose. Proprio perché Dio è amore, Dio non scende a debolezze o compromessi. Chi immagina Dio debole, che perdona sempre, che lascia andare tutto, anche quando il peccatore non è seriamente pentito, si sbaglia sulla natura di Dio. Proprio perché Dio è amore vuole da noi l'amore, e il dolore dei nostri peccati non è che un modo di amare. Dio vuole da noi l'amore e, se non c'è l'amore, non si verifica la retta via, la retta strada che ci conduce a lui e ci conduce al cielo. Noi dobbiamo sempre di più unire queste due verità: la verità della legge e la verità dell'amore perché lui, se ci ha dato una legge, ce l'ha data perché ci ama e perché ci vuole condurre all'amore vero, all'amore grande, all'amore perfetto. Perciò ringraziamo Gesù che col suo sangue ha riconciliato la terra col cielo. Guardate, non c'era nessuno che il Padre amava come Gesù, l'amore del Padre per Gesù è qualche cosa di così grande che noi non riusciamo a immaginare perché è infinito! Eppure è stata la volontà del Padre quella che ha esigito il tormento e la morte di Gesù. Perché amare è essere giusti, amare è volere che l'uomo si cambi e si trasformi nell'amore e Gesù ha accettato la volontà del Padre e per noi si è dato, perché la nostra morale fosse la morale dei figli di Dio. Lui ci ha lavato col suo sangue e lui col suo sangue ha gridato al Padre perché rimetta i nostri peccati nell'amore e nella grazia. Ecco perciò quanto ci dobbiamo impegnare perché tutta l'espressione della nostra vita morale sia un'espressione di fede, un'espressione di vero amore, sia l'unirci a Gesù il mediatore della nuova alleanza, sia rivivere i suoi sentimenti, rifare le sue scelte, agire nel suo stesso piano di salvezza. Impegniamoci dunque e, quando ci sentiamo aggravati dal peccato, ecco, sappiamo che c'è questa voce più eloquente di quella di Abele e sentiremo che il Signore ci perdona se anche noi acconsentiamo all'amore.

CODICE 79LDV0133RN
LUOGO E DATA Sant'Ilario d'Enza, 14/10/1979
OCCASIONE Catechesi al Vespro
DESTINATARIO Comunità Parrocchiale
ORIGINE Registrazione
ARGOMENTI Moralità
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  • “È evidente come Don Pietro abbia vissuto il suo sacerdozio
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